24/07/12

Batman: the killing joke


Questo piccolo albo di Batman mi è capitato sott'occhio durante una triste giornata di studio in biblioteca. Ecco quindi che piuttosto che perdere la testa in grafici del cavolo mi sono mangiato questa sessantina di paginette.


Dunque che dire? E' una storia breve ovviamente incentrata, come s'intuisce dal titolo, sul personaggio di Joker. Scritta nell'88 da Alan Moore e disegnata e (ri)colarata da Brian Bolland, presenta una trama molto semplice ma comunque ricca di spunti. I principali sono: il misterioso passato di Joker, il domandarsi da parte del cavaliere oscuro del senso di questo loro rapporto conflittuale e ripetitivo, e soprattutto il tema della pazzia e la sua ''ragione''.

Ora, io di Batman non avevo mai letto nulla e credo che nemmeno sia necessario per affrontare questo fumetto. Il Joker lo si conosce, Batman pure, il commissario Gordon anche. L'unica cosa che mi era oscura (ma che comunque viene detta nell'ultima pagina) era il fatto che la figlia di Gordon fosse anche Batgirl e che quindi consce l'identità dell'uomo pipistrello. Vabè...! E' solo una minuscola parentesi.

Perchè dovreste leggerlo?! Semplice, perchè il nemico pagliaccio di Batman è fantastico! Viene infatti rimarcato più volte il motivo della sua pazzia e la sua ''filosofia di vita'' nell'affrontare le difficoltà e la spietatezza del mondo. Il protagonista quindi è Joker e non il vigilante mascherato (che mi è risultato pure parecchio antipatico e troppo logorroico...). Viene narrata infatti l'ennesima fuga del criminale con le sue ovvie e naturali conseguenze: bisogna prenderlo e sbatterlo nuovamente dentro a una cella. Ed è proprio il ripetersi di questa situazione che comporta in Bruce il chiedersi come sia possibile odiarsi così tanto senza nemmeno conoscersi, come sia possibile tanta violenza e follia. E la risposta a queste domande la si trova appunto nel flashback (stupendo il modo in cui è disegnato e colorato) della nemesi di Batman, che pur venendo partorito dalla mente deviata del Joker, e che quindi potrebbe difettare di credibilità, fornisce una tesi affascinante su ciò di cui realmente è convinto questo personaggio: basta una giornata storta per cambiare completamente un uomo. Una frase assolutamente semplice ma che ti sbatte in faccia sia l'enorme somiglianza fra ''la sfortuna'' di questi due antagonisti, sia la loro incomparabile differenza nell'affrontare appunto questa ''giornata storta''. La conclusione poi è azzeccatissima e in un certo senso, poetica! (come piace a me :P).

Insomma, non posso dire altro perchè altrimenti andrei a spiattellarvi la storia, resta comunque il fatto che il ritmo è serrato e sa trasportare il lettore (merito anche della modesta quantità di pagine probabilmente) e le illustrazioni che accompagnano il tutto sono curatissime sia nei dettagli (da notare la ricchezza nell'espressività dei visi) che nella loro colorazione, che risulta tetra ma comunque suggestiva. Metteteci poi qualche breve comparsa del Pinguino e di Harvey Due Facce che ti fanno pure tanto piacere, e il gioco è fatto.

Concludendo: nonostante la brevità quest'albo mi è piaciuto molto! Joker spacca!