22/04/15

La nobile arte del portapizze #3: pizzeria a d'omicidio.

I fatti di seguito narrati non sono frutto di immaginazione. Le persone, le loro parole, e i luoghi, in parte sì, per tutelarne la privacy. Se non ci credete comunque, vi capisco.

Stai per entrare. Leggi lassù, vicino all'insegna, la scritta pizzeria a domicilio. Sospiri. Entri.
''Cia
''Dai cazzo in fretta hai già settantordicimila consegne potresti arrivare cinque minuti prima la prossima volta porcoddue muoviti o ti do fuoco ai capelli!''
Resti lì con la mano alzata a salutare il muro. Il tuo datore di lavoro si è già rimesso a impastare con sottofondo musica latino americana. Prendi il portafogli, le chiavi della macchina e la sacca con le pizze. Varchi l'uscita e... piove. Ma non c'era il sole due secondi fa? Boh.

Hai due consegne da fare e sei già in ritardo. Parti con quella che conosci mentre guidando cerchi l'altra via col cellulare. Scopri che il cliente successivo abita nelle vicinanze. Che culo. Consegni le pizze, fai pagare, torni in macchina. Ti sei pure bagnato poco, la pioggia non sembra essere trop
Diluvio!
Ok, ma almeno sai dove andare. Trovi Via della Disperazione, è ad appena due minuti da lì. Il numero da raggiungere è il 45. Eccoti: i pari sono a sinistra, quindi i dispari li hai a destra. Procedi lentamente e una macchina, nel senso opposto, ti sfanala suonando il clacson. Merda, stai andando contro mano. Vorresti dirgli No guarda tutto a posto, sono un portapizze io ste cose le posso fare ma dato piove troppo non ti azzardi ad abbassare il finestrino. Ti giri come riesci e torni indietro. 

Dopo tragici momenti di dubbio capisci come prendere quella strada nel senso giusto. Percorri Via della Disperazione fino alla tua preda. Scendi in rapidità, ti lavi, prendi le pizze, e punti di corsa al campanello. Suoni. 
Suoni. 
Suoni... 
Niente. Apri il foglio con scritto l'indirizzo e il numero di telefono. La scritta è quasi sbiadita per la pioggia. Torni in auto. Leggi il foglietto al riparo. Componi il numero, confuso se quello sia un 4 o un 9. Tenti col primo. Chiami. 
''Salve sono il portapizze sono davanti casa sua.''
''No guardi, io non ho ordinato proprio nie'' 
Chiudi la chiamata. Era una siciliana e il numero era un 9. Ridigiti, premi il telefono verde, ripeti la cantilena. 
''Ahhh scusami, mi ero addormentato, non avevo sentito il campanello. Ti apro.''
Si era addormentato. Capito? Non dici nulla. Sei stufo persino di avercela col Signoreiddio.

Torni in pizzeria e fai una sequenza di altri 8 domicili. Tutto bene.
Ora stai puntando a Via del Ritardo Mentale numero 33. Giungi in tempo pur essendo in una zona nuova. La pioggia è clemente. Ti avvicini al campanello e il nome non c'è. Amen. E' scritto 33 e sei al 33. La signora che ne esce sta quasi per pagarti le pizze quando si ferma, colta da un dubbio, dicendo ''Strano però. Cioè, io te le pago e le mangio volentieri ma non ho ordinato pizze.''
''Scusi?''
''Sì, beh, forse è stato mio figlio. Giacomooooooo!'' urla l'ammasso di botulino. ''Hai ordinato te le pizze?'' 
Giacomo risponde di no, ma pure lui le mangia volentieri. 
''No signora.'' le dici, ''Forse c'è stato un errore. Io cerco il numero 33, famiglia Volpe.''
''Ah ecco, no. La famiglia Volpe è al numero 37. Prossima volta dai. Buon lavoro eh!'' ti saluta un po' delusa.
Corri fuori, arrivi alla 37. La giovane donzella, mora e prosperosa, ti accoglie scalza e in minigonna. 
''Scusi il ritardo. Ero andato dalla sua vicina. Lei mi ha dato il numero 33 però...''
''Lei chi?'' domanda, e non capisco se perché offesa. 
''Lei... nel senso tu.'' rispondi sorridendo.
''Ah ecco. Sì comunque. 33.'' risponde, bella come una dea. 
''Ma questo è il 37.'' le fai notare.
''Sì, ok dai, ma cosa vuoi che ne sappia del numero. Su per giù c'ero.'' risponde felice.
Nella tua testa detonano bestemmie. Poi dicono che le bionde... ''Sono 23 euro.''
''Ecco.'' dice porgendoti una banconota da 20. ''E tieni pure il resto.''
Speri di essere su Scherzi a parte, o quantomeno in una sua versione porno.
Dopo una trattazione con la sua psiche disturbata ti concede d'essersi confusa. Ti da i soldi mancanti con banconota da 5, ma è dubbiosa nel vederti restituire 2 euro. Realizzi che quando le hai dato del Lei pensava stessi parlando della vicina. Donna meravigliosa.

''Oh vecio dai. Ultima uscita!'' dice il boss delle pizze.
Sei all'abitazione del tizio con cane in Via del Porco Can. Speri stavolta sia legato. Ti sono simpatici i cani ma questo è un pelo esuberante e tu c'hai i coglioni girati. L'uomo ti apre il cancello. Via libera. Penetri nel giardinetto coi jeans ancora integri: nessun segno di salivazione canina e morsi. Ti apre la porta ed ecco l'amorevole ragade abbaiante. 
''Tranquillo è solo un cucciolo.''
''Ahahah'' sdrammatizzi osservando quei 70 chili di pelo, muscoli, bava e puzza che si pulisce dalla pioggia addosso a te. 
''E' un cane buonissimo. Però occhio che morde.'' dice il padrone aprendo il portafogli.
Occhio che morde. Occhio che morde. Cioè... questo ti ha appena detto Occhio che morde?!?! Ma cazzo. Portarlo dentro e levarmelo dai coglioni fa brutto? Occhio che morde. Ma vai in culo!

Torni in pizzeria. Scambi la scritta Pizzeria a domicilio con a d'omicidio. Meno male la serata è finita.
''Oh, ha richiamato la signora di Via del Ritardo Mentale 33. Vuole un'altra pizza.'' fa il boss.
Noti che la tipa ha di nuovo sbagliato civico. ''Vabè dai, magari la convinco a pagarmi con un pompino...'' dici tra te e te.
''Cosa?''
''Niente niente. Dicevo che dopo però voglio un panino.''