12/12/14

Bruxelles 3/3 |The master of puppets.

Mi sveglio più o meno presto, la Vale dorme e che faccio, la sveglio? Mi giro dall'altro lato e bonanotte. Ci si alza quindi abbastanza tardi e verso le 11 siamo in centro da Starbucks a far colazione. Non c'ero mai stato ma ehiii miei cari turisti della democrazia, c'è una prima volta per tutto no? Caffé natalizio e muffin coi mirtilli grandi come nocciole che esplodono in bocca. Buongiorno!
Decisi a visitare il famoso giardino botanico di Bruxelles sbagliamo in pieno destinazione e ci imbattiamo nel botanique park, cioè un parchetto normalissimo ma comunque molto carino. Siamo dei geni eh!



E poi, attirati dalla pubblicità, che sulle menti deboli fa sempre breccia, decidiamo di incamminarci verso l'aquarium, che si trova nelle vicinanze della Basilica del Sacro Cuore. Magnifica quest'ultima, col suo parco in cui la gente corre e cazzeggia, mentre è osceno il secondo.

Oscenità che però c'ha regalato una risata come potete vedere. Finita la visita infatti un omino ci chiede se possiamo fare una foto assieme alle carpe. Evvabbè, famo sta foto. 
Guardate le carpe. Ok. Ora avvicinatevi alle carpe. Ok. Adesso Is it possible to have a little kiss? E lì io penso Ma come? Un bacio alle carpe? E mentre la Vale ride, che c'è arrivata prima di me, spiega che non siamo una coppietta, ed esplodo a ridere pure io. L'omino ci rimane male ma sorride imbarazzato.

Cerchiamo allora di raggiungere il centro, fotografando qua e là quel che più ci colpisce, e infine giungiamo nella zona della ruota panoramica della sera prima, e si pranza con delle patatine superbe che furbamente inondo di salsa samurai, a quintalate proprio, che scelgo a caso, e che scopro essere piccantissima. Cagherò pallettoni di magma in seguito, ma questa è un'altra storia e qui non voglio trattare l'horror.




Raggiungiamo una vecchissima libreria di cui si era sentito parlare sull'internet, poi vaghiamo ancora fino alla visita del museo del cioccolato, che ci spiega, tra un assaggio e l'altro, l'origine di questo cibo divino e come vengono fatte le praline di Bruxelles. Che bontà!


Fuori dal museo siamo praticamente a Grand Place e affamati andiamo a cenare con, sorpresa sorpresa, waffle salati. Tanta roba ammighi miei, tanta roba! Dopodiché birra natalizia in un pub giusto di fronte al Manneken Pis, il bambino che piscia, e poi... niente, tornare in ostello non ha senso, e quindi giriamo a locali, tutto finché non ci imbattiamo in un posto in cui suonano live davvero molto imboscato. Ci facciamo due shottini (il mio si chiama Big Boobs mi pare) e mentre la gente suona scopro qualcuno nell'altra stanza che gioca a calcetto, o biliardino, o calcio balilla, o come cazz lo volete chiamare. Qui conosciamo il mio compagno di squadra, Nicolas, ovvero il master of puppets.


Nicolas ci racconta di essere francese e di abitare a Bruxelles da quasi 10 anni, ama il calcetto, tant'è che ci porta in un altro posto in cui si gioca gratis e ci fa scoprire una cricca di giocatori accaniti che Rules? Fuck off, this is a street fight! e ci spiega che come lavoro fa il marionettista in un teatro, e ci riesce pure a vivere di questo! Dice poi di amare e creare cortometraggi e quindi qui, se volete vederne uno e seguirlo, lo potete fare a questo link.


Torniamo distrutti in ostello non prima di un ultimo saluto al Delirium, in cui troviamo altre due francesine che non capisco nulla di quel che dicono e un altro tizio. Brindiamo insieme. Il mattino seguente doccia ghiacciata, almeno la mia, perché la simpatica Vale mi finisce l'acqua calda, e poi una visita al museo del fumetto, che non potevo non vedere. Tintin, Asterix e Obelix, i Puffi e Marsupilami non possono mancare, e museo a parte, in diversi angoli della città sui muri di certe abitazioni sono dipinti dei murales con scene fumettose davvero suggestive.



Siamo però quasi al termine di questo viaggio. Mangiamo l'ultimo panino lurido e presi i bagagli, sotto una pioggia stronza, arriviamo in stazione delle corriere per avviarci verso il luogo dell'orrore: l'aeroporto. Sarebbe così bello fare un volo, una volta nella vita, col bel tempo. Decolliamo e vorrei vedere la famosa bellezza delle lucine delle città di cui tutti parlano. Nulla, tutto nero. Mi ritiro nella mia asocialità da ansia e a 5 minuti dall'atterraggio vedo finalmente lo spettacolo di cui tutti parlano. Ok, ammetto che è bello. Atterriamo e il sorriso di Lorzone, l'amico che c'è venuto a pigliare, più la terraferma, mi fanno sentire quella sensazione di pace nel mondo tipica di ogni fine vacanza, che purtroppo riesco a sentire solo ora, ma insomma, meglio tardi che mai!
Bruxelles promossa allora! Sotto Natale poi, di sicuro! I cavoletti però non li ho mica trovati...
<--- Bruxelles 2/3 | Mangiamerda.
<--- Bruxelles 1/3 | Vai vai stupida capra!