08/05/17

Tu sei debole?

Vi siete mai sentiti deboli? Avete mai vissuto, o anche solo provato ad immaginare, una situazione tanto intensa da sbattervi in faccia tutta l'incapacità di cui siete fatti?

Susan è una gallerista affermata, con una bella casa, un marito in carriera e tanta insoddisfazione. C'è qualcosa nella sua vita che le è sfuggito di mano, la notte non riesce a dormire e gli spazi in cui vive, enormi e freddi, la fanno sentire soltanto più persa. Non comprende appieno questa sensazione, almeno finché non si riscopre tra le righe di Animali Notturni.
Edward infatti, l'ex marito, dopo anni di distanza le fa recapitare il manoscritto del proprio romanzo, a lei dedicato. Susan perciò comincia a sfogliarlo immergendosi in una storia che la lascerà sconvolta.  

Animali Notturni è un film potente e mi ha fatto sentire debole, incapace, insicuro. Una forza che non sta solo nella dimensione emozionale, ma anche nella costruzione narrativa, così ben ideata da non lasciarti mai perso tra gli eventi.
I piani del racconto infatti sono tre. Il primo è quello della Susan presente, che riversa le proprie angosce nella lettura del manoscritto. Il secondo è quello del romanzo in sé, che vede un padre di famiglia subire la follia di un gruppo di balordi. Il terzo infine, è tutto nella mente di Susan, che rielabora i propri ricordi soprattutto tornando al rapporto con l'ex marito.

Parlavo di debolezza perché è impossibile non immedesimarsi nella storia di Animali Notturni. Le sue pagine infatti pongono protagonista e spettatore all'interno di una violenza gratuita, difficile da combattere perché priva di motivazioni, in cui le possibilità di manovra sono pochissime. Una perfetta trasfigurazione del trascorso burrascoso e passionale tra Edward e Susan, e del modo in cui per lui è finito.
Nel libro perciò il comportamento di Tony si carica di significati, estremizzandoli nell'inutile tentativo di difendere moglie e figlia, facendoti inevitabilmente sentire male, in trappola, debole: qualunque cosa si faccia non è e non può essere abbastanza.

Grazie alla scrittura quindi, Edward traduce il proprio dolore in una storia particolarmente violenta e che funziona dannatamente bene, soprattutto vista la nostra particolare sensibilità ad episodi di questo genere...
Quanta gente fa del male senza un motivo? Quanti finiscono aggrediti o uccisi all'improvviso e senza un perché? Avendo ben presente il clima di instabilità che ci circonda, vi confesso che mi ci sono sentito io dentro a quel romanzo e dentro a quell'auto, e non so se sarei stato capace di reagire diversamente da quanto visto. Mi sono chiesto, senza rispondermi, se non fossi un debole.

Un film denso di emozioni quindi, che parte da questa sensazione esplorando cosa succede dopo. Conosciamo perciò la vicenda "interiore" di un uomo che non incontriamo mai, se non attraverso ciò che scrive, e con essa assistiamo al risveglio di Susan, che vive il romanzo e ne respira gli effetti. 
A rimanere poi, è soltanto un buco. Un'occasione fallita. Una perdita irrecuperabile. Ma anche una sorta di vendetta spietata, per quanto inutile, almeno verso ciò che è stato. Una pellicola che sicuramente non dimenticherò.

Se ancora non l'avete vista, la trovate cliccando QUI.
Se invece ne avete avuto l'occasione, che ne pensate?