08/07/14

L'estinzione dei dinosauri, la verità.

Ci sono davvero molte teorie su come abbiano finito di vivere questi enormi rettili puzzolenti. Chi parla di gigantesco sassone focoso schiantatosi sulla Terra accoppando tutti, chi sostiene l'avvento di un'era glaciale (guardatevi Era Glaciale 1,2,3 e 4, acculturatevi) che li ha colti di sorpresa in quanto non abituati a procurarsi vestiario invernale e/o bere brodino caldo, chi invece teorizza malattie strane, microbi, germi imbruttiti e altri orrori vari, praticamente un'influenza stronza tipo l'aviaria o la suina, con la differenza che polli e suini però non c'erano. Chissà che nomi bizzarri, nel caso, gli erano stati appioppati.
Comunque sia, la vera estinzione, quella che io conosco per certo, è avvenuta all'incirca così. Dico all'incirca perché sono passati anni e la memoria dopo tanto tempo si annebbia, chiaro.

Il tirannosauro era morto con la mascella superiore completamente staccata, al triceratopo invece mancavano le corna e anche la coda, e non ce l'ha fatta. Lo pterodattilo dal canto suo aveva perduto le ali e non poteva più volare, e notate che per lui le ali erano come per gli altri le zampe, mica piacevole in fin dei conti rimanere solo con quelle posteriori. Il velociraptor invece era rimasto senza piedi così come il brachiosauro si ritrovava col lungo collo spezzato, a penzoloni, e tutti i dinosauri più piccoli, infine, avevano perso loro stessi chissà dove. Non vi dico nemmeno gli spuntoni dello stegosauro dov'erano finiti...
La verità, come dimostrerebbe la brutalità di tali informazioni, è che nessuno dei tre casi precedentemente discussi dalla scienza sono esatti, perché mancano di quell'ovvia componente quale è la brutalità che invece ha palesemente caratterizzato l'estinzione di massa. La risposta, a ben vedere, è una e una sola: un predatore nuovo! 

Dall'alto del mio ormai polveroso diploma scientifico andrò perciò ad analizzare le caratteristiche di questo rappresentante di una nuova e temibile specie, in grado di azzoppare con siffatta audacia e violenza quelle mastodontiche creature quali erano i dinosauri. 
Partendo dal carattere e dall'istinto, esso era violento, scaltro, talvolta menefreghista, nel senso che non si curava di finir lui stesso preda o vittima delle possibili reazioni delle altre bestie preistoriche, poiché l'unico pericolo reale era caratterizzato dai suoi simili, punto. Parecchio più grande dei dinosauri più massicci, il nostro predatore era munito di artigli e zanne non troppo affilate, ma di una muscolatura tanto ben sviluppata da poter amputare facilmente arti e teste persino dei più resistenti T-rex. Infine, espelleva grandi quantità di bava appiccicosa accompagnate da ruggiti di approvazione nel momento in cui faceva vittima uno dei poveri (e ormai prossimi all'estinzione) amici dinosauri.
Ma chi diavolo era mai questo potentissimo predatore? Questa calamità naturale talmente rompicoglioni da ammazzare la totalità della popolazione preistorica che noi tutti, grandi e piccini, abbiamo imparato ad amare dopo aver visto Jurassik Park?...
Semplice, era mio fratello, e tutti i miei splendidi dinosauri giocattolo li ha stesi all'età di quattro o cinque anni aprendoli come si aprono le angurie in una calda e torrida estate bisognosa di un po' di frescura. E ora, dato che mi torna la nostalgia per quelle splendide creature da me tenute con la massima cura fino al suo nefasto arrivo, vado a mangiarmi un'anguria, che m'è venuta voglia... 

Mi mancano i miei dinosauri.