15/06/16

OpenMinded | Vivendo Ramadan, un mese tra festa e spiritualità (di Wafaa El Antari)

Nuovo appuntamento con #OpenMinded, la rubrica di guest post che vi dà un approfondimento su questioni importanti a cui solitamente dedichiamo poco spazio e tempo. Oggi torna un'ospite che già tempo fa ci ha parlato di terrorismo e Islam, e che ora, durante il Ramadan, vuole approfondire con noi questo importante momento per ogni musulmano.
Siete pronti? Tre, due, uno... Aprite le vostre Menti!

Ho sempre aspettato questo mese con gioia e anche con un po' di timore, quel timore che rendeva speciale il tutto. Ogni volta mi sento pervadere da un senso di responsabilità e mi chiedo Ce la farò a digiunare? Sarà in grado di affrontare la sfida? E' sempre emozionante sapere che questo mese è una sorta di ponte a ciò che verrà dopo, che ti cambia ogni volta in meglio.

6 giugno 2016, data importate per tutti i musulmani, è il giorno in cui comincia Ramadan, anno 14371. E' il momento più atteso e la gente si prepara molto prima della sua data per viverlo al meglio. Stando un momento sul significato, Ramadan è per eccellenza il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e come prova chiara di retta direzione e salvezza; è l'ascesa del Corano al profeta Muhamad (saws) tramite l'arcangelo Gabriele. Caratteristica di questo periodo è il digiuno (si adempie a uno dei cinque pilastri dell'islam) oltre all'astensione dal fumare, bere alcool, fare attività sessuale e compiere brutte azioni.

Il digiuno è obbligatorio per tutti i musulmani. Regole e consuetudini dicono che ne sono esenti i minorenni non ancora entrati in pubertà, gli anziani che hanno perso la facoltà e la possibilità di adempiere a questo compito, i malati di mente, i malati cronici e le donne in stato di gravidanza o che allattano, che possono quindi nuocere alla propria salute e quella del bambino. Per le donne durante il ciclo invece, è possibile non digiunare nei giorni del loro periodo.
Per chi invece non riesce a rispettare il digiuno, durante l'anno vi è un recupero dei giorni per poterlo fare.

Il digiuno viene rotto al tramontare del sole, al crepuscolo. La tradizione vuole che venga fatto tramite un dattero, come era solito fare il nostro profeta a suo tempo. Si apre così un momento considerato di purificazione, di una ricerca interiore di se stessi e di ritrovo di equilibrio e serenità nel fortificare il proprio spirito, tra digiuno e letture del Corano. I demoni vengono deviati dal mondo degli uomini per allontanarli dalle tentazioni terrene, e la notte del 26/27 vi è Laylat Al Qadr, ovvero la notte del destino, dove si dice le porte del Paradiso siano aperte. In tale notte in Marocco le bambine che digiunano per la prima volta vengono vestite con abiti tradizionali principeschi proprio per celebrare la loro entrata nel mondo dei grandi.

Oltre che di spiritualità Ramadan è un periodo di celebrazione, infatti ogni paese lo festeggia possedendo una propria usanza non solo in fatto di pietanze ma anche nel modo di porsi nei suoi confronti.
Da piccola sentivo che si avvicinava questo momento gioioso quando vedevo mia madre chiudersi in cucina a spadellare per preparare leccornie di vario tipo. La sentivo circondarsi di profumi inebrianti, come quelli del miele caldo e dell'acqua di rose che invadevano tutta la casa, tanto che perfino i vicini ne erano attratti e immancabilmente si facevano promettere una parte di quelle delizie.

Era un momento di grande attesa, esaltato dai piatti tipi del Marocco (come la Chebakia, un dolce di mandorle e miele, la Harira, una zuppa di pomodoro, carne e ceci, e la Basbousa, una sorta di focaccia fatta con la semola di cous cous) e la tavola imbandita era una meraviglia per gli occhi. Aiutavo e aiuto ancora oggi mia madre, talvolta proprio in cucina, e amo quando arriva la sera e ci riuniamo tutti quanti tra le risa, il cibo e la compagnia e ci raccontiamo gli eventi accaduti, scherziamo o parliamo delle storie del Profeta, terminando e andando poi insieme in moschea per la preghiera collettiva.

Ricordo anche la prima volta che feci il digiuno. La giornata sembrava infinitamente lunga e aspettavo con ansia l'arrivo della sera. Al momento della sua rottura presi un dattero quasi con venerazione e appoggiandolo appena sulle labbra ne sentii l'inteso sapore dolce, come se lo mangiassi per la prima volta. Fu lì che compresi davvero il valore del digiuno per l'uomo.

Per quanto possibile a me piace passare il Ramadan in Marocco, dove l'aria di festa ti entra sottopelle e la senti nei profumi del cibo preparato per l'Iftar2 e dall'unione con la famiglia e coi propri cari nelle serate dopo aver mangiato fuori. Le città cambiano volto e si animano dopo il tramonto. E' il momento ideale per vivere dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro o di studio, con le piazze, i giardini e i suk che si riempiono, i commercianti che aprono le loro botteghe e gli schiamazzi e il vociare delle persone. Vedi gente che si saluta e si abbraccia, felice che il tramonto sia arrivato e le fatiche siano state ricompensate. Si vive la notte, tutto si trasforma in pura armonia di colori, odori e suoni, ed è sempre una sorpresa potervisi immergere lasciandosi trasportare dalla corrente.

Ora che ho un po' chiarito cosa sia il Ramadan e il suo significato vi invito a un secondo di riflessione sul significato che ogni fedele musulmano attribuisce a questo mese sacro. Per ciascuno di noi è l'opportunità di accrescere il proprio valore interiore nei confronti di Allah, affrontando il digiuno e la varie difficoltà che ci vengono messe davanti con serenità facendo uno sforzo per migliorare sempre e comunque.
Vi saluto e con questo auguro Ramadan Mubarak kareem a tutti.

Note
1. Le date del calendario islamico sono a fase lunare, quindi i mesi cambiano a rotazione con la differenziazione di 10 giorni. Inoltre si calcolano i giorni dall'Egira, ovvero la fuga di Muhammad (saws), a differenza del calendario gregoriano. Ramadan è il nono mese dell'anno secondo il calendario islamico e dura 29 giorni.
2. Anche se i momenti della consumazione dei pasti sono due, l'Iftar alla sera ( diviso in tre momenti: il primo che rompe il digiuno coi datteri, il secondo con un piatto leggero dopo la preghiera del Maghrb, il terzo con una portata più elaborata) e il Sohor prima che spunti l'alba, la tavola non fa mancare assolutamente nulla. Ovviamente, come detto, ciascun paese porta con sé le proprie tradizioni e quindi vi è grande varietà.