14/02/16

Bello bello bello in modo assurdo

Oggi parte la prima collaborazione in assoluto nel mondo (sìvvabbè) tra blogosfera e youtube! Ecco quindi che io, CervelloBacato, assieme allo youtuber Rick Dufer, si parlerà di lui: il solo, inimitabile e unico Bello Bello Bello in modo assurdo!

Di chi sto parlando? Ma di Zoolander ovviamente! E no, non del film, ma di Derek Zoolander, il protagonista modello mono espressione con la faccia da ué pistola che concorre per vincere il suo quarto VH1 Fashion Award di fila. Sì ragazzi: il quarto, di, fila, non sto scherzando! Insomma, questo tizio è... è... come dire... una vera e propria arma caricata a sex appeal e figosità, ed è quasi troppo per essere contenuto in un umile non-fashion blog come il mio.
Però ci si prova lo stesso, perché proprio Derek mi ha insegnato che forse c'è di più nella vita oltre all'essere belli belli belli belli belli in modo assurdo, e a fine recensione forse scoprirò anche che cos'è.

Ben Stiller, l'attore conosciuto per i suoi personaggi leggermente perseguitati dalla sfiga, quello con le orecchie giust'appena dumbesche e un viso squadrato degno d'un Rocky Balboa ancora privo di botulino, nel '96 si presenta al vero VH1 Fashion Award interpretando uno pseudo modello che vuole prendere per il deretano non solo i veri professionisti della sfilata, ma tutto l'immaginario collettivo che il mondo della moda s'è creato attorno.
Nel 2001 esce dunque nei cinemi il lungometraggio dedicato interamente al re della passerella più famoso di sempre, Zoolander appunto, individuo che a guardarlo ti risulta più cacofonico di una scorreggia di tricheco (dico a guardarlo e poi parlo di udito così da mantenere il nonsense suggeritomi) e che in quel suo mondo è però osannato e celebrato come portatore sano di bellezza assoluta, il bello bello bello in modo assurdo, tanto per spiattellarvelo addosso ancora una volta. 
E com'è questa pellicola pregna di figosità e indiscutibile classe?
E' demenziale oltre ogni moda modo, pregna di ottusità al limite del fastidio e... finemente critica?
Più le osservi le espressioni che l'han reso famoso, tipo la Ferrari, le Tigre e l'incredibile Blue Steel, più la congiuntivite ti frigge i bulbi oculari dall'orrore, palesandoti tra una risata e l'altra che sono tutte identiche e tutte faticosamente studiate, sfoggiate e celebrate da un mondo di rimbambiti, in adorazione di un rimbambito uguale bello che è quello che la moda impone come standard assoluto.
Finemente critica non è dunque la caratteristica principale di Zoolander, che proprio se ne infischia della satira ben calibrata, ed esagera invece senza indugi esasperando la deficienza del nostro approccio al bello, condizionato da un'autorità comunemente riconosciuta. Ecco allora anche lo sfidante Hansel, giovane, ribelle e armato di irriverente monopattino, un Owen Wilson anch'egli bello bello bello in modo assurdo nonostante un naso che sfida ogni legge della fisica; e poi i duelli clandestini di sfilata in passerella, le battaglie effeminate all'autolavaggio con spazzoloni, schiuma e benzina (rigorosamente a rallenty), e ovviamente i capi d'abbigliamento che manco Lady Gaga coi prosciutti addosso.
Magari avessi quelle narici

Che diavolo è allora il bello, se non un'immagine messa lì su maxi schermo pronta per essere adorata ed emulata? Dove sta il gusto personale, il piacere della diversità, se tutti sono concordi nel ritenere Zoolander (che insomma, finzione o no è pur sempre quel cosobbrutto di Ben Stiller) perfetto e inarrivabile, proprio come accade qui, nelle passerelle di quei grandi stilisti che non riusciamo a comprendere e in cui comunque ci vediamo bellezza? Possibile sia tanto facile imporci un modello che senza troppo faticare ribalta e detta il nostro senso estetico?
Ammirando la potenza dell'ultima delle più portentose espressioni sfoggiate da Derek, mi verrebbe da dire di sì, e senza alcun dubbio, poiché la Magnum, questo il nome dell'opera, è in grado non solo di piegare a sé forze quali gravità e logica, ma persino di portare Oltre il livello di stupidità di un film che fino alla fine ne teneva uno buono, lasciando poi lo spettatore con una faccia di culo pura giuoia a fronte di cotanta bellezza.

E infine non lo so. Non so cosa ci sia di più oltre al bello bello bello in modo assurdo, ma il solo chiedermi se e cosa ci sia, è bastato a farmi sentire meglio, ed è stata l'esperienza più bella della mia vita. In ogni caso sappiate che Zoolander potrebbe non piacervi. Ma se tutti dicono che è bello, se io vi dico che è bello, e se Rick DuFer vi dice che è bello... beh, alla fine lo sarà senz'altro.