06/10/18

Venom: parassita del cinematografo


Spider-Man 3, quello di Raimi del 2007, sì, il film ultrapernacchiato da fan e critica... è un capolavoro. Punto.
O almeno, questo è il pensiero che balza alla mente facendo il paragone col recentissimo Venom.
Cervelli, giuro: è una montagna di sterco.

Partiamo dall'unica nota positiva, ovvero Tom Hardy.
Ecco. Ho finito. Detto tutto.
Come? Non ho praticamente scritto nulla?
Ma è ovvio! Il senso è che Tom Hardy, inteso come nome e cognome, è ciò che di positivo ha questo film, e funziona giusto per il trailer, la promozione, per il fatto che sia un attore che quando lo vedi t'ispira fiducia.

Si ferma tutto qui perché nonostante sia il protagonista si ritrova in un film scritto male, poco interessante, prevedibilissimo, inutile. Non si salvano nemmeno gli effetti speciali, ad eccezione di una scena, verso il finale, che è più un fermo immagine che una vera e propria sequenza.
Il principale sentimento provato è la noia, grazie a un Eddie Brock appena simpatico (doppiato da cani tra l'altro), un Venom sfigatissimo, un villain macchiettistico e una bella della situazione (la Michelle Williams di Dawson's Anuànuèi Creek) antipatica come poche.

La trama, detta semplice, è quella vista nel trailer. 
Ci sono i simbionti che possiedono le persone, Eddie che è un ospite perfetto per Venom, l'antagonista che guarda caso lo è per il "simbionte cattivo", i due che s'azzuffano catapultandoti negli anni 2000 grazie alla magia degli effetti speciali fatti coi piedi, i buoni che vincono, fine. 
Ma c'è per caso Spider-Man?
No.
Qualche collegamento, citazione, anticipazione a un prossimo futuro?
Sì, ma anche qui, con premesse imbarazzanti.

Insomma, so che per parlare di film bisognerebbe fare un minimo d'approfondimento, soprattutto se lo si critica, ma l'inutilità di questa pellicola mi spinge a chiedermi: ha davvero senso sprecare preziosa memoria digitale per un'opera simile? La risposta, ovviamente, è NO.

Quel che si può fare, però, è parlare della seconda scena dopo i titoli di coda, dedicata al prossimo lavoro Sony Pictures Entertainment dedicato all'Arrampicamuri, ovvero: Spider-Man: Into the Spiderverse.


Questa sì che è una piccola perla, perché sceglie di sfruttare l'animazione piuttosto che il solito live action (con cui hanno appena dimostrato di non star dietro alla concorrenza) proponendo una trama nuova ma che al contempo giustifica le centinaia di storie note e stranote dedicate a Spidey. Quelle, per intenderci, dovute ai pastrocchi nati da diritti, remake, reboot, prestiti ad altri studi cinematografici eccetera eccetera eccetera. 
L'idea insomma, sembrerebbe quella di sfruttare tale disagio a proprio favore, giocando con gli universi paralleli e proponendo tante novità, prima delle quali: Miles Morales.

Vale la pena però pupparsi Venom per pochi minuti di scena post-credits? 
Certamente no, anche perché immagino che sull'internet la si ritroverà presto. 
Il mio consiglio perciò è di stare alla larga da questo film, vero e proprio parassita della programmazione cinematografica.