18/10/16

#MyTesyTelling | La stesura che ti stende

"Scrivere è, per me, il tentativo di mettere ordine nel mondo che sento come labirinto, come manicomio." [Friedrich Durrenmatt]

All'inizio di tutta questa bella storia io pensavo, dall'alto del mio incredibile talento di blogger (vi sento già lì a fare le pernacchie da dietro i vostri schermi) che scrivere questa tesi fosse la parte più facile di tutte, quella mi avrebbe richiesto meno sbattimento. La cosa divertente invece, è che le prime volte che ho aperto il foglio mi sono bloccato dopo due righe e ho cominciato a prendere il tavolo a testate. Avete presente il nulla cosmico? Ecco. Sotto ai miei ricci c'era quello.

Ma facciamo un passo indietro, vi va?
Prima di scrivere era necessario ideare uno scheletro del lavoro. Motivo per cui, nel mezzo della sessione estiva, creo una scaletta che funga sia da indice per chi poi avrebbe letto la tesi, sia da guida per me che sono immerso fino al collo in esami e cazzi vari. Dopo qualche confronto col relatore e qualche taglio qui e lì viene fuori una roba di questo tipo:

Giornalismo e Storytelling: il sottile confine tra informare e raccontare

Capitolo 1 | Giornalismo e Storytelling
Il giornalismo
Lo storytelling

Capitolo 2 | Informare e raccontare
Realtà e rappresentazione 
L'iter informativo 
Le responsabilità del Quarto Potere

Capitolo 3 | Quando e perché lo storytelling sconfina
Manipolazione e propaganda
Velocità e tecnologia
Rumour, viralità, bufale e bugie

Capitolo 4 | Quando e perché lo storytelling funziona
Lunghezza, lentezza e qualità contro l'Infobesity
Il caso limite del Brand Journalism
La missione del debunking

Sono soddisfatto. Tutto il materiale che (anche grazie a voi) ho raccolto, qui trova un senso e non vedo l'ora di buttarlo giù nero su bianco. Poi però, come detto, all'iniziale tentativo bastano due righe per stendermi e farmi rimuginare sul senso della vita, l'immensità dell'universo, la mia lieve intolleranza ai latticini e un sacco di altre cose spiacevolissime.
È luglio. Voi luridi stronzetti postate foto di voialtri al mare. Penso Ok, c'è ancora un sacco di tempo e devi finire gli ultimi esami. Davide, facciamo che finisci qui, vai in vacanza pure tu e al ritorno inizi a scrivere mentre ti prepari per la sessione autunnale. Geniale! Tanto scrivere è facile!
Segue agosto e poi buona parte di settembre. Sotto con gli ultimi test di lingua, coi certificati e i restanti appelli. Per stendere la tesi però non c'è un granché di tempo, che se sbaglio qualcosa a 'sto punto la laurea slitta a marzo e bonanotte. E quindi tutto quanto si proietta ulteriormente verso fine mese, dato che finalmente... sono libero!

Riapro or dunque il foglio bianco. Scrivo alcune righe ripetendomi Tanto scrivere è facile. È la parte pià facile. Facile facile facile. La terribile sensazione di vuoto cosmico sul foglio prende nuovamente vita e io comincio seriamente ad andare nel panico. Che diavolo sta succedendo?! Sono un blogger incredibilmente esperto e talentuoso. Scrivo ogni giorno una marea di minchiate informazioni utili. Perché mi sto bloccando?

Capisco che in effetti il materiale a disposizione è parecchio e non posso andare a braccio. Motivo per cui riprendo i libri e seguendo le sottolineature fatte dal me del passato (che ringrazio infinitamente) contrassegno con colori diversi ogni capitolo. Il risultato sono dei manuali ricolmi di post-it che mi fanno sentire un campione del disagio. E però, grazie a questo stratagemma se volete anche un po' banale, riesco a partire e stendo tutte le trenta/quaranta pagine del mio lavoro e... mi sento sì, finalmente, quasi libero!

Che altro dirvi amici di #MyTesyTelling? Che ora si attende di vedere se e quanto ci sarà da revisionare, tenendo conto che la scadenza per la consegna finale è veramente alle porte. E quindi... fatemi un in bocca al lupo e pregate gli dei in cui credete affinché mi aiutino!