06/02/17

Leggendo questo post la vostra mente divagherà per il 30% del tempo

Non so se capita anche a voi, ma spesso mi ritrovo nella via di casa e penso, con una buona dose di sconcerto:
"Ma chi cavolo ha guidato fin qui?!"

E' come un'improvvisa presa di consapevolezza, un risvegliarsi da fantasie ad occhi aperti che tutto avevano a che fare tranne che con la guida. E a quel punto ci si domanda:
Chi si è fermato al semaforo? Chi ha rispettato le precedenze alle rotonde? Chi era alla guida se io sono arrivato nella mia testa soltanto adesso? Boh, ma intanto paga la multa!

Leggendo un interessante manuale di graphic design, in cui sono riportati moltissimi studi sui modi in cui le persone pensano e agiscono, mi sono imbattuto nel termine Mind Wandering, che descrive esattamente questo fenomeno.
Ho scoperto che il Mind Wandering è il pensare in modo anche piuttosto intenso a qualcosa mentre si sta svolgendo un'attività predominante. L'esempio più utilizzato era quello della lettura. In questo momento infatti potreste leggere le mie parole pensando però a tutt'altro. E magari, proprio ora, potreste accorgervi della distrazione.

L'elemento interessante del Mind Wandering è proprio il rendersi conto, a un certo punto, di aver divagato. Motivo per cui ci si ritrova infastiditi, più che stupiti, perché c'è il bisogno di rileggere da capo il documento che si stava studiando, oppure questo palloso articolo di blog.

Alcune ricerche comunque hanno dimostrato che nelle attività di ogni giorno il cervello può divagare per il 30% del tempo. Si può andare anche più su però, come nel caso della guida, che raggiunge un buon 70%. Questo significa che se guidate per un'ora potreste passare ben 42 minuti a pensare, come si suol dire, ai famigerati cazzi vostri, più che alla strada. 

Ma come se ne sono sono accorti della simpatica bacataggine dei nostri cervelli? Per fortuna anche questa piccola curiosità viene raccontata...
Praticamente c'era questo gruppo di neuroscienziati che stava studiando l'attività cerebrale di alcuni soggetti durante determinate azioni. Volevano capire, in soldoni, quali aree dell'encefalo fossero interessate. Con gran fastidio però, si accorsero che per il famoso 30% del tempo le scansioni davano risultati incoerenti rispetto le stime eseguite, e quindi si chiesero giustamente che diamine stesse accadendo.

Risposta?
Il Mind Wandering. Tali soggetti, intenti a fare il compito loro assegnato, nel mentre "perdevano la concentrazione" e andavano da tutt'altra parte. Che fare, quindi, se non mettersi ad analizzare anche questo nuovo e inaspettato fenomeno?

Stranezze a parte sappiate che non c'è nulla di troppo pericoloso in tutto questo. Ci sono lati positivi, come avere la possibilità di variare l'attenzione più facilmente da un'idea all'altra, ma anche negativi, come il dover rileggere il mio post dall'inizio perché non vi siete concentrati a sufficienza durante la lettura. Stronzi!