07/10/15

Il bar del pesce giallo

Piove che Dio la manda, così, tutto all'improvviso. Me l'avevano detto che al nord il tempo faceva sempre schifo, ma vai a vedere che davvero la pioggia non ti lascia in pace per più di mezz'ora? Vedo un'insegna luminosa più avanti, corro con l'ombrellino tutto scassato dal vento e la valigetta di lavoro nell'altra mano. Posto piccolo, accogliente, cerco un tavolo in un angolo. Prendo in mano il listino del bar e inizio a sfogliarlo. Le ultime due pagine contengono un racconto intitolato Il bar del pesce giallo, la storia del nostro nome. Il cameriere arriva e chiede cosa voglio ordinare. 
''Una bionda media.''
''A posto così?''
''Sì, grazie.''
Annota, mi ringrazia, e sparisce nell'altra stanza. Inizio a leggere.

Come si divertiva lui a fissare le persone forse nessuno mai. Traballavano un po', e il volume della musica assecondava il quadretto frenetico riflesso sulle spine di birra. Appoggiato al bancone, la testa abbandonata su un braccio, osservava chi alle sue spalle si stava vivendo la serata. Li vedeva allora obesi e bassi appena prima di scomparire dietro la sua faccia, e poi lunghi e smilzi quando s'allontanavano, fino a che non si notavano più e restava il metallo lucente del rubinetto, sporco di macchie.
''Dai, fammene un'altra.'' 
Guardò il boccale riempirsi, la bionda scendere fresca e invitante, la gente deforme riflessa sulla sua sinuosa e personalissima fonte di felicità. Bevve sporcandosi di schiuma fino al naso, ne scolò metà, appoggiò il boccale e lo fissò tornando a ingobbirsi sul bancone.
''Vuoi forse farmi morire?'' domandò il pesce che nuotava nella birra.
''Sì, odio i pesci rossi''
''Sono un pesce giallo, sei cieco?''
''Solo un po' sbronzo.''
''Vaffanculo, se la metti così, beh io inizio a cagare allora!'' disse il pesce giallo, iniziando a defecare dentro la sua birra.
''Ou, tu.'' chiamò il barista. ''Questa birra non è buona. Vedi? C'ha cagato dentro.''
''Mi scusi?'' fece il giovane un po' a disagio.
''Sì, sì, questo cazzo di pesce mi ha cagato dentro alla birra ti dico. Li vedi? Li vedi i suoi stronzetti?'' chiese alzando il boccale mezzo vuoto.
Il barista non capiva. ''Se vuole gliene porto un'altra.'' disse cercando con lo sguardo il suo superiore.
''Un'altra? Se le fate tutte con questi pesci che ci cagano dentro io non lo so se ne voglio un'altra!''
''Sei proprio un deficiente.'' fece il pesce giallo ridendo, nuotando nelle bollicine di birra.
''Tu sei proprio un figlio di troia invece!'' urlò lui puntando il dito al bicchiere.
Notò, riflessi sulle spine di fronte, i clienti alle sue spalle. Parlavano ora a bassa voce e lo fissavano.
''Che cazzo avete da guardare?'' si girò, ''Ma l'avete vista la merda che vi rifilano in questo locale? Pesci rossi che cagano i loro stronzi dentro alle birre! Ma dove siamo finiti? E voi la bevete! Guardate qua!'' fece alzando la sua bionda in modo che la vedessero.
''Sono un pesce giallo brutto deficiente, che cazzo di problemi hai?''
''E sono stronzi pure i pesci, l'avete sentito?''
Chi rideva, chi lo filmava, chi tornava a ignorarlo allontanandosi o usciva dal locale. ''Ahh ma andate a fare in culo pure voi!''. Tornò a girarsi verso il bancone, fregandosene di tutti.
''Mi dia pure.'' disse l'altro barista. ''Non gliela facciamo pagare ma la invitiamo a uscire dal bar.''
''E perché? Io voglio soltanto bermi una cazzo di birra come si deve, e voglio pagarla, non voglio dover uscire perché voi ci mettete i pesci rossi che ci cagano dentro!''
''Pesce giallo!'' fece il pesce, mentre veniva portato via assieme al suo boccale.
''Signore, la prego, sta infastidendo i clienti. Non ci costringa a chiamare i carabinieri.''
''Ma siete tutti deficienti?! Dia qui!'' disse togliendolo dalle mani dell'uomo. ''Me ne vado sì, da questo posto di merda. E si tenga i soldi di questa merda di birra piena di stronzi di pesce rosso! Che non sono mica un pezzente come volete far credere a questi imbecilli che non capiscono un cazzo.''
Lasciò cinque euro sul tavolo, si alzò, e imboccò l'uscita col bicchiere in mano.
''Sono un pesce giallo ti ho detto!''
''Sai cosa c'è? Mi hai proprio rotto i coglioni!'' rispose tra gli sguardi preoccupati dei passanti.
Lanciò il boccale per terra, il vetro esplose, la birrà schizzò via assieme alla merda di pesce e al pesce.
''Così impari, pesce giallo di merda! Pesce giallo, pesce giallo, così impari, impari, merda!'' prese a sfogarsi, urlando per tutti e cinque i minuti che ci vollero prima che le forze dell'ordine arrivassero per portarlo via. 
Per terra, ovviamente, solo vetro e birra. 

''Ecco a lei la sua birra.'' mi dice il cameriere.
''Grazie. Ma, questa storia del nome del bar?''
''Oh, storia vera. Il locale ha preso questo nome tre anni fa, per via di quel matto che vedeva i pesci gialli nella birra. La gente è rimasta così colpita da quell'episodio che c'ha spinto a prenderne spunto.''
''Bah, che storia strana. E il tipo che fine ha fatto?''
''A quanto dicono è finito in manicomio, o qualcosa del genere. Beh, è quello il posto giusto per matti simili, dico bene?''
''Ah... sì sì, lo penso anch'io. Beh, bella storia, grazie eh!''
''Si figuri. Grazie a lei.'' fa andandosene.
Prendo in mano il boccale, faccio per bere e...
''Ehi, vorrai mica buttarmi giù?'' mi fa un pesce giallo che nuota nella birra.
Mi guardo intorno. ''Nnnooo...'' gli rispondo. Poso il bicchiere lentamente, lascio i soldi sul tavolo e me ne vado.