10/09/14

Colpa delle stelle se tutti piangevano.

Hazel e Augustus sono due teenager che convivono col cancro. Durante un incontro col gruppo di supporto per ragazzi che come loro ne hanno a che fare, i due si ''scontrano'' e iniziano a conoscersi. Nasce un'amicizia, non nell'intenzione di lui dato che si ritrova perso di lei in due nanosecondi, amicizia che via via diventerà ovviamente qualcosa di più, immergendo lo spettatore in un teen drama un po' commedia un po' roba romantica da ragazzine che riesce nonostante questo a farsi guardare con piacere.

Il tema della malattia non è mai semplice da raccontare, e a mischiarlo con una storia d'amore si corre sempre il rischio di trasformare tutto in un mattone sdolcinato e banale che finisce facile facile col farsi detestare. Colpa delle stelle invece funziona bene, piace e intrattiene, e ti porta in questa piccola e sfortunata avventura che non ti fa storcere il naso soprattutto grazie alla semplicità con cui è raccontata e mostrata.
La protagonista è una Shailene Woodley davvero in parte, stupenda, dolcissima, tristissima, con cui si fatica a non entrare in sintonia, mentre Ansel Elgort dall'altro lato interpreta un Augustus eccentrico, sopra le righe, sicuro di sé e di quel che vuole (ri)prendersi dalla vita. Due opposti che trovano un punto in comune e si piacciono, mettendo in tavola discorsi a primo impatto un po' troppo pompati per dei ragazzini, ma pensandoci bene nemmeno tanto, dato che convivono con la morte e l'incubo dell'oblio. Ragazzini fuori, forse, ma fino a un certo punto.

Si intuisce chiaramente il brutto che la malattia porta nella vita di queste persone, ed è qui che sta il gioco che verso la fine del film fa piangere quasi tutta la sala. Non viene infatti messo troppo in evidenza il dolore fisico che devono sopportare, quanto piuttosto quello psicologico, che contrasta benissimo il meraviglioso sentimento dell'amore, una gigantesca ancora di salvezza che mai la protagonista nella situazione in cui è si aspetterebbe di poter vivere. Splendida in questo senso la scena del primo bacio tra i due, in cui si combattono da un lato l'orrore che certe vite sono costrette ad affrontare, e dall'altro la bellezza che l'umanità è in grado di creare e saper cogliere.
Molto importante anche la grande domanda che viene posta per tutto il tempo: che succede agli altri personaggi quando il protagonista se ne va?
A proposito di cose che non vanno: quel personaggio lì...

E' con questo dubbio che si sviluppa tutta la seconda parte del film, parlando dei concetti di tempo limitato e del paradosso degli infiniti, di dimenticare e di memoria, di morte e vita. Ed è proprio negli ultimi minuti che chi ha una certa sensibilità al tema, o si ritrova o si è ritrovato a vivere situazioni simili, si scioglie in un mare di lacrime. Non il nostro caso invero, che a sentire settemila fazzolettini e nasi colanti effettivamente ti si toglie un po' di tensione di dosso, però poi a rifletterci dall'altro lato, dove il mondo non è una finzione, non è niente facile da mandar giù come rospo.

Non pensate comunque sia il film della vita. Non è un miracolo, non è di certo un must, non è destinato a diventare qualcosa di universalmente acclamato. Ha pure i suoi difetti infine, ma trascurabili. Perché Colpa delle stelle ti tiene lì a guardare, ti fa pensare e provare quantomeno un po' di empatia verso certe cose, anche se hai un cuore (apparentemente) di ghiaccio. Ed è giusto così, che se si è fortunati nella vita bisogna saperlo apprezzare, perché c'è chi invece sembra davvero avere tutte le stelle contro.