13/09/17

Una bomba atomica non è abbastanza

Una cosa che mi rilassa da morire?

I grandi disastri naturali e le catastrofi. Che siano vulcani in eruzione, terremoti, tsunami, tornado o esplosioni termonucleari poco importa... guardare cotanta distruzione comodamente dal Tubo è un nuovo passatempo che spesso e volentieri mi da la buonanotte.
What the fuck sta dicendo?
Potreste pensare che io non sia del tutto normale, ma d'altra parte davvero volete negare il fascino irresistibile di un tsunami assassino? 
E' un po' come quando da bambini si distrugge qualcosa di bello, tipo il castello di sabbia del tuo amichetto che c'aveva messo tanta cura per tirarlo su e che sfiga vuole sia edificato comodamente a un tiro di schioppo del tuo fettone di cui tu, incuriosito, testi senza tanti complimenti il potenziale distruttivo.
Una soddisfazione, no?

Che sia questo, in sintesi, il rispetto per la grandiosità della razza umana e della sua opera? Secoli di civilizzazione, ricerche, scoperte e studi che valgono meno di una scoreggia molle di Madre Natura. Un prurito e ti casca in testa la casa, un rush cutaneo e sei promosso a posacenere, uno starnuto e la strada è travolta da un torrente in piena.
Fa strano vedersi piccoli così. Viverlo sul serio poi... non oso immaginarlo. E parliamo di fenomeni del tutto naturali con cui ci si può (o meglio deve) convivere.

Ben diverso è se quel bambino dispettoso che ti spacca il castello perché sì è un uomo. Una persona vera e cosciente, responsabile di migliaia e milioni di vite, che un bel giorno mostra di avercelo più lungo di tutti e detona un mostro che ti rende cieco, sordo e ti ustiona mezzo corpo, ma questo soltanto perché t'è andata davvero di culo.
Io guardo da dietro uno schermo l'incubo peggiore dell'ultimo secolo, funghi atomici che spuntano in un folto sottobosco d'idiozia accompagnati da uno scroscio d'applausi, ma uno come Tsutomu Yamaguchi invece, lo schermo manco se lo poteva sognare, e la detonazione se l'è presa in pieno.

La sua è una storia singolare di cui anche zio Vonnegut, in Cronosisma (ve lo consiglio, lo trovate qui), racconta qualcosa. 
Tsutomu è un ingegnere giapponese e il 6 agosto del 45 si trova a Hiroshima. Sta scendendo dal tram quando a 3km da lui viene sganciata Little Boy, la prima bomba atomica. Come detto poco fa non ne esce troppo bene, ma ne esce, tanto che tre giorni dopo, coperto di bende, sta spiegando quanto visto ai suoi supervisori. Crede di essere al sicuro nella sua città natale. In effetti, dopo un'esperienza simile, pure una vasca di squali sembrerebbe un buon posto.
Potete perciò immaginarvelo a narrare di che cosa diamine fosse caduto dal cielo quel giorno, e poi se vi riesce, con uno sforzo ulteriore, potreste visualizzare le facce del gruppetto in ascolto che intanto scorge Fat Man fare una cosa simile, perché una bomba atomica non è abbastanza.

Caso vuole che Tsutomu fosse infatti proprio di Nagasaki. Una sfiga da guinnes dei primati la sua, che lo andò a cercare con ben due bombe atomiche nel giro di pochi giorni. E fosse la natura, ancora ancora, uno può pure mandarla giù, ma con due atti intenzionali compiuti dall'uomo... e che cazzo! In ogni caso il poveretto sopravvisse divenendo un grande attivista anti nucleare e spegnendosi a più di ottant'anni d'età. Così va la vita!

C'è da chiedersi però a che pensasse Thomas Ferebee, che spinse la leva che uccise in un istante più di 70 mila persone. Se ne rendeva conto? Altri tempi forse, altro contesto, altra mentalità. 
Stessa domanda se l'è posta il finto scrittore Kilgore Trout, alter ego del vero scrittore Kurt Vonnegut, entrambi scampati al bombardamento di Dresda.
In questa loro storia si racconta che l'ipotetico pilota del Joy's Pride, in volo con una terza paonazza figlia di puttana collegata alla pancia dell'aereo, si chiese cosa fosse ciò che stava vivendo: se guerra, o show business. Non c'era un senso né una vittoria da conseguire. Sua madre poi, che avrebbe detto di lui? Che era un eroe? Pensando a lei fece perciò inversione a U nel cielo e tornò da dov'era venuto, atterrando con la paonazza figlia di puttana non sganciata e finendo a processo per insubordinazione.

Una bella storia di pace, di coscienza di sé e degli altri. Una storia che come molte altre ha avuto modo e tempo di essere conosciuta, ma che mi chiedo, guardando comodamente da YouTube i miei video di bombe nucleari, se siano davvero state ascoltate o se invece, non si vada comunque verso il peggio...