05/06/17

Wonder Woman, guidali tu

Wonder Woman mi è piaciuto.
Ma forse il mio non è il parere di una persona affidabile, dato che, in un certo modo, avevo trovato apprezzabili anche gli altri film DC, compreso quel suicidio di critica che è stato Suicide Squad. Qui però siamo di fronte a un prodotto che si distanzia un po' dalle "stonature" precedenti, ed è per questo, forse, che molti ritengono la pellicola parecchio migliore delle sue sorelle.

Io comunque che ne penso?
Penso che quando tutti asserivano che Gal Godot fosse una perfetta Wonder Woman avevano ragione da vendere, e una prima conferma, in effetti, l'avevo avuta già in Batman v Superman
L'attrice e modella israeliana sa essere elegante, forte e ingenua al tempo stesso, rendendo in maniera perfetta le diverse sfaccettature che il personaggio presenta nel proprio percorso di crescita. Questa però è la parte facile di cui parlare, perché come abbiamo imparato dai concorrenti di casa Marvel, un cast eccellente non può comunque sopperire alle varie grane di sceneggiatura e regia.

Partiamo dalla prima allora. 
La storia è ben divisa in tre atti, con una prima introduzione sull'isola di Themyscira, dove vivono le amazzoni, che ha il compito di mostrare la nascita e la formazione di Diana, nonché la sua visione mitica del mondo, alla base del suo agire da eroe. Qui c'è anche tutto il tempo di familiarizzare con una nuova parentesi del DC Cinematic Universe, reintroducendo il concetto di divinità, già presente in Man of Steel, e mettendolo in rapporto con quello più tormentato di umanità.

Si procede poi entrando nella Storia vera e propria, ambientata nella Londra dei primi del '900 e tra le trincee della Grande Guerra. I toni sono cupi, i compagni della protagonista consumati dalle battaglie, e gli uomini che l'amazzone vorrebbe proteggere sono soldati, donne e bambini inermi di fronte alla devastazione del conflitto. Viene perciò inserito l'elemento fantastico, quello del super umano, integrandolo perfettamente col contesto che lo circonda, senza strafare e rispettando, appunto, la gravità di quanto accaduto.

E infine, arrivando all'atto conclusivo, si intersecano definitivamente le due realtà sopracitate, quella mitologica e fantastica a cui appartiene Wonder Woman, e la nostra, rappresentata dall'ottimo coprotagonista Chris Pine. Sfruttando la buona chimica dei due, che sanno alternare toni leggeri a momenti più tragici e concitati, viene risolta la piena maturità di Diana e così dipinto un quadro su come stanno davvero le cose nel mondo, e cioè: esiste il divino, maligno e spietato, e assieme a lui l'umano, talvolta capace di cose persino peggiori.

Le grane di cui dicevo, a livello di trama, non sono poi molte, tanto che ci si può tranquillamente passare sopra facendo di Wonder Woman un film estremamente godibile. Il problema vero e proprio però, si concentra tutto nell'ultimo quarto d'ora di film, dove la scrittura, in particolar modo del villain, prende forme degne delle peggiori puntate di serie come Xena ed Hercules. Non bastasse ci si mette di mezzo anche la regia, che fino a quel momento aveva reso con estrema efficacia praticamente ogni cosa, dal paradiso che è Themyscira all'orrore presente sul fronte. 
La nostra eroina entra di nuovo in azione e a differenza degli scontri precedenti, quello a cui assistiamo è un'accozzaglia di porcherie in CGI e combattenti che si sparano le pose. Un misto tra Sailor Moon e squadra Ginew, non scherzo.

Inutile dire che il Ma Perché??? che ti risuona in testa è inevitabile, dato che tutto pareva filare liscio, salvo poi rovinarsi malamente nel combattimento finale, che in un film sui supereroi, porca di quella miseria, sarebbe un elemento un filino importante.
Finale a parte comunque, Wonder Woman è un film promosso e che vi consiglio caldamente, specie se siete stati delusi dai vari Batman, Superman e compagnia bella. Della serie: Wonder Woman, guidali tu!
Voi comunque l'avete visto? E se sì, che ve ne pare?