05/05/19

Un futuro senza spazio, né tempo

L'altra sera cercavo qualcosa di rapido e divertente da leggere e quindi mi sono lasciato ispirare dall'angolo fantascientifico della mia libreria. 
Ad attendermi una quarantina di Urania (parte di una collezione molto più grande) ereditata alcuni anni fa. E allora scorri, sfoglia, cosa leggo, cosa non leggo e alla fine ho scelto Allarme sulla Terra di Robert Blochautore forse più noto per Psycho
Il libro al suo interno presenta due storie: Non c'è più posto per noi e Donne di tutto il mondo.  Tutto sto preambolo solo per dirvi che vi parlerò della prima delle due.

Siamo nel 1997. L'umanità ha conquistato prima la Luna e poi Marte, il dominio sull'energia atomica è ormai cosa scontata e la fame, le guerre, la disoccupazione e le tensioni per credo, razza e disparità sociali sono del tutto debellate.
Sembrerebbe di vivere un'utopia, se non fosse che... manca lo spazio.
Stiamo troppo bene, il numero di persone cresce in modo incontrollato e le soluzioni adottate finora iniziano a mostrare dei limiti. È qui che l'elemento più sinistro di tutta la faccenda si palesa: la dimensione di questo problema è sia fisica che psicologica.


Attraverso la pelle del protagonista sentiamo il disagio reale, tangibile, sensibile e materiale della folla, ma percepiamo anche l'inadeguatezza mentale nel dover affrontare una simile quotidianità.
Ogni azione è dominata dall'ottimizzazione maniacale dello spazio, e questo ha un effetto devastante anche sul tempo. In un mondo in cui si attende in fila per qualsiasi cosa, il lavoro diventa uno dei pochi momenti in cui è possibile "respirare". Lavoro che dura circa 5 ore al giorno, perché mediamente ci vogliono dalle 2 alle 3 ore di folla per un tragitto casa ufficio, e poi di nuovo ufficio casa.

Quando non si è in coda si è casa, un appartamento minuscolo che cresce al pari con la famiglia che intendi crearti. Vivi in coppia? Hai diritto a un po' di spazio in più. Hai dei figli? Meriti qualche altro metro quadro. Ma ecco arrivare il tema della dimensione psicologica, dato che il problema non si affronta mai, né assieme né da soli, ma si subisce, in un'individualità fatta di rapporti sociali fragilissimi, di teleschermi e di pillole.

Ogni storia di questo tipo ha ovviamente un momento di rottura, quella rivelazione che mette in moto il protagonista, che in questo caso avviene per una crisi da stress e un tentato suicidio.
Harry Collins si ritrova perciò in un centro di cura, unico al mondo, dotato di ampi spazi verdi in cui può spostarsi liberamente. I pazienti sono pochi, una dozzina, perché i casi di crisi, in una società utopica, sono effettivamente rari. 
La sua cura è quindi la soddisfazione dei suoi desideri: spazio, tempo, vero cibo (non quello sintetico usato per superare la crisi di risorse alimentari) e una donna.

Certo è insolita una struttura tanto costosa a disposizione di così pochi malati. E infatti accade qualcosa di strano: in gran segreto si organizza il futuro, perché il mondo là fuori non è un'utopia, ma una maschera. La folla cresce, lo spazio è sempre minore e le risorse... beh, non sono illimitate.

Sulla trama non dirò altro, che nel caso voleste leggerlo sarebbe un peccato rovinarvi la sorpresa. Fatto sta che, un altro elemento che ho davvero apprezzato, è l'assenza della parte nemica. Non esistono cattivi, non c'è il solito schieramento dei rivoluzionari così come manca il governo malvagio e assetato di potere. 
Qui l'avversario è il progresso, e cioè tutte quelle piccole e grandi soluzioni (sociali, tecnologiche e psicologiche) che portano forti miglioramenti e assieme problemi pesanti per le generazioni future. E questo non perché manchi un ragionamento verso gli anni a venire, ma perché, nonostante le previsioni, non è scontato muovere le masse e direzionare gli eventi.

Ci sarebbero una montagna di riflessioni da poter fare su Non c'è più posto per noi, ma come per il racconto anche qui c'è un problema di spazio (chi c'ha voglia di leggere tutta sta roba?) e di tempo (chi ha il tempo di leggere tutta sta roba?). 
Meglio lasciarvi alla lettura e se vi va ne parliamo nei commenti. Il volume lo potete acquistare qui.

7 commenti:

  1. Letto diversi anni fa. Ho una grande ammirazione per Robert Bloch, e questi due racconti sono di quelli che danno parecchio da pensare.

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    1. Ho iniziato ieri sera anche il secondo e in effetti non sembra male. Vediamo come va avanti :)

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  2. Sorry, pur con tematiche interessanti, non è roba per me.
    Non amo il genere.

    Moz-

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  3. non l’ho letto mi attira
    grazie

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    1. Ti piacerà ;)
      Risposta in ritardo di 300 anni chiedo perdono

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  4. Se ti sono fischiate le orecchie ero io.
    E non intendo scrivere come mai te le ho fatte fischiare, immagina!

    ^_^

    Buon... quel che serve.

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