05/10/15

Vanesia

Frenetica innervazione di sangue. Violaceo, ritmico, pulsava nell'aria viziata di corpi sudati, sfiorandogli le narici. Dov'era lei, creatura bramata da sempre? Un profumo disegnava la notte tra le luci fluo della discoteca. Si guardarono. Eccola, meravigliosa, meravigliosa regina.
S'insinuò con le mani sotto le vesti della ragazza, graffiandola. Pelle come il latte, piccoli nei, un odore bello da morirci. Ed era sua, era soltanto sua, spogliata di tutto in un bagno lurido, nuda di ogni pudore o vergogna, sedotta dall'essenza profonda che lui solo sapeva possedere. Le disse, mordendole il lobo dell'orecchio: ''Vanessa, io ti amo, io ti desidero con tutto me stesso.'', e scese piano, frenando per gioco l'istinto di azzannare, scese giù giocando la lingua sui capezzoli turgidi, scese giù respirandone il profumo, scese giù perdendo ogni freno, inchinandosi tra le gambe nude di Vanessa, per darle un assaggio di quel che sarebbe accaduto poi.
Lei non poteva fermarsi, nessuna mai a questo mondo avrebbe potuto. L'angolo della bocca, labbra delicate da mordere, il suo collo, il suo collo benedetto e lui disgraziato in eterno, che finalmente l'aveva trovata. Affondò i canini, succhiò il suo orgasmo, vennero insieme, affondò nella carne, nel piacere, nel godimento proprio e di lei, affondò ancora, ancora e ancora bevendone l'anima.
Le strappò la gola agitando le fauci, pura libidine, sangue e carne maciullata nelle mattonelle luride e i bassi lontani della musica, che tornavano assieme al respiro e la quiete.
Vanessa cadde a terra. Morta per l'ultima volta.
Vanessa aprì gli occhi, per sempre vivi, in eterno.
''Mia signora.'' le disse non più solo, ''Mia signora.'' ripeté, ''Mia...'' indugiò ancora. Inspirò. Espirò. A fatica. ''Mm...'' disse stringendosi una mano alla gola, al petto. Soffocò di terrore, soffocò tra le braccia disperate di Vanessa, che non capiva e piangeva, che lo stava perdendo. ''Mmm...'' lamentò per l'ultima volta la creatura, vedendo l'oscurità che se lo veniva a prendere, perdendosi nel perpetuo nulla.

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