08/02/15

Fine dei giochi: il tè collettivo di Camilla è agghiacciante!

Vi dirò, ero partito con le migliori intenzioni, riponendo grande speranza in voi su quel giochino della scrittura collettiva. Che ne è venuto fuori però? Beh, un mezzo disastro. Sicuramente più di qualcuno, me compreso, s'è fatto due risate, che di assurdità ne sono saltate fuori e non poche. Però però però, amen, ormai i giochi sono chiusi e il risultato è...
Ma che minchia stanno scrivendo?!?!?!
Ecco, parliamo del risultato. Io avrei dovuto concludere il racconto collettivo inserendo un finale. Il problema è che mi risulta impossibile. Pare infatti una storia, per quanto traballante, arrivata a un punto morto, forse distante da un finale. Quindi che fare? Ve la incollo qui tutta di seguito così come si presenta grazie ai vostri contributi, dopodiché, nei prossimi giorni, pubblicherò un racconto partendo da questo vostro intricato incantevole incasinamento di pensieri incartati, ma scrivendolo a modo mio. Praticamente vi rubo le idee, e vedo se ne esce qualcosa di... leggibile?

Prima di mostrarvi l'agghiacciante creatura che avete partorito comunque, ci tengo a ringraziarvi per la partecipazione, l'entusiasmo, e la passione (per lo splatter, il porno, il nonsense ecc ecc) che avete messo. E ora via!...

''Papàààààà. Paaaapiiiii. Vieniiii?''
''Aspetta due minuti amore, finisco un attimo qui.'' risponde dalla cucina.
''Ma il tè si raffredda! Papiiiiiii, papiiiiii...''
Sua madre entra in camera. ''E allora? Hai finito di fare casino? Papà sta cercando di sistemare il frigo e io devo finire i miei disegni. Viene a giocare dopo!''
''Ma il tè si raffredda.'' sbuffa Camilla alzando la teiera giocattolo.
''Ho detto dopo. E ora gioca un po' in silenzio!''
''Ma uffaaaa!'' grida la bambina sbattendo ripetutamente la teiera per terra. ''E' tre ore che aspetto uffaaaaa!''
Sua madre non ne può più, le da uno schiaffo, poi cerca di levarle la teiera dalle mani. 
''No, no è mia è mia, mamma no.'' piagnucola Camilla tenendola stretta.
''Mollala! Guarda che ti tolgo la televisione sai? Mollalaaa!''
E' una guerra tra madre stressata e figlia incavolata, due gocce d'acqua tanto nell'aspetto quanto nell'atteggiamento. 
''Che cavolo combinate?'' domanda il povero Cristo dalla cucina, costretto ogni giorno ai battibecchi tra le due.
''Basta!'' urla infine Camilla, mollando la teiera e arrendendosi a sua madre. ''Ti odio, vorrei che sparissi!'' 
Qualche minuto dopo Enrico raggiunge la sua piccola in camera, che versa in tutta tranquillità del tè caldo nelle tazzine di plastica. 
''Tieni papi, questo è il tuo tè. E' bollente, appena fatto.'' dice tutta felice porgendogliene una.
''Oh grazie tesoro. Hai fatto pace con la mamma, sì? A proposito, dov'è andata?''
La bambina finisce di versare, appoggia con cura la teiera sul tavolino, ed esclama in un sorriso grande grande: ''Non lo so, adesso però beviamo questo buonissimo tè, dai.'' In realtà Camilla, sa molto bene dov'è la sua acidissima mamma...chiusa, imbavagliata e legata, con i fiocchi rosa delle sue treccine, nel grande armadio del corridoio...
Enrico, vedendo che sua moglie non è presente in casa, ne approfitta per abusare di sua figlia. La colpa è tutta di Camilla che ha fatto sparire sua madre con un desiderio.
"Papà basta ti pregooo"
"Smettila di urlare o ti sentiranno i vicini!!".
Qualcuno bussa alla porta, rumore di cintura che si richiude. "Arrivo subito! Camilla questa volta l'hai fatta grossa!"
"Avanti Sig. Ronaldo come sta?" 
"Bene lei? Ero preoccupato perché ho sentito Camilla urlare...tutto apposto? " 
"Sisi non si preoccupi"...
"Ok "
E fu quello il momento in cui Ronaldo, impugnata la sua Glock 45 con silenziatore sparó alla testa del padre, per poi scostare il corpo di Enrico e iniziare a salire le scale per raggiungere Camilla. Raggiunse la piccola e liberò la madre, ma Enrico nel frattempo si era trasformato in uno zombi causa dei batteri contenuti nel proiettile; infatti Ronaldo lavorava per un'industria farmaceutica.
Carlos sta aspettando il suo collega in auto. ''Finché Ronaldo vede che sta succedendo... io mi faccio una bel cannone!'' Sballato come pochi Carlos si rende conto di aver rovesciato l'ampolla contenente il virus che trasforma in zombi e comincia la mutazione. Aveva in fatti il pericoloso intruglio sintetico e da li a poco sarebbe uscito per espandere il morbo mordendo chiunque avesse a tiro. 
Nel frattempo Enrico viene raggiunto da Ronaldo, Camilla e sua madre. Le due donne gridano, Ronaldo si chiede che cazzo stia succedendo, spostandole dietro di se per proteggerle. La piccola grida più forte, allunga una mano e... lo zombie esplode.
Ronaldo corre fuori di casa, confuso, e nel vedere anche Carlos mutato decide subito di farlo saltare in aria con tutta la macchina.
Nel frattempo, il liquido inizia a colare nelle fogne. Da lì finisce al depuratore, dove si moltiplica indisturbato prima di finire a sgorgare da tutti i rubinetti di Milano.
Tutto questo mentre l'esposizione universale registra il record di visite del giorno.
Sarà la fine per tutta Milano... Milano è persa.... Milano.... Ma... ma.... che mi frega io sto a Roma. Mi sveglio con uno strano sorriso sulle labbra, guardo il vecchio cellulare che mi fa da sveglia ed orologio notturno, le 02:17, ho ancora tempo per dormire, poso il cellulare, chiudo gli occhi, sto per rilassarmi e ....
 Federica abbraccia sua figlia Camilla e la conduce verso la macchina. "Andiamocene, andiamo a prenderci un tè caldo". Arrivate alla casa dei nonni, sul lago di Como,Federica accende la stufa, tira fuori il servizio preferito di sua madre e prepara il tè " E' da tanto che volevo parlarti Camilla, su vieni, ti faccio vedere una cosa". Le porge una scatola di cartone e.... suona la sveglia.
Sono le 8 e 30, viola apre gli occhhi e si stiracchia.
Ripensa al sogno.
"Oh Amò non sai che ho sognato stanotte, stranissimo!"
"No dirlo a me, ho sognato Milano invasa da un virus Zombie"!, risponde Pietro 
"Oddio ma è la stessa cosa che ho sognato anche io!"
"Ma davvero!?"
"Si il virus Zombie a Milano! Poi c'era l'Expo in pericolo, Expò in pericolo, una bambina seviziata e due coglioni che prima spargevano il virus e poi si ammazzavano tra di loro!"
"Identico al mio!"
"Questa cosa mi fa davvero paura lo sai?"
Rimasero sul letto a fissarsi, increduli che entrambi avessero fatto lo stesso sogno... ad un tratto dalla finestra, affacciata sul Colosseo, entrò un fascio di luce che gli avvolse, un secondo dopo... tè, tè dappertutto, tè luminoso e brillante che sgorga dalla finestra. Niente più vista del Colosseo, solo tè, e pareti che si tingono di rosa, plastificandosi.
''Amò? Che cazzo succede oddio oddio Pietro oddio brucia!!!'' esclama Viola intrappolata di colpo in quel mondo roseo e tèinoso.
''Tieniti...'' risponde Pietro cercando di afferrarle la mano, sballottato qua e là nella claustrofobica stanza curva.
''Tieni papi, questo è il tuo tè. E' bollente, appena fatto.'' dice una voce alta e potente, di bambina, proveniente da fuori.
''Oh grazie tesoro. Hai fatto pace con la mamma, sì? A proposito, dov'è andata?'' rimbomba in risposta una voce di uomo.
La camera da letto si capovolge, marito e moglie, immersi nel tè, si avvicinano a una via d'uscita, per poi venir catapultati nuovamente all'indietro prima di raggiungerla.
''Non lo so, adesso però beviamo questo buonissimo tè, dai.'' tuona da fuori, di nuovo, la voce di bambina.
''Amò?!'' ansima Viola. ''Ma a me me pare de stà dentro na teiera giocattolo sai?''
''Porca la puttana stronza... ma che cazzo è? Te faccio leva co' le mani, sali e guarda fori.''
Viola sale sulle spalle del marito. ''Pietro! Stamo dentro la teiera sì! La teiera della bambina scema der sogno! E mò questo pervertito der padre se sta a sbottonà!''
I due guardano sbigottiti quell'uomo armeggiare con la lampo dei pantaloni.
"Fa qualcosa Pietro!" sussurra a bassa voce la donna per paura di essere sentita da quell'orco là fuori.
"E che posso fà?! Non lo vedi che stiamo dentro ad una cazzo di teiera?!".
"Non vorrai davvero stare con le mani in mano mentre quello schifo si approfitta di una bambina?!".
Pietro si guarda intorno. Ma intorno non c'è niente, se non tè. E nemmeno troppo freddo.
"Cazzo amò, c'hai ragione! Dobbiamo fermarlo!".
Viola se ne sta in silenzio, mentre il suo uomo prende a calci le pareti di quella prigione inusuale. Continua a guardare quell'uomo e quella piccolina spaurita.
Ed ecco che l'uomo si gira proprio verso di loro, verso la teiera, con gli occhi pieni di rabbia. 
Lo sente imprecare. Ed eccolo che si avvicina, prende la teiera in mano e... ci ficca dentro il pene eretto e pronto a esplodere. Eiacula nella teiera!
''Che schifò amò!'' urla Viola al marito. Sono ricoperti di tè e sperma.
Qualcuno suona il campanello.
''Stai qui in silenzio Camilla!'' dice Enrico scendendo le scale per vedere chi è, con la teiera incastrata al pene aspettando passi l'erezione.