11/03/16

Supereroi in Italia | Grosso guaio in Paolo Sarpi

Era da un po' che volevo scriverne qui sul blog e credo che questa sia l'occasione giusta per farlo. Vorrei parlarvi infatti di ebook, e in particolar modo di libri digitali scritti e pubblicati da autori indipendenti, con costi per noi fruitori (perché oggi non parlo come mangio?) veramente contenutissimi. Romanzi che vanno dai 90 centesimi a 3 euri massimi se proprio vogliamo fare gli splendidi. E intendo farlo raccontandovi dell'ultima storia letta: Grosso guaio in Paolo Sarpi, dell'autore e blogger Alessandro Girola.

Per capirci, lui è quello che un po' d'anni fa si è inventato l'enorme ambientazione a tema supereroistico: 2 Minuti a Mezzanotte, libera poi di essere utilizzata da altri per  costruirci sopra le proprie storie. Oggi 2MM rinasce con un reboot, come accade già per le saghe Marvel e DC Comics, e questa ripartenza comincia anche col suo nuovo ebook che potete acquistare per pochissimi euri QUI.
Siamo in Italia, a Milano. Una città in parte in evoluzione, specie dopo l'evento internazionale Expo, e in parte in preda al degrado, in cui la criminalità organizzata e le diverse bande rivali si contendono i mercati di droga, prostituzione e compagnia bella. Proprio in questi contesti si aggira nell'ombra un super umano, un eroe. Di lui si conosce gran poco, qualche diceria che gira tra gli ambienti più malmessi, ma presto, a causa di un secondo dotato che tenterà di riorganizzare gli equilibri di potere tra i gangasta della zona, dovrà esporsi mettendo in gioco le sue capacità e la propria identità segreta.

Già il fatto di parlare di un supereroe nel nostro Paese è qualcosa di inusuale. Lo sa Alessandro, che di questa percezione comune ne ha abbastanza le palle piene, e lo sanno anche i suoi personaggi, che prendono in giro se stessi dicendo che 
Arrenditi: qui a Milano non ci sono supercattivi. Come dice il tuo direttore? ''Quella roba non appartiene alla nostra cultura''.
Questo è allora il primo tra i racconti di 2MM ambientato qui da noi, e un po' come successo per il film Lo chiamavano Jeeg Robot l'esperimento pare davvero riuscito (ma purtroppo poco conosciuto).

Prima di buttarci a capofitto nel suo mondo alternativo allora, si ha un brevissimo riassunto di che cosa ci sia là fuori, tra assetti geopolitici scombinati, supereroi come superstar, imitatori falliti ed esperimenti clandestini con la misteriosa teleforce. Poi parte un intreccio ben costruito, con ritmi così densi da portare in un baleno in mezzo all'azione e arrivare quasi senza accorgersene fino al gran finale. Un difetto in questo, se così vogliamo chiamarlo, è che la parola fine ha il sapore di voglia di leggerne di più. 

Assieme al Basilisco, l'eroe che seguiremo, i personaggi si muovono perfettamente nella Milano che l'autore conosce bene, esplorando le mille contraddizioni di un luogo che è teatro degli affari più sporchi. Un universo alternativo quindi, ma fino a un certo punto. Unica macchia notata, forse, è proprio l'aspetto di cui si parlava poco prima: l'italiano e il supereroe, cioè il disagio verso una cultura che sembra non appartenergli, tanto da dover essere istruito per poter farsene una ragione. 

Accade infatti che, intenzionalmente o meno, alcuni dialoghi proprio nella parte iniziale della storia, paiono rispecchiare la necessità di condurre il lettore a mettersi a proprio agio in questa nuova logica, riproponendo però agli habitué informazioni che già conosce e alcune dinamiche un pochino forzate. Dettaglio fortunatamente superabile, e molto in fretta, visto l'ottimo equilibrio tra ogni parte, e data anche la straordinaria capacità ''registica'' dell'autore, che permette a chi legge di ricrearsi in testa le azioni più complesse costruendo al contempo gli ambienti in cui si scatenano.

I supereroi in Italia iniziano a muovere i primi passi dunque. 2MM funziona e il Basilisco milanese si connette bene al mondo alternativo da cui nasce, visto però ancora timidamente dall'italiano non abituato. Beh, è il momento giusto per farlo cari cervelli. Conoscetelo! Buttatevi, faccia a faccia coi super delle nostre terre, che chi diavolo l'ha detto che solo in America si possono fare certe cose?