02/10/15

Viola

Provò curiosando le varie fragranze. Arricciò il naso più volte dal disgusto: ''Schifezza! Non sta bene con la mia pelle.'' ripeteva irritata all'amica, che la ignorava. ''Che cazzo. Qual era, vediamo... quello della pubblicità con la Portman che...'' disse tra sé scrutando il muro di boccette.
''Forse, se posso consigliarle, questo potrebbe fare proprio al caso suo.'' fece gentilmente la commessa, stuzzicandole l'olfatto con un'essenza... ''Diabolica! Un'essenza diabolica, a mio parere. Giovane e bella come sei, sì, direi che fa per te.''
La ragazza arrossì per il complimento, nonostante fosse abituata a riceverne. La montagna di sfigati che speravano di scoparsela era solita riempirla di elogi e sdolcinatezze. ''Ma grazieee.'' cinguettò. ''Dice che davvero può andare?''
La commessa sorrise estasiata. Lei si sentì nuovamente in imbarazzo. Percepì di avere fascino, cosa che, data la sincerità della donna, la lusingò parecchio. ''Vedrai.'' pronunciò annuendo, e quella sera, come predetto, Vanessa vide.
Accadde molto in fretta, come giusto che fosse. Quel ragazzo la stava guardando ballare ed era figo, figo, figo, figo. La fissava, la voleva. Tra tutte le altre aveva scelto proprio lei. Ok, ma era giusto che fosse così, perché stupirsi? E sembrò pure gradire il profumo, notò. La donna aveva fatto centro.
Sotto gli sguardi ammiccanti delle amiche si fece prendere per mano dal ragazzo e lo seguì, anche se stava finendo nello squallore di un bagno maschile. Qualcosa dentro di lei le suggerì di scappare. Il bagno, in effetti, faceva schifo. Qualcos'altro invece, di molto più forte, la inchiodò al muro e la fece gridare di piacere. Era fantastico, era bellissimo, improvviso. Lo desiderava come nessun altro prima d'ora. Era pazza di lui e non si spiegava il perché.
Il ragazzo la baciò appassionatamente, baciò tutto di lei, e si sentì amata, voluta, desiderata. Più di tutto però, godeva, e vedendosi sporca come una cagna in calore si eccitò ancora e sempre di più, premendogli la testa tra le gambe perché ne voleva ancora, perché quella bocca e quella lingua la stavano facendo impazzire. 
Si baciarono di nuovo. Si guardarono negli occhi e nell'anima. Lui le respirò il profumo dal collo. E la morse. Fu indescrivibile come volare, come le vertigini e la gioia, l'esaltazione, come il vento tra i capelli e il sole sulla pelle, come l'acqua dopo un tuffo, come il primo bacio e la prima volta, e il sapore di un buon vino e l'ebrezza dell'alcol, l'euforia della migliore tra le droghe. Puro piacere in cambio di se stessa, rapita assieme al sangue che sgorgava in una beatitudine orgasmica, il piacere perfetto, sublime. Fu come morire e poi rinascere.

continua---> Vanesia