03/11/14

Quanto sei bella...

La mia testa a volte fa strane associazioni tra le cose. Talvolta non le capisco, e tento di darne un senso, di intuirne i perché.
Non so di preciso quando sia successo ma mi sono ritrovato diverse volte, negli ultimi anni, con un Sei bella tra le labbra, così di punto in bianco, incantandomi davanti a qualcuno o qualcosa. Un modo di vedere certe situazioni che ogni tanto le prende e le fa parlare. Ehi guardami, sono qui. Sono bella, non trovi? Riempiti gli occhi allora, ma fai in fretta; sono anche maledettamente fragile, sparisco in un attimo.

Qualche settimana fa, una domenica pomeriggio, stavo guidando per trovarmi a far due chiacchiere con degli amici. Mi chiama mia madre. Dice se posso andare a prendere mio fratello e portarlo a casa, che lei deve andare a salutare la nonnina, cioè la mia bisnonna, perché non sta bene e probabilmente lo potrà fare per l'ultima volta.
Sono un tipo fortunato devo dire. Uno con l'infanzia perfetta che ho avuto io sfido a trovarlo, davvero. Un misto tra famiglia, amici e circostanze che a confronto a chi mi stava attorno, tra i coetanei più vicini, botta de culo sarebbe una definizione riduttiva per descriverla. Io non me ne rendevo conto ma c'era chi affrontava litigi, spostamenti, separazioni e lutti, tutto mentre la delusione più grossa per me era la puntata di Dragonball che non potevo vedere perché dovevo fare i compiti. Io certi problemi non li avevo, non li ho mai avuti. E' andata così.
Un giorno però ho più o meno capito, ho apprezzato la bellezza di certe cose che magari si danno per scontante, e quando me ne sono reso conto, ho visto cosa fosse il vuoto che esse si portano dietro quando spariscono.
Non so perché mi sia venuto in mente, ma mentre guidavo e pensavo alla nonnina nel letto d'ospedale mi è passata per la testa una scena che ho vissuto con due amiche. Quella sera eravamo tutti a cenare insieme, era verso la fine di quest'estate. Ricordo perfettamente la musica in sottofondo e loro due che smettono per un attimo di parlarmi e canticchiano questa canzone guardandosi, guardandomi, e ballando. Pochi secondi. Ho pensato Wow, ma quanto sono belle?

Quando il giorno dopo l'ultimo saluto mi è stato detto che lei se n'era andata, ci sono rimasto per qualche secondo. Poi basta. Ho il pilota automatico per le brutte notizie, come non fossi io a recepirle.
Cervello: Hai capito cos'è successo, sì?
Bacato: Certo!
E intanto in testa mi parte lo screensaver col tubo 3d che c'era nei windows di dieci anni fa, che copre tutto lo sfondo nero. Quando accade qualcosa di brutto quindi non lo sento, è come fosse distante, come non fosse successo davvero, quasi dovesse ancora accadere. Tutto finché non mi si sbatte in faccia davvero la realtà...

Lei è lì e io guardo da un'altra parte. Il prete parla, ogni tanto lo ascolto, per il resto penso a tutt'altro. Mi vengono in mente le due amiche, di nuovo. Quella scena singola, quell'attimo rapidissimo, qualcosa che ho visto solo io e che ricorderò solo io, chissà per quanto tempo.
Penso a quanto abbia vissuto la nonnina, a quanto raro sia per qualcuno di 23 anni avere ancora una bisnonna. Penso a quante persone e vite ed esperienze abbia fatto, al mondo che è cambiato con lei e che verso la fine magari faticava addirittura a farsi riconoscere. Penso a quanto sia diventata diversa lei invece, dentro e fuori, a come la vecchiaia pian piano consumi le persone, facendole tornare fragili un po' come quando si era bambini, privandole di una certa bellezza, quella che si riesce a trasmettere soltanto nel pieno della giovinezza, e che poi si rimpiange per tutto il resto del tempo. Penso infine a Giovanni, il mio bisnonno, che mi ha conosciuto nei miei primi mesi, ma di cui non ricordo nulla.
Lo immagino lì, 70 anni fa, che guarda la nonnina, quella che ho visto io in una foto da giovane. Immagino sia fermo, imbambolato per un attimo, così senza che lei lo sappia, dicendo tra sé una frase che ormai si è dimenticata nei ricordi, un pensiero che dilatandosi nel tempo, in tante piccole onde, è poi diventato mia nonna, e poi mia mamma, e poi me.
Un pensiero che era: Diavolo... quanto sei bella....

23 commenti:

  1. Ho gli occhi lucidi.

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  2. Non è facile apprezzare le piccole cose purtroppo. Stiamo diventando inaccontentabili e bramosi di novità.
    Dolce questo post. :')

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    1. Già. A volte pare siano tutti molto insensibili e disincantati da tutto, e non capisco se sia perché lo sono davvero o se fingano per rendersi forti. Un discorso che vale in più ambiti comunque.

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  3. che bello questo post, sai? :D Molto molto bello.
    Non dovremmo mai avere paura di mostrarci fragili. Fa parte della natura umana, del nostro essere :)

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  4. I ricordi che custodisco solo io sono i miei ricordi più preziosi, velocissimi, come se fossero schizzati via senza neanche arrivare per davvero. Li tengo stretti, perchè tra tutte le cose che possono sbiadire ed essere strappate via dalla vita, i ricordi così intimi,che seppure mutano e cambiano colore nella mia mente, sono i ricordi che tendono di più a resistere nel tempo, e forse, chissà, rimarranno per sempre.

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  5. Finisco di leggere il post e mi rendo conto che le scritte galleggiano e che una strana nebbia è entrata in cameria mia. Mi son commosso. Sì, perché sento moltissimo queste tue parole e questi tuoi pensieri. Io non ho avuto un'infianzia idilliaca, anzi, spesso vorrei proprio dimenticarla, mentre spesso mi ci aggrappo... comunque i miei bisnonni non li ricordo, sono morti quando io ero piccolissimo.

    Adoro i miei nonni, sono una parte di me, una storia che è ancora presente. Mi trovo oggi a ricambiare mia nonna quando era lei le mia braccia, le mie gambe e le mie parole... ora devo essere io tutto questo per lei. E' strano il tempo, perché le cose spesso non cambiano, ma si rovesciano. Non fa nulla, faccio di cuore ogni cosa... solo una cosa mia nonna non vedeva nei miei occhi, cosa che io ora vedo nei suoi: la sofferenza.

    La vita è un po' così, certi eventi si rovesciano e ad un certo punto, s'incontrano.

    Ricordo sempre le parole di mia nonna quando stava bene: "quello che tu sei io sono stata, quello che io sono, tu sarai".

    Ispy 2.0

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    1. Bellissime parole. In effetti è una cosa strana il tempo... un po' lo odio, è spaventoso.

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  6. ti sembra di fare un reset...ma poi tornano, magari in un giorno qualunque, mentre farai altre cose e sari intento da questa cosa, in un età improbabile e...basterà un odore, una canzone o solo un un gesto di un' altra persona e..tutto torna, come un fermo immagine. Ti auguro che siano tutte le belle cose della tua infanzia, perchè cmq ricordare è bello.
    :)

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    1. Odori e canzoni soprattutto, puoi dirlo forte. Mi capita spessissimo di ricordare certe cose solo perché una di queste due mi capita a tiro per caso.

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  7. parole meravigliose.... mi hai fatto tornare in mente i giorni in cui se n'è andata mia nonna, sono persone che rimarranno sempre nei nostri cuori, le loro parole e soprattutto i loro occhi.
    un abbraccio grande

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  8. nella tristezza e malinconia di questo post, mi ritrovo nelle tue parole.
    e mi fa sorridere il fatto di non essere la sola che, quando ci sono brutte notizie, azzera tutto e non sente nulla quasi come se non stesse succedendo davvero oppure lo archiviasse dopo due secondi.
    un abbraccione.

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  9. Questo post è di una dolcezza incredibile.
    E mi hai fatto venire in mente la mia, di nonna. La nonna che adoravo e che la sera andavo a prendere in giro davanti al suo letto perché era buffa quando cercava di parlare senza denti.
    Lei e mio nonno battibeccavano continuamente, lo "insultava" ogni giorno. Poi lui se n'è andato e lei dopo 7 mesi lo ha raggiunto perché senza di lui non riusciva a stare.
    Ti abbraccio.

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  10. Ho riletto questo post con l'attenzione che merita un argomento come questo, e posso dirti che anch'io sono un pò come te.
    Quando è morta mia nonna, la mattina che l'ho saputo, lì per lì l'ho presa come una notizia si brutta, ma solo come una notizia. Una delle tante che, a volte, ti danno un non buon giorno. Ricordo di aver telefonato ad Emme alle 5.30 di mattina dicendogli "Oh, devo andare all'ospedale perchè nonna è morta", con la voce un pò incrinata ma senza piangere.
    Ho capito cos'era davvero successo in chiesa. Due giorni dopo. Ho fissato quel pezzo di legno e mi sono detta "cazzo, se n'è andata davvero. E' successo."
    Io ho pensato tanto, durante la mia vita, a quel giorno lì. Però lo vedevo sempre lontano anni luce. Mi ci sono trovata catapultata due giorni dopo che lei se n'era andata. A scoppio ritardato. E ho pianto Davide, ho pianto tantissimo. Ho pianto fino a farmi venire il mal di gola. E piango adesso mentre te lo scrivo, perchè perdere una parte della nostra vita come sono i nonni o i bisnonni, fa un male del cazzo.
    E i giorni dopo si, sono andati meglio. Ma la mancanza inizio a sentirla proprio ora, due anni dopo. Due anni senza vederla, senza sentirla al telefono, senza i suoi abbracci.
    Mi piace pensare che sia lì, quelle rare volte che metto piede in casa sua perchè qualcuno è interessato a vederla per poi magari comprarla. C'è sempre la sua poltrona. E quando sono da sola, nel silenzio di una casa vuota, la guardo e ripenso a lei lì e sorrido.
    E sorridi anche tu, perchè sono sicura che c'è un posto in cui nonni e bisnonni si ritrovano tutti e se la spassano un mondo.
    Ora vado a soffiarmi il naso perchè ho pianto come una matta. Perdona lo sfogo.
    Tanti baci.

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    1. In effetti ho alcuni ricordi anche esilaranti con lei... e sorrido di gusto a pensarci.
      Un bacio.

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  11. Per quel che possono valere delle parole virtuali, ti faccio le condoglianze per la tua bisnonna.
    Quando morì mia madre ero un pezzo di ghiaccio.
    Dicevo a me stesso che dovevo piangere, che dovevo sfogarmi, ma non ci riuscivo.
    Vedevo le persone davanti a me impazzire, piangere, soffrire ed io non ci riuscivo e stavo male per quella sorta di torpore che mi sentivo addosso.
    Ho veramente realizzato ed elaborato il lutto in chiesa durante il funerale, solo lì ho veramente realizzato quel che era successo, lasciandomi andare ad un pianto che per quanto mi facesse male era anche liberatorio.
    Ognuno di noi vive la morte ed elabora il lutto in modo diverso, ci sono pochi cazzi.
    Tieniti stretti i ricordi e grazie per aver condiviso con noi un post intimo e personale come questo, forza e coraggio. :-)

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  12. ma quanto sei profondo?
    altroché cervello bacato ;)

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    1. Lo siamo tutti credo, forse a volte mi viene bene buttar giu le parole in un certo modo. ;)

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  13. E' sempre un vero piacere leggerti. :)

    Emozione!

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  14. Hai scritto, senza rendertene conto, una lettere d'addio e d'amore, bellissima.

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  15. Solo per dirti: molto bello.
    A mie spese ho capito che con il tempo non passa ma ci si convive meglio.
    grazie D .............Cervello Bacato, anche i miei ricordi appena "sottopelle" sono riaffiorati per merito di quanto hai scritto in emozioni belle o brutte, buone o cattive, tristi o divertenti ma sempre emozioni che ti fanno rivivere e rileggere con una luce diversa ciò che è stato.
    :-)
    Grazie

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