06/05/15

Wild e la ricerca della bellezza

Cheryl, sfinita, arriva nel punto più alto del pendio. Si sfila le calze e libera i piedi, pieni di vesciche e con un'unghia incarnita, e uno degli scarponi, disgraziatamente, rotola giù, giù, giù... 
La giovane urla con tutto il fiato in gola e in una manciata di secondi, assieme all'urlo, vedi cosa nasconde quel gesto disperato. Una singola scena da pelle d'oca, che vale tutto il film, credetemi.

Oggi si parla di Wild, film del 2014 per la regia di Jean-Marc Valleé, che riprende i ricordi della vera Cheryl Strayed che nel suo libro racconta la propria esperienza al Pacific Crest Trial, un sentiero escursionistico di oltre 4000km.

Cheryl un giorno decide di staccare la spina e cominciare a viaggiare, e armata di zaino (più grande di lei) e non troppa convinzione affronta un percorso in solitaria in mezzo alla natura selvaggia, lontana dalla civiltà. Una premessa questa, che ricorda molto un'altra pellicola di viaggio, Into the Wild, basata sulle memorie di quell'Alexander Supertramp col sogno fisso dell'Alaska, ma che in realtà prende tutt'altra direzione. Il racconto di Cheryl non è un allontanamento disgustato dalla società, o una sua critica, ma una fuga dalla propria vita per trovare una prospettiva diversa con cui guardarla, scacciando i propri demoni e imparando a convivere assieme ai rimorsi.

Il viaggio è un pretesto per raccontare ciò che la protagonista ha vissuto prima. I momenti di fatica, di bellezza, di paura, sono allora alternati a precisi flashback che approfondiscono man mano il passato di Cheryl, svelando di un'infanzia difficile con un padre alcolizzato, di un rapporto sentimentale travagliato col marito, di molte strade sbagliate e soprattutto, di una madre sempre presente anche se infinitamente distante da lei.
Altra grande protagonista, oltre a Reese Witherspoon, è quindi la fantastica Laura Dern, che interpreta una quarantenne amante dei propri figli e della propria vita nonostante tutto, una che ha deciso di rimettersi in gioco, anche tornando a studiare nella stessa scuola di Cheryl, una che guarda la vita col sorriso sulle labbra, perché in fondo, nonostante le difficoltà, si deve guardare alla bellezza.
Ed è proprio questa che Cheryl imparerà a trovare verso la fine del suo percorso, rivivendo e vivendo attimi di panico, di solitudine, di gioia immensa, di quiete e anche di dolore; imparerà ad andare avanti e a costruire qualcosa di nuovo, con lo stesso sorriso di sua madre.

Wild è un film consigliatissimo. Mai noioso, splendido visivamente, fortissimo per come alterna e mostra il momento del viaggio e l'interiorità della protagonista. E basta quella prima scena di urlo disperato per rimanerne conquistati.

23 commenti:

  1. Penso che mi farà piacere vederlo.
    Ma attendo il prossimo cineforum per vederlo.

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    1. Bene bene, è un film che in sala è ottimo :) Io l'ho visto per caso al cinema.

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  2. Inizia la programmazione dei cinema all,aperto... Ne approfitterò!

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  3. Ormai è stato consigliato da tutti, devo proprio trovare il tempo di vederlo ;-) Cheers!

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  4. Me lo segno, lo acquisterò a breve. ;)

    Ispy 2.0

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  5. Concordo, anche a me è piaciuto moltissimo. Mi aspettavo esattamente ciò che ho visto e sono rimasta comunque piacevolmente colpita ^^

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    1. È il mento della protagonista è fantastico poi :D

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  6. ah ah l'ho chiamata questa recensione!! ahahhah
    Film non l'ho visto ma rimedierò presto spero! ;)

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  7. Ciao! Il film mi è piaciuto molto :) Ho scoperto il tuo blog per caso cercando se esistevano altri blog "anonimi" su blogger..io ho aperto il mio da pochissimo spero col tempo possa diventare completo come il tuo! Perchè lo spirito con cui ho cominciato credo sia molto simile al tuo. Spero di ricevere consigli!

    http://mclasa.blogspot.com

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    1. Ho passato un bel po' di tempo restando anonimo, so che è un bel casino. Se vuoi qualche dritta sono qui ;)

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  8. grazie! Secondo te serve una pagina facebook? ho posso andare avanti con google+ e twitter?

    E poi se avessi un po' di lettori secondo te potrei togliermi dall'anonimità (usata più che altro per l'imbarazzo iniziale) e sfruttare il blog anche per collaborazioni/lavoro rimanendo sempre con blogger?? (domanda forse un po' retorica :) )

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  9. Scusa per l' "ho" di distrazione ;)

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    1. Beh, togliere l'anonimato ti porta più lettori, perché ovviamente puoi importunare gli amici :D A seconda dei temi che tratti e di come lo fai possono pure nascere collaborazioni di lavoro, chi lo sa. Per la pagina facebook io ho aspettato di avere un po' di gente che mi seguiva, anche perché restando anonimo i primi tempi, era difficilissimo raccattare qualche mi piace.

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  10. Mi sono ripromessa più volte di vederlo, non posso più rimandare!!!

    The Princess Vanilla

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    1. Anche per te, poi fammi sapere come ti sembra :)

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  11. boiata pazzesca

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  12. Bello, semplicemente. Posti stupendi.

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