06/07/17

Bentornato, amichevole Spider-Man di quartiere!

Ci sono volute ben tre trasposizioni cinematografiche per far arrivare l'arrampicamuri nel Marvel Cinematic Universe, e dopo la buonissima trilogia con Tobey Maguire e la traballante coppia degli Amazing Spider-Man ci troviamo di fronte a un prodotto di alta qualità che intrattiene, diverte e stupisce!

Come anticipato in Civil War, il nuovo Spider-Man è un bimbo-ragno quindicenne che pensa "Porca vacca, sono Spider-Man!", facendoti vivere la sua eccitazione come mai era accaduto prima.
Il "nuovo Avenger" è infatti un personaggio ben calato nel contesto condiviso che abbiamo imparato a conoscere, e che da bravo novellino cerca di ricavarsi un proprio spazio tra i ben più popolari colleghi di lavoro.

Quello che più ho apprezzato di quest'ennesimo reboot è proprio la diversa dimensione con cui l'eroe deve fare i conti. Non c'è più il Peter Parker finto giovane dei primi anni 2000, né il ragazzetto di fine liceo interpretato dal (per me ottimo) Andrew Garfield
Siamo invece nella piena adolescenza di un protagonista che nella realtà è perfettamente plausibile, senza quegli eccessi hollywoodiani che mostrano nerd super sfigati vessati dal bullo tutto muscoli e star del football.

La caratterizzazione del nuovo Peter è quindi ben calibrata nell'ambientazione di per sé ottima, e proprio da qui osserviamo come l'eccezionalità dei super poteri crei un contrasto enorme tra la sua voglia di fare lo splendido, magari combattendo mostri assurdi e risolvendo missioni per salvare il mondo, e la banalità del quotidiano, fatta di piccoli furti, lunghi momenti di noia e divertentissimi misunderstanding.

Altro grande punto di forza è la nuova caratterizzazione di alcuni personaggi arcinoti. Si parte perciò da zia May, qui resa una milf oggetto di attenzioni e battutine, che col nipote crea un rapporto di complicità assolutamente inedito; proseguendo con un Flash che da classico bullo diviene un più abbordabile compagno di classe rompi coglioni. Senza dimenticare una nuova grande amicizia per Spidey, che avrà così una spalla (comica) su cui contare, e l'immancabile cotta adolescenziale, che scanserà sia Mary Jane che la tristemente defunta Gwen Stacy (sto ancora piangendo mannaggia al Goblin!).

Arrivando però alla ciccia, di questo film resta impressa la grande voglia di far bene sia di Spider-Man che dell'intera pellicola. Dove il primo infatti si impegna in tutti i modi a fronteggiare una prova che capirà essere veramente seria e non un semplice gioco, il secondo tenta di costruire una storia diversa che esplori sì i primi passi del giovane eroe, ma mostrandone ogni singolo limite. 
E si va anche sulle cose più stupide, eh! Come quelle piccole domande che ogni spettatore, mettendosi nei panni dell'Uomo Ragno, inevitabilmente si pone:
- Ma se non ci fossero i grattacieli, sto coglionazzo, come si sposterebbe?
- Possibile che bastano delle ragnatele e un vestitino per farti passare in un baleno la paura di buttarti da un'altezza stratosferica?
- Come può uno immedesimarsi così in fretta nel ruolo di eroe/salvatore?
Pochi esempi finalmente affrontati che ci avvicinano al percorso di crescita e formazione di un ragazzino sognante, uno che ancora non ha capito che là fuori c'è in gioco la vita. Emblematica la scena disperata in cui... no, scherzavo, sto zitto, niente spoiler!

E a proposito di pericoli, come non parlare del nuovo villain interpretato da Michael Keaton?
Finalmente abbiamo un cattivo con una costruzione che funziona! Non come quelle ciofeche de Il potere di Electro e (ahimé) di troppi film del MCU. L'impatto visivo dell'Avvoltoio è infatti così potente da farti percepire immediatamente un senso di pericolo, quasi che Spidey non sia all'altezza di fronte a un nemico di tale portata. Ancora meglio poi, è l'uomo dietro al mostro, capace di regalare verso il finale dei momenti di tensione che davvero mai mi sarei aspettato.
Aggiungiamoci poi degli ottimi effetti speciali, uno scontro aereo (visto nel trailer e che non mi garbava granché) veramente ben girato e un finale che non va dove invece penseresti, ed ecco qui uno dei migliori cinefumetti mai visti.

Che altro dire di Spider-Man Homecoming, se non che pur essendo un'operazione rischiata è anche perfettamente riuscita?
Sono curioso di sentire le vostre aspettative al riguardo e le impressioni che avete avuto se invece siete riusciti a vederlo. Ad ogni modo, con grande sollievo, si può sicuramente dare il bentornato al nostro amichevole Spider-Man di quartiere!

P.s Ci sono due scene dopo i titoli di coda. Abbiate pazienza e guardatele, perché per la seconda, signori miei, ne varrà davvero, ma davvero, ma davvero la pena!