25/08/14

Quando muore Peter Pan.

''Nel preciso istante in cui dubitate di poter volare, perdete per sempre la facoltà di farlo. La ragione per cui gli uccelli volano e noi no, risiede nella loro fede incrollabile, perché avere fede vuol dire avere le ali.'' [Peter Pan nei giardini di Kensington, J.M. Barrie]

Quando è morto Robin Williams ho pensato ''Cazzo, è morto Peter Pan, non è possibile!'', e ci sono rimasto da merda. Fa strano perché infondo non è che eravamo amici io e lui, insomma, non sapeva nemmeno della mia esistenza, così come pure della tua che stai leggendo, però succede sempre così, ti pare di conoscerlo da una vita il personaggio famoso, il cantante, lo sportivo, l'attore. Quando ho letto di lui ho pensato allora a Peter Pan, perché è stato Peter in Hook- Capitan Uncino, un film che amo così come amo il personaggio di Barrie, quel bimbo sperduto che è fuggito dalla finestra perché aveva paura di crescere e diventare grande, di invecchiare e sparire, soprattutto, di essere dimenticato, perché così fece sua madre.

Succede che quando un personaggio di questo tipo se ne va i social si riempono di citazioni, di video, di frasi e immagini che in un modo o nell'altro ci ricordano chi è stato, e tanto più le bacheche sono intasate tanto più la celebrità era apprezzata. Resta comunque sempre valido il fatto che la morte pulisce e nobilita chiunque, e pure le peggio merde talvolta si beccano il ''era tanto un bravo ragazzo, povera anima''. Ma non è questo il caso.

Il caso stavolta ha voluto che fosse un grande ad andarsene, uno ammirato da tutti, uno considerato un cuore grande, un attore grande e una persona ancor più grande. Uno che forse, mia idea, viene un attimo confuso (da noi massa di spettatori) coi personaggi da lui interpretati, ma che ovviamente non è nessuno di quei personaggi. Ha senso allora dire ''Robin, eri un grande in Patch Adams, grazie!'' se quel medico non era veramente lui ma è stato invece un'adattatore a scriverlo e poi a farglielo interpretare? Ha senso dire ''Capitano mio capitano'' se quel professore, con quelle idee, con quelle trovate geniali non era lui per davvero?
Forse sì, ha senso, ha un suo perché tutto questo. E' vero che lui non era quei personaggi, ma li ha impersonati, ed è entrato in loro, è diventato loro per un po' di tempo, cogliendone la psiche, gli ideali, lo spirito, e trasmettendo tutto a noi attraverso una telecamera puntata addosso, perché è questo che fanno i bravi attori. Rendono veri i loro personaggi e creano e condividono qualcosa con noi che osserviamo, emozionandoci.

Ma perché proprio Peter Pan? 
Perché Robin è morto, a quanto vomitano giornali e siti d'informazione, suicida e malato di Parkinson, alcolizzato, drogato o Dio solo sa come. Perché non è morto di vecchiaia dandoci l'opportunità di dire ''Vabè, prima o poi doveva succedere.'' ma se n'è andato via senza avvisarci, prima del tempo, e perché per uno come lui in questi casi è bene sparare tutte le puttanate possibili e immaginabili per aumentare ascolti tv, visite ai siti, vendite di carta stampata. 
Ho sentito spesso un miscuglio di frasi riassumibile in ''Ma cazzo, vedi? Aveva tutto e si è ammazzato. Ma come si fa? Noi qui a spaccarci il culo per due soldi di merda e lui che fa la bella vita, non è contento e beve si droga si uccide. Sti famosi lo fanno tutti!''. Un pensiero questo, che a me lascia un po' così... come dire, stupito. Che cazzo vuol dire che aveva tutto? Avere è sinonimo di star bene, di essere soddisfatti e in pace con se stessi?

Peter Pan è il simbolo della spensieratezza e della voglia di avventura e di ricerca continua, ma soprattutto della fanciullezza interiore, fortemente contrapposta all'oblio della vecchiaia e della morte. Il Peter di Robin Williams era già un uomo bello cresciuto, che aveva trovato l'amore capendo cos'era un bacio vero, che aveva perso l'innocenza e si era scontrato con la merda della realtà, perché aveva scelto di abbandonare il riparo sicuro dell'Isola che non c'è; e l'Isola che non c'è, fin che ci sei dentro, fa dimenticare ogni cosa, fa dimenticare i problemi, le responsabilità e persino di crescere, fa scordare gli affetti e le persone che ami. 
Quando ho letto di lui ho pensato che forse, quel Peter Pan allegro e spensierato di cui ci dava immagine, aveva perso la sua Isola che non c'è, era stato derubato della semplicità e della serenità, e così ha smesso di esistere, scordandosi come volare via e rimanendo intrappolato in qualcosa di brutto da cui non è riuscito a liberarsi. Ho anche pensato che possedere tutto non somiglia molto a essere felici, ma piuttosto si avvicina paurosamente a non avere niente