11/09/15

Open Minded | Iniziare dal Post Scriptum (di Manuel MG Ganderle)

Come annunciato un bel po' di tempo fa ecco arrivare una puntata di #OpenMinded completamente dedicata alla musica. Ospite sul blog è il rapper Manuel Ganderle, in arte MG, che ci racconta della sua passione, di questo particolare stile musicale e del gran lavoro che si deve affrontare quando c'è la volontà di far nascere il primo disco, che a fine intervista potrete comunque trovare, ascoltare e se vi garba, acquistare. Si chiacchiera anche di passioni, donne, scrittura, ispirazioni, Fedez(?), invidie, pecore, talento e molto altro.
Ma bando alle ciance, eccovi Manuel. Buona lettura e... Aprite le vostre Menti (e le orecchie perché vi giuro che spacca!)

Caro Manuel, iniziamo da chi sei tu e magari anche parlando del tuo nome d'arte.
Salve a tutti, sono Manuel Ganderle, nativo di Malo. Nomi d'arte MG, GunMa, più uno che meglio non dire e... Easy B, ispirato da un famosissimo rapper americano, facente parte della crew ancora più famosa degli N.W.A, ovvero Eazy E (R.I.P). Il mio però non è un vero e proprio riferimento a lui. Easy B, dove la B sta per blasphemy, viene dal fatto che in compagnia mi chiamavano spesso il mingherlino dalla bestemmia facile. MG, il mio nome d'arte principale, riporta semplicemente le mie iniziali.
Se un MG incontra un CervelloBacato

La passione per il rap e la musica in generale come è nata?
E' nata da piccolino. La musica fa parte della mia famiglia da sempre, ce l'abbiamo nel sangue. I miei per esempio insegnavano country, facevano corsi a duecento coppie, e loro mi portavano alle serate lasciandomi nella culla e io stavo là, a dormire beatamente sotto cassa. Poi vabè, da piccolino ho sempre ascoltato la radio e i vari pezzi che trasmettevano (avevo trovato una frequenza in cui passavano soltanto hip hop, non chiedetemi che frequenza fosse perché non è ho la più pallida idea). Ricordo che per la maggiore trasmettevano i Fugees (amo Lauryn Hill da sempre), B.I.G., Nas e chiaramente Eminem, che girava per Mtv quando ancora facevano musica e non era tv/spazzatura e basta. Poi ricordo che all'epoca delle medie ascoltavo molto il gangsta'rap, ero ammaliato dal suono oscillante e deciso tipico di questo genere.

Tra l'altro il tuo esordio sul palco è stato proprio alle medie, no?
Eheh esattamente, facendo Baloo nel musical Il libro della giungla, cosa di cui mi vergogno molto e infatti l'anno dopo ho cercato di sabotare lo spettacolo e... ma ok, questa è un'altra storia.
Comunque dopo anni che ascoltavo l'hip hop americano, con cui ho iniziato, sono passato un po' di più a quello italiano.

Così magari capivi i testi anche?
Esatto, perché all'inizio quando ascoltavo ero catturato principalmente dal suono e dal ritmo molleggaito tipico del rap, infatti amavo anche ballarlo. Poi ho cominciato a seguire assiduamente la scena italiana, di cui prima ero praticamente all'oscuro. Ricordo che rompevo un sacco i coglioni ai miei compagni di classe perché cantavo perennemente pezzi ad ogni ora, e sicuramente se ne ricordano. Ho anche cominciato a scrivere le prime rime...

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Quand'è che hai deciso di fare sul serio?
Allora... siamo nel 2015, quindi... sono sei anni circa. Con le prime, paleolitiche oserei dire, cercavo di scrivere qualcosa in rima ma erano proprio le basi, strofe rudimentali. Poi così, a tempo libero, ho cominciato a fare qualcosa con Bruno aka Mind, e a buttare giù le prime battute e facendo i primi freestyle. Ah poi ho conosciuto un amico, che adesso per vari motivi non canta più con noi. Mi aveva chiesto se volevo fare una canzone assieme a lui, dato che come me aveva questa passione, e mi ha portato da un tizio che conosceva che aveva uno studio home made di registrazione, ovvero dai fratelli Marco e Paolo Canaglia (che salutiamo!!). Lì ho fatto la mia prima canzone ma... è una vera merda il risultato e quindi non ve la farò sentire... MAI. Da quel momento sono andato avanti a scrivere e a scrivere e a scrivere senza fermarmi.

Al cd invece come sei arrivato? E un musicista, in generale, se vuole farne uno, come deve fare?
Allora, io ho fatto un cd adesso e non so se l'ho fatto nel modo giusto, Nel senso...io ho cercato di farlo nel modo più corretto possibile. La decisione l'ho presa alla fine dell'anno scorso. L'idea era quella di far live e lasciare qualcosa alla gente che veniva ad ascoltare. Un "biglietto da visita", perché il punto principale di avere le copie fisiche è quello di riuscire a lasciarle a qualche producer o ad altri mc's, così, se il lavoro viene apprezzato, ci può essere l'occasione di fare qualcosa insieme, collaborare. C'è soprattutto gente da Vicenza che stimo e rispetto molto per quello che fa e con cui mi piacerebbe fare questa cosa, e alcuni contatti ce li ho già, e non vedo l'ora di poter realizzare qualche progetto con loro.
Per fare il cd comunque... partiamo dal presupposto che questo è un mixtape e uso strumentali di artisti americani, non basi mie. Purtroppo essendo da solo, non avendo conoscenze di beatmaking (anche se piano piano mi sto avvicinando anche a questo versante), non avendo un beatmaker/dj "ufficiale" è difficile produrre un lavoro totalmente proprio. Non ho gente che mi fa i beat, o meglio non le avevo prima di questo mixtape, perché ora ho conosciuto molti amici che mi aiuterebbero in questo. Io ho deciso di fare un disco e ho scritto i miei pezzi, magari prendendo spunto dalla strumentale che usavo e adattandola allo stato d'animo che avevo in quel momento. L'unico dilemma che avevo era sul discorso Copyright, SIAE, e chi più ne ha più ne metta, ma alla fine mi hanno indicato la strada giusta e l'ho seguita.

Immagino ci siano stati costi?
Sì, assolutamente, per me è stato abbastanza oneroso diciamo. Tra registrazioni, benza per andare di qua e di là e la grafica del CD, che mi ha fatto un amico conosciuto a Torino (Marco aka Zero, a cui mando un abbraccio!), ho investito un po' di soldini. Però ho voluto farlo! Poi c'è stato chiaramente la stampa del cd, e qui ho sentito Giovanni Scalcon che mi ha indirizzato nel posto giusto dove mi hanno fatto un buon prezzo. Che poi lui non so se lo conosci... anzi lo salutiamo, se stai leggendo, ciao Giovanni! E ciao anche ai Dankalia (il gruppo in cui suona). Mai sentiti a proposito?

Sì sì li ho sentiti e spaccano!
Esatto, un saluto anche a loro! Eee... niente, mi sono fatto spiegare i vari procedimenti, mi hanno fatto un preventivo e hanno mi hanno dato vari chiarimenti sui dubbi che avevo riguardo diritti, SIAE e questo vasto mondo di carte e bollini. Però ho voluto fare tutto nel modo più giusto possibile e va bene così, non ho voluto fare le cose troppo in grande e, dopo due conti, ho scelto questa strada.

Il significato del titolo del tuo album, Post Scriptum?
Allora il significato è semplice... Come tutti sapete il Post Scriptum (o P.S.) è quel messaggio che viene inserito alla fine di una lettera e che è la parte che rimane più impressa al destinatario. Diciamo che è il messaggio più importante che si vuole lasciare a chi leggerà quella lettera. Ecco, tutte le tracce che compongono questo tape sono tutti dei post scriptum, ovvero tutte canzoni rivolte a delle persone precise o a generi di persone che, non appena ascolteranno quella determinata traccia, capiranno che è rivolta proprio a loro. Sono più o meno dei messaggi che non sono mai stati detti... parole non dette (semi.cit).

Perché scrivi e cosa provi quando scrivi? 
Ho cominciato a scrivere principalmente per sfogo. Io sono una persona abbastanza emotiva e la musica è il mezzo con cui esterno i miei sentimenti. Un giorno è successo un fatto e mi sono messo a scrivere per il bisogno di liberare la mente. Ogni canzone ha un suo stato d'animo, e anche se certe canzoni sembrano (anzi lo sono) cattive o bastarde, partono comunque da fatti reali, c'è un motivo e uno spunto da cui parto. Certo, a volte ci sono dei riferimenti un po' più chiari rispetto ad altri ma ok, lasciamo stare...

Eh, ne ho colto qualcuno di riferimento mi pare.
Ahaah ok ma... ecco poi me lo dici ahah. Comunque ho cominciato a scrivere per il bisogno di buttare fuori quello che non riuscivo a dire così apertamente. Alle persone io parlo, anche parecchio (a volte forse troppo, lo so) ma so che ci sono alcune cose che loro non sono disposte a sentire, o non voglio dire io perché è come espellere aria inutilmente. La gente principalmente non ha voglia di ascoltarti più di tanto. Questo un po' l'aggancio alla canzone Caro Diario, che nell'intro le parole di Robin Williams hanno centrato il bersaglio.

Ecco, come ti è venuto in mente di inserire il pezzo del film August Rush?
L'ultima settimana prima di buttar fuori il tape. Praticamente in quella canzone Kali doveva farmi gli scratch (salutiamo anche il mio amico Kali, un abbraccione maaaaan!), ma dovevamo mettere dei sample giusti, sempre di alcuni rapper degli states. Siamo andati avanti un po' per riuscirci ma eravamo presi malissimo...

Aspetta, un sample sarebbe?
Beh sono pezzi o citazioni che tagli (cut), e puoi prenderli da canzoni, film ecc. In questo caso è stato un film. Quindi pensa pensa pensa, ho cercato qualcosa con musica, cuore, ho aperto google ed ecco August Rush, che avevo già visto tempo prima. L'ho trovato, ho detto a Bruno di guardarselo perché ero a lavoro, sono andato in studio la sera dopo, abbiamo sentito bene le frasi delle scene principali finché non ho sentito quell'intro e ho detto è lei!

Perché secondo te la gente pensa 'Che cazzo fai?' quando fai qualcosa di un po' diverso? Come il rap in questo caso.
Succede spesso in tanti campi, non solo nel rap, penso anche alla scrittura, al blogging nel tuo caso, che di sicuro avrai sentito le tue critiche o frecciatine. Io sono un po' misantropo... c'è tanta gente che mi da fastidio, o meglio un certo tipo di persone, se così si possono definire. Fondamentalmente molte persone, avendo poche abilità o talenti, o avendoli ma essendo troppo ignoranti per sfruttarli, appena vedono/sentono qualcuno che prova a districarsi dalla marmaglia di pecore ed è un po' "diverso" o fuori dal contesto ordinario, ne sono intimorite. Hanno come degli schemi preimpostati e prestabiliti nel cervello, e appena qualcuno fa qualcosa di nuovo o viene deriso e denigrato, o viene considerato "speciale", e lì si trasformano in una classe sociale deplorevole... gli opportunisti.

Il rap oggi?
Sta prendendo un sacco piede e sta dilagando in due strade diverse secondo me. Ce n'è una che ha iniziative davvero ottime e sta creando una corrente davvero importante, un po' come quella che c'era una volta e che avrei voluto vivere in prima persona. Poi c'è una vastissima parte che... mi fa altamente cagare. E' il cosiddetto "swag". Tutti con sto fare da gangsta, tutti stilosi, tutti "Ooo io spaccio, cazzo sboccio, c'ho er cash, le puttane" e poi se prendono un cartone in faccia piangono una settimana dalla mamma. E quando rappano sono tutti "O-ZIO-COME-STAI-MANGIA-CAZZO-INFREE-STYLE"...Io sti qua li odio. Perché non è hip hop, è solo merda, e neanche tanto ascoltabile, dal mio umile punto di vista.

Musicisti e rapper preferiti?
Allora. Italiani, appartenenti alla vecchia guardia ti dico d'istinto Bassi Maestro, che ascolto da sempre ed è stato tra i primi artisti italiani che mi hanno fatto innamorare della scena, poi Kaos e Lord Bean, i Colle, Mistaman... ce ne sarebbero altri milioni però, non è per un cazzo semplice! Dei più giovani Claver Gold, i K Maiuscola, Lord Madness, Brain, e un sacco di altri. Principalmente della scena marchigiana, bolognese e romana, che secondo me attualmente sono le scene migliori dal punto di vista artistico qui in Italia, fanno cose veramente fuori dal contesto ma le fanno bene, sono veramente bravi, e ognuno è diverso dall'altro. Adesso ad esempio salta all'occhio il rapper quello un po' più fighettino che esalta le quindicenni.

Parli di Fedez?
Ahah no mi riferivo più che altro allo stereotipo di rapper attuale, di Fedez non ne parlo proprio, anche perché non lo ascolto, quindi parlarne sarebbe inutile. Lì nella scena del centro italia comunque sono molto diversi tra loro e senti che hanno coltivato nel tempo un rap molto argomentativo, ognuno con metriche diverse e... sì, si distinguono molto di più.

Ascolti altro oltre al rap? Altri artisti che ti piacciono?
Sì sì,ascolto molti generi a dir la verità, spazio da Jazz, Classica, Blues, Folk... insomma tutto ciò che io considero Musica. In questo periodo ascolto molto Django Reinhardt, genere jazz diciamo, poi Louis Armstrong, Ruth Brown (...WIIIIIILLD WILD YOUNG MAAAN!) ahaha... si insomma ascolto un po' di tutto. Comunque ascolto molti generi, anche se l'80 % del giorno ascolto Hip-hop.

La canzone Be a Trick: il tuo rapporto donne e musica. Mi è parso di cogliere che le donne siano una buona fonte d'ispirazione?
Eh sì, la donna è abbastanza una musa per me nella musica, come per milioni di altri artisti. Quando devo scrivere tracce che parlano di tipe o robe di questo genere riesco a chiuderle in tempo molto più breve rispetto ad altre.....non so, la sfera femminile è da sempre fonte di ispirazione. D'altra parte vengono anche fuori le canzoni più meschine ahaha.

Ho notato una certa cattiveria in effetti...
Eh, non sei l'unico ad averla notata! Vabbè, prossima domanda???

Canzone che senti di più tra queste del cd?
Ce ne son due. Caro Diario, che ho scritto in due momenti differenti, era un diario in effetti. Una parte l'ho scritta a febbraio e una marzo ed è stata proprio uno sfogo. La seconda è la canzone L'ultimo bicchiere, scritta nel 2013 in un bar in un periodo un po' di merda, mi scazzava tutto ed ero sempre lì a scrivere. Il mercoledì me ne stavo con cuffiette, quaderno, birra e via.

Ti piace di più la parte della scrittura o la parte del palco?
Tutte e due. Quando scrivi è il momento in cui butti giù, dove viene fuori tutto, anche di getto. Cantare invece quello che hai scritto è una sensazione totalmente diversa, perché la gente che ti ascolta ti da qualcosa, ti sfoghi assieme a loro, o meglio a chi ascolta. La prima è sfogo emozionale la seconda sfogo sensoriale, due cose che riescano a ripagare anima e cuore se credi davvero in ciò che fai.

Una cosa che mi son sempre chiesto: come fai a dare il ritmo al testo? Cioè, pensi alla musica mentre scrivi le strofe? O solo a scrivere e poi vedi come va?
Dipende. Capita che sento la strumentale e faccio freestyle e viene, la base mi comunica un certo tipo di sentimento e in base quell'argomento parto... oppure scrivo quel che ho in testa e... non so spiegarti in realtà come faccio, viene e basta. Poi anche il freestyle, se non sono in vena non viene, anche durante una sfida, se invece sono in vena sgancio bombe che me la schiaccio da solo. Stessa cosa quando compongo, cerco di seguire una certa matematica ("uu-u-u-understandin' microphone mathemathics", tanto per citare Madlib) nello stendere le frasi, e ci posso mettere mesi o giorni, dipende dall'ispirazione. Per concludere... non so spiegarti, devi solo sentirlo.

Direi che possiamo concludere con...
No aspetta chiedo io una cosa però: la canzone che ti piace di più?
Fine del gioco! Che bomba! Quella parte in cui ti sfoghi contro tutti è qualcosa di fantastico veramente!
Ahhaaha ti ringrazio vecchio!!

Ultima allora. Dove possiamo sentirti?
Eh, allora... devo ancora riuscire ad organizzare una serata di presentazione seria! E ti dico la verità: ho una voglia fottuta di farla.
Quindi, dico a voi, cari lettori... se volete sentire le mie tracce e farvi un'idea 
andate sul mio profilo FB
o ancora meglio iscrivetevi al mio canale Youtube

Se volete scaricare il tape, o meglio, 7 delle 10 tracce presenti nel tape potete farlo QUI.
Se invece volete farmi contento davvero... beh potete acquistare il mixtape in copia fisica da me, basta mi scriviate in privato!
Ringrazio tutti dell'attenzione, ringrazio Davide aka BuggyBrain per la mia prima intervista e per questa opportunità che mi ha offerto eeee... niente, ci si becca in giro per qualche birrino!
Pace a tutti e BELLAAAAAAAAA!!!