27/11/15

Open Minded | Terrorismo: Questa Oscura Materia (di Wafaa El Antari)

Ed ecco finalmente completarsi anche l'ultima sezione di #OpenMinded, quella dedicata alla Religione. Ospite di oggi è Wafaa, una ragazza vicentina di diciannove anni che ci parlerà di Islam, terrorismo e di cosa voglia dire essere musulmani in un periodo turbolento e difficile come questo.
Pronti? Tre, due, uno... Aprite le vostre Menti!

L'Islam non è politica. Meglio metterlo in chiaro già da subito per evitare malintesi, sopratutto perché a volte leggendo i giornali, guardando la tv o seguendo qualsiasi strumento mediatico si tende a mescolare tutto in un unico pentolone. L'Islam è una religione. Per l'esattezza la più giovane delle tre grandi religioni monoteiste.
Ultimamente questa religione è diventata protagonista della Storia attuale, trovandosi al centro di questioni mondiali, di guerre in Medio-Oriente, Nord Africa e ora anche in Europa, portando così dall'idea di religione (una questione privata e personale) a un affare di progetti politici, economici e via discorrendo, creando di conseguenza un gran bel caos.

L'Islam ha una lunga storia, ricca di fatti ed eventi importanti, e si lega quasi sempre in maniera indissolubile alla tradizione che si connota in un determinato paese, instaurando quindi interpretazioni differenti nella lettura del Corano1. E' normale perciò che a volte esse collidano tra loro ed è parte della spiegazione delle tre correnti scisse dell'Islam, così come è successo per le religioni Cristiana ed Ebraica. Il tutto dovrebbe finire qui. In teoria.
Purtroppo ha preso forma un'organizzazione criminale, costituitasi subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, nelle zone dove l'Islam si è stabilito come religione di Stato. Un gruppo di idioti che ha deciso di stravolgere le parole del Corano a piacimento per il conseguimento dei propri scopi personali: i cosiddetti terroristi, i praticanti del terrore, estremisti islamici, jihadisti o come volete chiamarli voi. Io preferisco criminali, rende meglio l'idea.

Ovviamente tra questi terroristi c'è davvero chi crede sul serio di svolgere il proprio compito in nome di Allah e delle sue parole, altrimenti la cosa non funzionerebbe molto, ma per lo più si tratta di ignoranti. Ecco, i terroristi hanno un modo molto particolare di perorare la loro causa aumentando le loro fila. Oltre all'addestramento dei bambini in tenera età2, essi tentano di convertire i giovani alla propria causa inculcandogli nella testa un significato distorto di Jihad e di libertà. E' da specificare anche come i militanti reclutati non sempre siano vittime; a volte sono proprio loro a cercarli, stufi della condizione famigliare/economica in cui vivono, dei loro studi, oppure solo per cercare fama. Pensate al ricercato marocchino numero 1 di questi giorni, neanche 30 anni e famoso a livello mondiale.

Ma come fanno a farsi reclutare? 
Dicono sia possibile tramite social e siti internet, anche piuttosto famosi. Tramite le moschee credo sia invece improbabile, altrimenti non sarei qui a parlarne. I giovani che abbracciano la loro causa sono per la maggiore stranieri di seconda generazione nati in Europa, che si sentono stranieri in terra straniera, giovani come me, ma che diversamente hanno abbandonato studi, famiglia e amici o sono entrati in situazioni estreme, in cui vedono la mano di questi criminali come unica ancora di sicurezza.

Le loro vittime siamo principalmente noi musulmani. Non importa di dove. Noi siamo contro di loro se non seguiamo le loro regole, la loro causa, perché siamo pacifisti o come ci definiscono “Schierati dalla parte degli infedeli”, e ancora, se non pratichiamo Jihad3, se studiamo filosofia o se pensiamo di testa nostra. Se la prendono con noi perché abbiamo adottato uno stile di vita più occidentale, come se il Marocco non fosse a occidente. Un altro motivo per cui prendono di mira l'Europa è che considerano tutto ciò Haram4, anche se non ho mai letto sul Corano che un luogo come un teatro sia Haram.
Così ci rimette tutta la comunità islamica nel mondo. Estendendo il loro territorio ISIS e Al Qaeda divengono la principale causa di diffusione del razzismo e del dilagamento della diffidenza verso il prossimo, favorendo indirettamente personaggi politici che li sfruttano come scusa per ottenere voti, creando ed alimentando una società chiusa mentalmente e piena di pregiudizi. La situazione che poi si viene a creare per noi è insostenibile. E' come se ci trovassimo tra l'incudine ed il martello, tra sguardi preoccupati e persone che accelerano alla nostra vista e al nostro passaggio. Anche provassimo ad alzare la voce nessuno ci ascolterebbe. Solo ultimamente siamo riusciti a dimostrare il nostro distaccamento e a far comprendere la realtà.

Per fortuna esistono persone che sanno usare la testa, che danno la possibilità di difendere la nostra religione e identità, capendo che l'Islam non ha nulla a che vedere con i terroristi. Che è tutta una congettura delle potenze ed un effetto collaterale delle guerre passate. L'Islam è una religione la cui parola significa pace, e il cui verbo è “Sottomissione al volere di Allah”, che aborra ogni situazione di guerra, di soprusi e di violenza.
Non tutti i musulmani sono terroristi. Il terrorismo è una realtà e va trattata come tale, e di certo non sarà il pregiudizio a sconfiggerlo.

Note
1. Il libro sacro per tutti i musulmani, portato dall'Arcangelo Gabriele a Maometto SAWS.
2. Le donne di tali terroristi dando loro dei figli credono di agire per il proprio bene e di guadagnarsi così un posto in paradiso.
3. La Jihad è lo sforzo di migliorare sé stessi, di non farsi tentare dai peccati e di difendere la propria casa e identità dagli invasori, e non La Guerra contro gli infedeli. Jihad inoltre nel Nord Africa è anche un nome proprio di persona femminile, come Wafaa, il mio, che significa lealtà.
4. Haram è la parola utilizzata per dire che qualcosa è vietato o proibito. Halal è il suo contrario, ed esprime ciò che è consentito, sempre e comunque secondo il Corano. I terroristi credono che i simboli della civiltà occidentale (esempio il teatro Bataclan) siano Haram.