17/08/16

Suicide Squad non è un suicidio

Alla fine, con Suicide Squad, siamo di fronte a uno dei molti casi in cui il trailer è superiore al film stesso. E non tanto perché il risultato sia deludente, ma forse più perché gli spot promettevano molta carne al fuoco e ben cotta, e una volta arrivati a mangiare ci si è trovati con: qualcosa di molto buono, alcune parti totalmente insipide o bruciate, e un luogo scelto per cenare che in foto sembrava meglio.
Abbandonando però questo paragone culinario anche piuttosto mal riuscito, vi racconto un po' che ne penso del nuovo film DC Comics.
La prima impressione è quella di essere di fronte a un fumetto ma su pellicola, e la si ha per la scelta di presentare i personaggi in un certo modo, per le il ritmo sempre incalzante aiutato benissimo dalle musiche, e per il tono scanzonato di buona parte del film, che rimane spesso sopra le righe salvo poi afflosciarsi nei momenti in cui non sarebbe davvero auspicabile. Proprio per il carattere fumettoso, l'introduzione ai vari protagonisti tramite i flashback e le scaramucce improbabili della prigione funzionano, anche se non a tutti sono concessi lo stesso spazio e la stessa importanza.

Margot Robbie per esempio interpreta una Harley Quinn veramente interessante, folle al punto giusto, bona e sciocca e superficiale e disturbata come si deve, e soprattutto incastrata in questo rapporto d'amore masochistico con un uomo che per lei, a suo modo, pare provare lo stesso sentimento: il Joker.
Questo è il personaggio che in definitiva tutti non vedevano l'ora di conoscere e vi dirò la verità: a me è piaciuto molto! Assolutamente distante da quello presentato da Heath Ledger, il nuovo Clown è un gangster temibile, folle, tamarro e a tratti spaventoso. Uno che non vorresti mai trovarti di fronte perché non hai idea di quel che ti può fare, e che però qui è ben inserito lungo l'arco di tutto il film proprio grazie al rapporto intenso creatosi con Harley Quinn. Una mina vagante ottimamente adoperata nonostante lo scarso minutaggio a disposizione.
E poi c'è Deadshot, che ritengo il protagonista assoluto assieme alla compagna di Joker, perché suoi sono alcuni dei background meglio sviluppati e perché lui è quello che guida il gruppo e attorno a cui si sviluppano le scene d'azione. E sono tante. Perché questo, alla fine della fiera, è un film d'azione.

Vi ho parlato di questi tre personaggi perché credo che loro siano l'essenza del film. I restanti componenti della squadra purtroppo non hanno appeal, carisma e spazio e tempo a loro dedicati (se confrontati con i tre sopracitati). Fanno numero, hanno qualche scena comica, ma li ho trovati quasi ininfluenti ai fini della storia. I loro singoli interventi danno proprio l'impressione di essergli stati cuciti addosso su misura così per dargli un senso.
Tutti a parte Incantatrice, la strega interpretata dalla modella Cara Delevingne, che ha un potenziale enorme e una presenza scenica a momenti da brividi, e che mi è parsa tanto interessante quanto sprecata, gettando via molto rapidamente ogni speranza per uno sviluppo soddisfacente degli eventi.

Quel che non va un granché infatti è la trama generale. Ci sono molti momenti, molti "pezzi", che ti colpiscono per contenuto e resa visiva. Parti ritagliate attorno alla storia e dedicate alle singole personalità. Il problema però è proprio il collante che tiene insieme Suicide Squad e questi "pezzi". 
Le premesse per riunire questo gruppo di squinternati non sono delle migliori, ma proprio per il ritmo elevato, la tamarraggine del film e le colonne sonore, non ti lasciano mai il tempo neanche di pensarci su. E va bene così. Poi però, per forza di cose, un po' di respiro per far succedere quel che deve succedere viene dato, ed è un po' inaspettato (perché un po' stupido) e soprattutto... banale per tutto il resto del tempo. 

Resta quindi un film che non brilla di originalità. Quella che dagli spot e dai trailer, sinceramente, mi aspettavo. Ma è anche vero che attendevo azione, e qui ce n'è, leggerezza e vivacità, e ce ne sono, e magari qualcosa che mi facesse capire che alcune di queste belle facce (quelle più riuscite) le rivedrò più avanti, e sì, c'è anche questo. 
Sicuramente non è all'altezza di quanto aveva promesso, ma non è assolutamente il suicidio della DC che molti vanno blaterando. Tra piccole perle piuttosto riuscite, alcune banalità che ci si poteva risparmiare e delle occasioni mal gestite (lo scontro finale m'ha fatto venire la congiuntivite), lo promuoverei senza troppi problemi come un film divertente e tutto sommato niente male.