15/10/15

Interstellar è meglio di The Martian.

Che titolo stronzo.
Lo so che siete qui col sopracciglio alzato e il dito indice scagliato contro lo schermo urlando Sei un coglione non capisci nienteeee! Difatti è tutta una trappola. Un modo per attirare l'attenzione. Penso davvero che Interstellar sia meglio di The Martian? Beh, è un'affermazione poco sensata. Quel che voglio raccontarvi piuttosto è perché preferisco il primo rispetto al secondo, secondo i miei personalissimi gusti. E quindi...

Partiamo da The Martian.
In breve, Sopravvissuto narra di Mark Watney, un astronauta che a seguito di un incidente durante una missione su Marte viene creduto morto e quindi abbandonato dai compagni, in fuga dal pianeta a causa di una tempesta. Il film si sviluppa raccontando di come Mark riuscirà poi a sopravvivere da solo risolvendo i problemi più disparati, ingegnandosi di volta in volta per procurarsi energia, cibo e mezzi di trasporto e comunicazione in grado di proiettarlo non solo alla momentanea fuga dalla morte, ma ad un vero e proprio piano per ricongiungersi ai propri compagni, per tornare a casa. 
Quel che emerge da tutto questo è prima di tutto la valorizzazione dell'intelligenza umana, in grado di creare e costruire (sia concettualmente che praticamente) il domani. Se Mark riesce nei suoi scopi è perché ha una mente che funziona, attiva, come quelle del suo equipaggio e di chi alla Nasa si dedica al suo recupero. E non solo. 
Altro tema importante è la forza di crederci sempre, di non arrendersi, di lottare. L'intelligenza di per sé non vale nulla se non viene applicata in un contesto che la fa fruttare, e questo Mark ce lo mostra sfidando ogni probabilità sfavorevole alla sua sopravvivenza. Se c'è una soluzione, una strategia percorribile, allora percorrila tutta, corri, non mollare! 
Un messaggio che potremmo adottare anche noi nel nostro piccolo volendo. Smettendo di crogiolarci nell'apatia o nella paura, osando un po', sognando con ambizione e mettendo in pratica.

A questo film però ho preferito Interstellar, di cui ho già parlato qui, e il motivo lo giustifico in due maniere. La prima riguarda il dramma, la seconda l'empatia. Entrambe sono strettamente collegate tra loro. 
Il fatto è che The Martian mi è parso troppo positivo, quasi facile, anche se facile non è. Il protagonista vive i propri drammi risolvendoli con genialità come una specie di Bear Grills spaziale (ringrazio l'amico Tommy per il paragone), e Bear Grills stupisce per quel che sa fare ma sotto sotto sta sul cazzo a tutti, per questo si vorrebbe vederlo nella merda. Fatti male Bear. Casca giù per un fosso e fammi vedere con le gambe rotte come te la cavi. Dai Mark, fatti esplodere facendo il sapientino e... ah, niente, sei sopravvissuto di nuovo e te la ridi pure. Ma come fai?
Il dramma di The Martian è sempre, in un modo o nell'altro, risolto in fretta. Non ti lascia lì a chiederti Merda, e adesso?, e se lo fa dura troppo poco. E' un film che soddisfa in altro modo.
Interstellar, viceversa, ti porta sì a vivere le vite di persone eccezionali, ma le stesse, a confronto con problemi altrettanto grandi, faticano molto di più, sacrificano molto di più e perdono molto di più, suscitando nello spettatore maggiore empatia di quanta possa portarne un piccolo genio che con noi, che geni non siamo, ha poco a che fare. Sia chiaro, la genialità, in tal caso, la intendo come capacità di uscire da situazioni a noi sfavorevoli, comprese quelle che troviamo nel quotidiano. E' quindi più naturale rivederci nei sacrifici del tragico Cooper che nelle risoluzioni del geniale Watney, quindi, emozionarci di conseguenza meglio col primo piuttosto che col secondo.

Ho preferito quindi il film di Nolan perché ha più umanità, nonostante The Martian sia un grande elogio a ciò che di meglio possediamo. Interstellar ti fa sentire piccolo ma ti da l'idea di quanto grande puoi diventare con le tue scelte. The Martian ti fa vedere quanto puoi essere grande, ma ti lascia lì sulla poltrona nel tuo niente, a guardare Bear Grills che ce l'ha fatta di nuovo mentre tu mangi i pop corn.