23/03/17

Ritrovare la meraviglia

Alcune settimane fa mia nonna mi dice che le hanno regalato scatoloni e scatoloni e scatoloni stracolmi di libri. 
Vado perciò a dare un'occhiata e in effetti mi ritrovo in una stanzina piena zeppa di Urania e tante altre belle robette.

Mi porto a casa giusto qualcosa di Poe, Lovecraft, Dick, Asimov, Adamas, Pratchett, Evangelisti e compagnia bella  e il resto lo lascio lì in coda di lettura. Uscendo, però, l'occhio mi casca su un altro librone, uno che conosco bene e che da piccolo era alto quasi quanto me... questo qui:


Lo sfoglio e ne resto subito folgorato, perché rivedendo le illustrazioni meravigliose che tanto mi avevano fatto fantasticare da bambino mi tornano in mente un sacco di sensazioni. Decido perciò di portarmi a casa pure questo e di leggermi, dopo più di vent'anni, la storia che racconta.
Il grande libro delle Meraviglie - Uno straordinario viaggio, che cercando un po' sull'internet non riesco nemmeno a trovare (l'edizione è dell'85 ed è di Dami Editore) io in effetti non l'avevo mai letto, e a dirla tutta non ricordo nemmeno l'avesse fatto qualcuno per me.
Mi limitavo infatti a sfogliare il volume per i disegni di Tony Wolf, che ancora oggi mi lasciano a bocca aperta per lo stile ricercato, la ricchezza dei dettagli e la vivacità dei suoi colori.

Ci sono foreste di asparagi mastodontici, labirinti di pietra persi tra le montagne, città mercato sconfinate, oceani azzurri e profondi, foreste rigogliose, popolazioni sconosciute e mostri orrendi. Uno in particolare, ricordo, mi teneva incollato alla pagina. Era un ragno gigante e si nutriva dei sacrifici che i pigmei gli offrivano ritenendolo una divinità.

Ma a parte questo momento di nostalgia canaglia, di che parla alla fine sto libro?

I protagonisti sono un gruppetto di avventurieri capeggiato dallo gnomo Merlinus, che dopo aver convinto anche Genius e Vulcanus raduna la tartaruga Lola, la talpa Talpa e il ranocchio Teo spiega la missione: partendo in volo col dirigibile Felicione bisogna scovare l'acqua della Felicità, che sgorga dove nasce il sole. Inutile dire che gliene capiteranno di tutti i colori e che infine, dopo aver esplorato il mondo e conosciuto una miriade di altre razze (ci sono sia uomini, che animali antropomorfi, che animali normali che un sacco di altra roba strana), impareranno una lezione importantissima: la felicità sta nelle cose semplici.

La parola d'ordine insomma è avventura, e le mille peripezie sono magnificamente raccontate con testi semplici ma accattivanti e, come vi spiegavo, da dei disegni superbi! A me dispiace non possiate goderveli dal vivo, ma qui sotto se vi va di dare un'occhiata ho tentato di fare qualche scatto, giusto per darvene un'idea. Tenete conto, comunque, che l'albo è stampato in un formato gigantesco, e che quindi le illustrazioni sono davvero il punto forte di tutta l'opera. 
Sarà per questo che da bambino mi ci perdevo. Perché dove ancora le lettere non riuscivano ad arrivare c'erano i colori, le forme e le storie che quei disegni sapevano raccontarmi, facendomi meravigliare, allora come oggi, di un mondo che ho avuto la fortuna di ritrovare. 

L'immensità della foresta

I tramonti con gli amici

Sottomarini a campana
La foresta di asparagi

Il dio Moltezampe

La città Samarcanda

Il dirigibile Felicione
Ora, miei giovani neuroni, ditemi un po':
Voi ne avevate mai sentito parlare?
E vi è mai capitato di ritrovare qualcosa di quand'eravate piccoli e di rimanerne rapiti?