20/04/15

Open Minded | MaiMa: l'omofobia si combatte a scuola! (di Fabrizio Benetti)

Benvenuti cervelli cari. 
Oggi a #OpenMinded sono felicissimo di farvi conoscere Fabrizio Benetti, che ha gentilmente accettato di farsi intervistare parlando di sé e soprattutto del gruppo di cui fa parte: MaiMa, impegnato alla lotta all'omofobia partendo proprio da queste zone in cui abito, partendo da Schio.
Siete pronti? Tre, due, uno... aprite le vostre menti!

Allora, partiamo dall'inizio direi. Ovvero: con chi sto parlando? Chi sei tu?
Sono Fabrizio Benetti, ho 28 anni, sono di Schio, mi sto laureando in giurisprudenza e... e stop intanto.

Bene. Parlaci brevemente di MaiMa. Cos'è, dove nasce, da chi, e cosa significa soprattutto!
MaiMa è stato creato a novembre 2014, ed è nato appunto da un incontro tra amici, in cui si è deciso di tentare di sensibilizzare sul tema dell'omofobia la città di Schio in primis, e poi quel che verrà, sperando di allargarci sempre di più. E' un gruppo assolutamente spontaneo in cui si sono incontrate idee diverse, e data la propria natura eterogenea è sia eterosessuale che omosessuale a differenza magari di altri ritrovi che sono o di un genere o dell'altro, con la decisione di mischiarci per poter dire che anche gli etero non sono estranei a quest'argomento.
Che abbiamo fatto per partire? E' nata a dicembre la pagina facebook e in soli tre mesi siamo arrivati a 2200 mi piace, click sui post e...

Un gruppo giovanissimo quindi, nato ieri praticamente!
Sì esatto, e chi se lo aspettava poi questo successo, con interazioni sui post, condivisioni... la gente si interessa diciamo. Comunque MaiMa significa, dato che mi chiedevi: Mai dire Ma alla libertà di essere se stessi, che sarebbe il nostro slogan, cioè mai porre un Ma alla propria libertà e ai propri diritti, a cui è seguita l'idea di una ragazza, durante uno dei vari incontri col gruppo, di tirare fuori la parola Maimi, in guaranì, una lingua dell'america meridionale, che significa Ognuno/Tutti, che quindi abbiamo sistemato facendo diventare MaiMa. Il nostro obiettivo è la lotta all'omofobia in tutte le sue forme.

Ok, ok. Sticavoli! Un gruppo molto recente con un obiettivo ben chiaro. E quanti siete?
Più o meno, il gruppo che si ritrova più spesso, a cadenza settimanale, direi è fatto da quindici/venti persone, poi ovviamente i ritrovi sono aperti ad amici, amici di amici, e a chiunque voglia venire a vedere come lavoriamo, che è bene accetto, visto che più siamo meglio è. Poi comunque abbiamo progetti in corso, altri già fatti, e... l'unione fa la forza in questi casi, speriamo venga sempre più gente.

Ma vi trovate in casa o...?
Di solito ci troviamo in qualche bar, avevamo iniziato col circolo operaio di Magrè. Poi dipende da come riusciamo a organizzarci tra noi, anche in casa di qualcuno sì, a seconda anche dalle esigenze di lavoro di ognuno o come riusciamo. E' tutto molto tranquillo diciamo.

Domande a bruciapelo allora, cosa dici?
Vai!

La parola gay, ti da fastidio?
No, assolutamente.

E' secondo te perché è vista come un insulto molto spesso? Nel senso, viene vista come un insulto anche dagli stessi gay che appunto dicono si dice omosessuale, non gay.
Beh, ce n'è da dire. Io ovviamente parlo per mia esperienza personale. Penso omosessuale sia riferito più a un termine... tecnico magari, mentre gay che è di derivazione inglese è magari vista più come una cosa tranquilla, quotidiana, che poi dipende dal contesto in cui è usata. Io non mi sono mai offeso né niente ad esempio, però è chiaro che se è usata accanto a termini offensivi è un altro discorso, e sì, spesso è vista in termini dispregiativi, mentre omosessuale forse è più carico di... ufficialità.

Tu sei gay?
Sì.

Perché secondo te è così difficile parlare di omosessualità? Per esempio, il tuo primo bacio è così problematico da raccontare? E se sì, perché? 
Ti dirò. Per la mia esperienza non ho avuto particolari problemi. Primo bacio, si parla di superiori, e ti parlo per me, ho avuto anche una classe molto tranquilla, mi sentivo a casa, in famiglia, dunque anche il coming out è stato relativamente semplice. Però se devo guardare altri, un po' più in generale, non tutti sono stati fortunati come me. Ho sentito storie, anche di conoscenti, che non dico un dramma ma... 

Quasi.
Abbastanza sì. Oltre al fatto che è difficile per te in quell'età capirti, poi farlo capire agli altri, magari anche quando fino a qualche anno fa, esempio, se ne parlava molto meno, non era così semplice. Se penso ad ora, anche MaiMa, nasce così e si va in giro per le scuole a parlarne tranquillamente... e non c'avrei mai creduto. Me l'avessero raccontato diec'anni fa che sarebbe successo, sarebbe stato impensabile.

Quando l'hai detto ai tuoi amici, loro han detto lo sapevo già, si vedeva, o magari non l'avrei mai detto? Sai che c'è sta cosa del ''si vede che è gay''.
Allora, bisogna disitnguere. Donne e uomini. Per le prime, il rapporto magari è un po' più stretto e salta spesso fuori la solita frase Lo sapevamo. Per gli uomini... la prima cosa che mi viene in mente di raccontarti era di questo compagno di classe. Eravamo molto amici, proprio legati, e una sera è saltato fuori il discorso: gliel'ho detto, io ero molto tranquillo, lui è rimasto... traumatizzato tipo per un quarto d'ora, e poi mi fa ''Beh guarda, siamo amici da un sacco di anni, e non vedo perché dovrei avere qualche problema'' e da lì diciamo ho superato lo scoglio più grande, mi si è aperto il mondo, e non ho più avuto problemi. 
Poi con l'età si cresce, adesso insomma me ne frego anche di quel che pensano gli altri. Però immagino che il ragazzino di quattordici, quindic'anni vive di quella cosa lì, del giudizio pressante degli altri, cosa che poi crescendo passa.

Ma voi, per i gay, cosa fate?
Dunque, il gruppo è stato un progetto in divenire. Ci siamo trovati un attimo, abbiamo deciso man mano come agire, e grazie anche a Luisa, che è la fondatrice ed è stata il collante che c'ha tenuto insieme, si è scelto di partire dalle scuole. Da lì l'intervento principale. Ovviamente entrarci non è stato facile. Però è stato un po' come con la pagina facebook, all'inizio il risultato pareva impensabile e poi...
Abbiamo allora preparato tutto in tre mesi per organizzare la serata di presentazione del gruppo MaiMa a Schio, facendo una serata al palazzo Toaldi Capra, facendo un lavoro immane per invitare tutti i soggetti che potevano c'entrare e aiutare con questo progetto. C'erano tutti i ragazzi rappresentati d'istituto, i presidi, la giunta, il sindaco, la presente dell' Ulss, e in più abbiamo fatto questa specie di tavolo in cui era invitato uno psicologo, così da aiutare a spiegare meglio le cose agli altri, a chi magari ne è un po' distante, parlando della connotazione scientifica, del fatto che non sia una malattia, che non sia contagiosa ecc. E infine un consulente per i diritti umani di Londra, che ha fatto una splendida presentazione sulla situazione europea, da cui è saltato fuori che l'Italia è all'ultimo posto...

Siamo veramente presi così male?
Sì, e non me l'aspettavo nemmeno io. Assolutamente in fondo. Siamo rimasti un piuttosto sconvolti. Da lì comunque abbiamo passato la parola a un preside, che è stato un po' l'aggancio per poter entrare nelle altre scuole, e ha fatto un bellissimo discorso evidenziando il ruolo primario delle scuole, ovvero quello di insegnare la non discriminazione sotto tutti i punti di vista e di ogni genere, sessuale, religiosa, razziale, e da lì la parola è seguita al presidente dell'associazione genitore Age, al sindaco...

Avete trovato un bel sostegno cavolo!
Esatto, è andata benissimo. Ci siamo allora detti di non fermarci, pensando di organizzare serate a tema. Una delle prossime ad esempio affronterà il binomio omosessualità e religione con l'autrice di un libro a riguardo, dato che uno dei problemi primari pare sempre la questione religiosa in tema diritti, matrimoni ecc. E poi quindi nelle scuole, con l'avventura nelle assemblee di ipsia e itis, a cui seguiranno liceo sociale e in teoria l'artistico, sempre qui a Schio. C'è assolutamente da ringraziare i rappresentati d'istituto, perché è dai giovani che deve partire tutto questo, ed è splendido vedere il loro interesse e le domande che pongono. Vedendo le classi l'approccio è stato fantastico.

Ma qualcuno che remava contro non l'avete trovato?
Guarda, l'omofobia pare una cosa invisibile, almeno quando si è in tanti. Non la vedi ma poi i diritti non ci sono, le violenze non si contano... però no, per ora, fortunatamente, nessun problema.

E ti auguro continui così. Ringraziamenti invece? Parole che ti hanno colpito?
Sì, e sia di ragazzi, grazie alla pagina, ma anche di altri. Come quelli di un signore anziano che c'ha ringraziato per queste iniziative dicendo che per lui, ai suoi tempi, era impensabile e la vita che ha vissuto non è stata delle migliori purtroppo. Ti accorgi che quindi è qualcosa di silenzioso il remare contro. E poi le parole di un ragazzino giovane, che ci ha detto grazie per l'assemblea dicendoci che anche se non se ne parla di episodi un po' brutti nelle scuole ne accadono comunque.

Tornando a te, invece, dicevi che hai avuto un'esperienza abbastanza serena. Anche in famiglia, coi tuoi genitori?
Certo, mi hanno sempre sostenuto, non ci sono stati drammi, han detto Fai ciò che devi fare se sei felice tu che siamo felici noi. Anche mio fratello ricordo tutto tranquillo, e mi ha lasciato un biglietto il giorno dopo scrivendo Sono felice per te, questa è la tua vita, goditela fino in fondo.

Adozioni e matrimonio! Anzi, prima matrimonio, forse questione un po' meno spinosa?
Ahah, sìsì meglio. Beh ci tengo a dire che sono risposte mie comunque, non a nome del gruppo intero.

Sì sì sì, tranquillo. Come dicevi ci sono comunque idee diverse tra voi. Qui parli tu, è il tuo pensiero.
Perfetto. Allora io sul matrimonio non vedo perché non possa essere un istituto anche per omosessuali. Concepisco magari la polemica sul fatto che sia storicamente e culturalmente qualcosa di religioso, ed essendo che questa si fonda sul matrimonio uomo donna, a me insomma non importa troppo il nome, matrimonio, unione civile ecc.. a me interessa ci siano i diritti derivanti. Trovo assurdo che in Italia nel 2015 si sia a disquisire sul nome da dargli, quando in America e gran parte d'Europa la cosa è abbastanza tranquilla. L'importante sono i diritti e i doveri derivanti. Spesso ci si confonde su cosa vogliano i gay, non guardano cosa c'è sotto. I diritti e i doveri. Pensa al caso dell'eredità, della persona malata, nel caso dei figli... insomma sul nome io mi fermo lì, ma spero si lavori su questo, è il momento..

Adozioni invece? 
Ti dico... io vorrei avere un figlio, ovviamente quando troverò la mia stabilità, l'uomo della mia vita, un lavoro, in modo da assicurare tranquillità a mio figlio. Però mi pongo il problema: come vivrebbe nella nostra società? Mi faccio un problema per lui. Cioè se gli altri fossero più aperti cambierebbero le cose anche nel modo di vedere l'adozione, perché ci sono paesi in cui c'è e funziona. Il contorno in cui vive insomma deve accettarlo, perché a me i giudizi toccano fino a un certo punto, ma lui è un bambino.

E come ti poni con chi è contro l'adozione? Magari perché dice: ok, essere gay è qualcosa di naturale, ci sta che tu uomo provi attrazione per un uomo e tu donna per una donna. Però questa natura non ti permette lei stessa di avere un figlio, è la natura. Quindi perché noi dovremmo darti il diritto di forzare la natura in questo caso? Non è egoistico farti avere un figlio se proprio lei non te lo può fare avere?
Ooookkei. Beh inanzittutto hai ragione che una persona possa pensarla così. Però ti rispondo che ci sono tantissime cose innaturali, basta pensare alla medicina, a cui però ci si affida senza problemi. Penso a quest'uomo a cui una volta è stata fatta la stessa domanda e ha risposto che anche un bypass non è la cosa più naturale del mondo, però lo si fa lo stesso pur di tirare avanti.
Per il discorso egoistico non sono d'accordo. Perché infine io non guardo uomo donna, uomo uomo o donna donna, penso che se puoi amare un bambino lì tutte le barriere si infrangono, è quello che conta. Poi chiaramente rispetto tutte le idee. Di innaturale comunque di cose ce ne sono milioni, solo alcune fan comodo e certe no. Spesso fanno questa domanda, ed è anche difficile rispondere perché una verità assoluta in effetti non c'è, ma mi pongo nel pensiero di non capire come una persona possa proibire, situazione permettendo, che tu non possa fare una cosa perché innaturale. Purtroppo quella è la battaglia che bisogna vincere nella mia visione.

Bella risposta, mi è piaciuta. Diciamo che è un dubbio che ho anch'io, non sono convinto sull'adozione. A volte sono pro, a volte no, non ho una visione precisa. Però ammetto che quando vedi dove c'è, funziona. Ed è bello vedere che anche la Chiesa non ha una posizione così chiusa. Pensa a Don Gallo, che diceva Uomo uomo o donna donna non importa, dove c'è amore il bambino cresce bene.
Esatto, poi comunque anche la Chiesa ultimamente si sta aprendo, anche col nuovo papa.

E non è una mossa per raccattare fedeli in fuga secondo te?
Beh no, penso questo gli porterà ben più problemi che altro. Comunque chi vivrà vedrà.

Concordo. Gay Pride invece? Ha senso? Non è controproducente secondo te? Molti dicono che è volgare, e in effetti è un po' volgare, perché ci sono persone mezze nude per le strade e... capisco lo facciano perché può essere anche un motivo di sfogo: Io non ho diritti e vaffanculo, voglio farti vedere che posso fare quello che voglio. Però non è controproducente mostrare questa faccia per ottenere dei diritti? Voglio dire, anche due etero nudi per strada sono volgari eh, non è prettamente qualcosa che dipende dall'orientamento sessuale.
Diciamo che il gay pride è diventata ormai una ricorrenza e penso sia un momento di aggregazione importante, che poi... dipende da come vedi le cose. Se le vedi come una festa, sì, vero, spesso è esagerata, o volgare, ma se guardi al di là secondo me è una ricorrenza per rimarcare di anno in anno che noi ci siamo, dato che i diritti non ce li abbiamo ancora. E' vero sì che può diventare un circo, però, seguendolo, tolta la semplice parata, paralleli ci sono incontri, interventi, discussioni ecc.
La parata è vero, forse è un po' esagerata, in effetti è un po' distante anche da me, però finché si rimane anche abbastanza... forse sì... no, vabè, tante volte è anche volgare! Ahh mi hai fatto una domanda terribile. Comunque dai, il principio dice tutto, e secondo me le parate servono per ricordare, e per aggregare più gente possibile. Perché poi ricordati che anche nella polemica se ne parla. Ammetto che si dice che va bene tutto purché se ne parli, ma siamo a un livello in cui o scuoti le coscienze in modo eclatante o veramente è un po' difficile smuovere molte persone. A volte le cose eclatanti ci vogliono. Se vedi in tv poi i gay sono rappresentati anche lì sempre come macchiette, voce stridula e colori, ma non siamo così, non tutti, c'è un mondo enorme di cui non si parla.

E perché in tv si mostra questo? Penso a Platinette, o Alfonso Signorini.
Io penso alle tv americane. Magari una volta era rappresentata così l'omosessualità. Ora però vedi che in ogni serie c'è spesso la storia gay di mezzo, e mostra proprio che sono persone normalissime. Qui invece no, mettono macchiette. Che poi aspetta, magari fraintendi, se loro sono così possono benissimo essere così, bisogna essere sempre se stessi, ma bisogna rappresentare tutto. Come per gli etero. Poi prendi le donne, c'è una certa rappresentazione che ne esclude molte altre, sono stereotipate come giovani, belle, sceme, ma si sa che non sono così.

E' più facile essere gay ed essere uomo o essere donna? Se c'è differenza.
Prendendo l'esperienza che ho, anche con MaiMa, in effetti sono mondi un po' diversi. Però cosa vuoi, forse l'esposizione mediatica è spesso stata accentuata verso il gay maschio. La lesbica è sempre stata un po' defilata, forse perché un po' meno eclatante, non saprei, questo dovresti dirmelo tu che sei etero.

Beh sì, le donne sono un po' più accettate, anzi, è anche eccitante per un etero vedere due lesbiche. Quindi non compare un problema.
Esatto, e questo non è uguale per gli uomini. Sono guardati male. L'uomo è sempre stato più esposto a livello mediatico, sia nel bene che nel male.

Per esempio?
Beh si vedono molti episodi di violenza anche, verso uomini, penso a questo ragazzo picchiato di recente a Torino su un autobus, mentre le donne sembrano più accettate, forse per merito loro anche. Hanno saputo farsi accettare meglio? Non saprei. Noi comunque lavoriamo tutti insieme, siamo uniti, non li vedo come mondi in contrapposizione. Siamo tutti persone. E anche lì, forse in tv, e scusa se ne parlo ancora, l'immagine è sempre verso il gay mentre la lesbica è un po' snobbata. E invece c'è un mondo ignorato. Che poi tra donna e donna si instaura una roba... bella.

Pensavo dicessi strana. Le donne sono così difficili da capire...
Ahah no no assolutamente, tra donne a volte il rapporto è ancora più intenso secondo me.

Ok ok.. allora... ecco, scordata la domanda. Sono terribile. Sto pensando alla pubblicità dei sofficini findus coi due fidanzati.
Forse l'ho scampata bella...

No no no no, eccola, mi è tornata. Le persone omofobe, secondo te, come dovrebbero essere trattate? Perché io credo che, ogni persona abbia determinate idee in base al contesto in cui cresce e le esperienze che fa. Magari uno molto omofobo è così perché in un contesto che lo ha portato a questo, come magari chi vota un certo orientamento politico è portato a seguirlo per condizionamenti vissuti in famiglia. E quindi come ci si deve relazionare con queste persone? Ah altra cosa, è vero secondo te che sono gay repressi?
No no no, sai, io penso abbiano un disagio. E' come il bullo, è lui che è a disagio e deve colpire una categoria a sua visione debole per sfogarsi. Poi anche nelle scuole ho notato che intanto si è omofobi in gruppo...

Infatti scusa, prima quando ti ho chiesto se avete avuto qualcuno che remava contro e hai detto di no ho pensato Beh chiaro, in un gruppo in cui tutti sono a favore non è che uno alza la manina è dice No io sono contro non mi piacete. Poi ovvio, ci vuole sempre educazione e mai violenza.
Però se tu lo pensi dovresti alzare la mano e dirlo. Certo hai ragione, è che il punto è proprio educare, spiegando cos'è la sessualità e l'omofobia, e si fa dalle nuove generazioni perché sono loro il futuro e sono più recettive di sicuro. Gli altri certo bisogna cambiarli ma è più difficile proprio per il discorso che facevi prima. Bisogna far passare per normale qualcosa che prima non è mai stata mostrata tale. Nelle scuole è stato bello perché erano in tanti ad ascoltarci, e solo il fatto di vedere che siamo gente normalissima, come anche la nostra Luisa Ferrandi, la fondatrice, che ha una figlia e un compagno e parla normalmente di queste cose... beh parte da lì.
Per questo ci siamo proposti di partire dalle scuole, senza passare per manifestazioni. Bisogna aiutarli perché l'omofobo è un disagiato, ma questo vale per ogni forma di discriminazione. E' chi discrimina che ha un problema, non è che uno che sta bene si alza la mattina e parte a dire a uno Sei un frocio. Certo va valutato un po' tutto. Non è la battutina che da fastidio, è una violenza reiterata verbale che poi anche quando scoppia in fisica è... terrificante.

E' vero che i gay sono permalosi? Nel senso, tra amici capita, scherzando, di dire Che gay che seiTu la prenderesti come offesa sentendo queste cose?
La domanda è: perché viene usata così? 

Credo sia qualcosa di abituale, avviene inconsciamente la presa in giro e l'associazione ad una categoria idealmente più bassa. Esempio dici a un maschio ''Ciao bella'', ma ciò non significa che ritieni le donne inferiori. 
Però ci sono persone che lo fanno pensando siano inferiori..

Certo, ma anche che lo fanno senza ritenerle tali.
E' vero però... diciamo che le battute ci stanno, non sono quello il problema, se c'è da ridere si ride, ma quando c'è la cattiveria sotto si sente. Fatto sta che a un incontro fatto c'ha parlato un consigliere che c'ha sconvolto. Diceva di provare a sostituire la parola omosessuale con due categorie che hanno avuto storie tragiche alle spalle. Tu diresti mai oggi due ebrei non possono sposarsi? O due neri non possono sposarsi? E' cambiata la situazione oggi, per fortuna, però vogliamo diventi un lontano ricordo anche la situazione del gay e della lesbica.

Andiamo verso la fine con le domande. Esistono gay razzisti? Dato che siete tanto immersi in una vita di discriminazione dovreste essere i primi a non discriminare, no?
Assolutamente vero. Però ci sono persone buone e stronze, indifferentemente dal gusto sessuale, quindi, c'è anche quello.

Sei di destra o di sinistra?
Eheh preferisco non rispondere. Però ovviamente ho una visione che per motivi storici è ovvio sia spostata a sinistra, ma tendo comunque a guardare le idee, indipendentemente da destra a sinistra.

Sei credente?
No, ateo. Ma non nel senso che chi crede è peggio o altro. Liberi tutti.

Stesso pensiero. Ultime domande.
E' vero che è difficile trovare qualcuno per una storia e si trova solo sesso?
No, anche la storia del gay legato solo al sesso è un cliché.

Mai preso la cotta per un etero?
Mmmm no.

Avete il gay radar quindi? Come fate insomma a capire?
Ahaha beh diciamo che quando vivi in una certa condizione li riconosci dai.

Quindi si può dire che esiste sto gay radar?
Si trova il modo, ahah mettiamola così.

Ultima domanda: cosa consiglieresti a un ragazzo gay in difficoltà? Come vivere la sua situazione, come affrontarla?
Allora, innanzitutto di vivere la vita come viene. Nel senso che anche a posteriori, quando ci ripensi, spesso dici che se ti fossi fatto qualche para in meno sarebbe andata meglio. Dunque intanto direi di stare tranquillo, e tenere presente che intanto non fa male a nessuno ad essere com'è, e che anche se sembra una frase fatta chi ti vuole veramente bene resta sempre. A chi non interessi prima non interesserai nemmeno dopo, indipendentemente da cosa fai nella camera da letto. E seconda cosa, visto che ora c'è anche la possibilità di avere un gruppo come questo del MaiMa, se si sente preso in giro o in difficoltà  a casa noi siamo lì sempre disponibili, anche se vuole contattarci anonimamente. L'importante comunque è la testa, sempre. Se capisci che devi essere felice tu senza pensare a cosa vogliono gli altri. Certo questa possibilità  di stare insieme secondo me tranquillizza, aiuta a star bene sapere che non si è soli. 

Perfetto. Finiamo con: sei felice?
Sì, tanto. Mi piace questa domanda.

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