15/12/14

Barbonismo a Thiene

E' passato un po' di tempo dall'ultima volta, e oggi finalmente torna un guest post sul mio blog. L'autore dell'articolo che segue, che vuole mantenersi anonimo (e così sia), ci parla allora di arte, artisti, lavoro, Thiene e barbonismo. Pronti? Comodi? Via!...

Che l'arte in Italia non venisse incentivata, pareva già un dato di fatto. Invece gli artisti hanno voluto rimarcare questa triste situazione dando vita ad un nuovo movimento artistico: il "Barbonismo".
A dare il via ufficiale al Barbonismo sono stati due gruppi di artisti di Roma che hanno esposto in tutta la città 80 manichini rappresentanti dei barboni, a sottolineare la "fine" che farà chi, al giorno d'oggi, vuol vivere di sola arte. E la filosofia del Barbonismo è proprio questa, malgrado alcune piccole sfaccettature tra le varie zone in cui esso viene applicato. Già in diverse città d'Italia, come accaduto a Padova, alcuni artisti "abbandonano" le loro opere alla mercé di chi le troverà; e non è vandalismo.
E Thiene non fa eccezione da quando un gruppo di artisti anonimi capeggiati da un (cosiddetto) "artista e poeta maledetto", il cui nome d'arte è Caramello Chambers, abbandonano letteralmente le loro opere, specialmente quadri di piccole e medie dimensioni, per tutta la città, davanti a case, lungo le strade e sulle panchine. Un fenomeno barbonista legalmente non riconosciuto ma certamente senza alcuno scopo di lucro, tanto che sul retro di alcuni dipinti sono state trovate delle scritte che affermano che tali opere sono veri e propri "regali" per chiunque abbia il coraggio di raccoglierli.

Gli artisti maledetti, in passato, erano inetti della società, disadattati e rifiutati da tutti, spesso alcolizzati e mentalmente disturbati. E questo "Barbonismo" è un chiaro riferimento alla "maledizione" di questi nuovi artisti che, come quelli passati, vivono allo stesso modo.
Forse una resa, più che una ribellione, al consumismo artistico dettato dalle gallerie d'arte che impone di applicare un prezzo a qualsiasi opera? Di sicuro, qualcosa di cui sentiremo ancora parlare, una vera rivoluzione nel mondo dell'arte.
Di seguito, il manifesto ufficiale del Barbonismo:

Il Barbonista, potrebbe:
- Rivendicare il rispetto che gli Artisti hanno sempre avuto, come accade ancora nei paesi civili;
- Rivendicare spazi espositivi degni e gratuiti per far conoscere a più persone le opere costate all'Artista Ingegno e Fatica;
- Criticare lo sperpero del denaro pubblico per il finanziamento di film prodotti da grandi case a fronte del nulla ricevuto da Associazioni Culturali ed entità che lavorano direttamente sul territorio (milioni di euro usati per produrre film che al botteghino triplicano l’investimento e non rendono nulla alle casse dello stato; film finanziati e mai distribuiti o addirittura mai terminati);
- Scandalizzarsi per il dazio che la SIAE esige dall’Artista solo per dare a questo la parvenza di tutela dei propri diritti;
- Rivendicare dalle istituzioni la possibilità di vivere della propria Arte, tramite sussidi, supporti o coinvolgimento in progetti istituzionali. L’Arte e la Cultura sono la base di una civiltà progredita;
- Criticare lo sperpero del denaro pubblico per la costruzione dell’ennesimo stabile stracostoso e inutile (il MAXI) dopo aver avuto la prova dell’inutilità di quello precedente (il MACRO). Un Artista romano come potrà mai avere la possibilità di esporre al MAXI se finisce per terra a chiedere l'elemosina?
- Chiedere alla “gente normale” perché mostre, proiezioni, spettacoli teatrali e concerti di artisti mai visti in TV, ma dalle indubbie capacità tecnico-creative, vadano deserti mentre un concerto di piazza dove non sapete nemmeno chi vi irradierà le sue idee sia seguito da centinaia di migliaia di persone anche in condizioni estreme. Nessuno ha bisogno di far parte di una massa per sentire accettate le proprie idee: in una massa si è solo un numero senza valore;
- Farsi beffe di tutti quegli “artisti” che accelerano il processo di inbarbonimento degli Artisti accettando compromessi, pagando per farsi produrre, editare, mostrare. E' a causa loro se chi ci sta riducendo barboni lo continuerà a fare. (Non si è artisti solo se si è trasandati, se si indossa una sciarpa o se ci si veste in modo eccentrico.)
- Infine, potrebbe rivendicare una maggiore dignità per l'essere umano, “parassitato” da multinazionali, politica, religione, mercato immobiliare, da un sistema economico generale che un po' alla volta lo sta riducendo sia materialmente che spiritualmente così, un Barbone.

Il barbonista, con questo pretesto, potrebbe fare tutto ciò. Ma non lo farà.
Perché, semplicemente, è inutile.
Questo, in tutti i sensi, è l'Anno Zero.