03/06/14

Romanzaa... (giorno 3 e 4)

Seconda e (già?) ultima parte della mini vacanza romana. Se vi siete persi i primi due giorni (ci sta Ana Ivanovic la bonazza, io uno sguardo ce lo darei) li trovate QUI. Viaaa...

Giorno 3: Incontri un po' così un po' colà
E il terzo giorno i nostri prodi resuscitano, più rincoglioniti, ustionati e maldischienati che mai! La sveglia suona presto ma non troppo, che c'era bisogno di risposarsi un attimo di più, e noi non si fa colazione nel college ma si va fuori che c'è appuntamento con una mia carissssima cugina, in cui le ''s'' di carissssima stanno a simboleggiare i minuti di conoscenza che io e lei abbiamo vissuto in passato. Praticamente siamo quasi sconosciuti, esatto. Abitando lei a Roma però, ci si è messi d'accordo per trovarci e girare un po' durante la mattina. E quindi SBAM...

Acquedotti romani, che lei ci abita a un tiro di schioppo e ci porta a visitarli in una soleggiata e spensierata passeggiata nel verde. Il posto è davvero bello, un angolo verde in periferia di Roma che non mi aspettavo, e lei, la cugina, è simpatica forte, ride, scherza e ha una parlantina piacevolissima.


Io, F e lei ce la raccontiamo mentre ci spiega dell'acquedotto, del parco, della sua vita, e si incanta nel ''giardino delle ninfee''...

Driblando una scolaresca de romani de Roma intenti a perdersi in una caccia al tesoro e destando la cugina dall'ipnotica e quantomai bucolica visione che la soggiogava, si arriva al primo momento ''ammazza che figata!'' della giornata, e quindi è selfie time per forza di cose, che noi siamo comunque gente moderna e massificata.



Dopo una lunga serie d'iconici sorrisi plastici ci si addentra nel verde prolungando la passeggiata. Si tentano foto artistiche...

Giunta la tarda mattinata è l'ora di pappare. Salutiamo la cugina dopo aver comprato svariati chili di albicocche (non scherzo) come spuntino mattutino e arancini, e riprendiamo la metro verso il Colosseo, che siamo in capitale e ancora non l'abbiamo visto. Segue secondo momento ''Ammazza che figata!'' della giornata. E' grande...

... grandissimo, e conquistati da contanta magnificenza non ci resta che fare un selfie, è naturale, è dovuto, è per fare la solita parte dei fichi e tutta quell'altra roba che v'ho scritto uguale uguale prima.

Che poi il Colosseo non è male nemmeno visto da fuori, anzi! C'è qualcosa, in questa vista, di davvero magnetico, di attraente all'inverosimile, ma non saprei proprio spiegarvi cosa possa essere...

... o forse sì?

Mandrillonate a parte ci fermiamo un attimo in un baretto che c'è fame e io sono assediato dal mal di testa e devo cercare una farmacia. Non la trovo, la testa mi sta esplodendo, la vista di cotanta biondezza forse ha avuto effetti imprevisti, ma chi può dirlo.
Ci avviamo comunque verso Piazza San Pietro che la giornata di incontri strani non è ancora finita, e una volta lì giunti arriva il terzo momento ''Ammazza che figata!'' perché qui pare che tutto sia grande grandissimo. Certo detto da uno che abita a Malo, cioè, te credo!

Nell'attesa dei nostri amici veneti che abbiamo scoperto essere pure loro a Roma, tento una serie di foto artistiche che hanno il loro culmine con questa che vedete sopra. Ora mi sento fico... ma nemmeno il tempo di pensarlo che arriva un vigile a dirmi ''Aò ma che cazzo fai e scenni da llì ch'è sei scemo mò t'arresto a fiodena!'' o qualcosa di comunque molto simile.
Arrivano poi gli amici. La carissima I tenta di imitarmi...

Ma io sono inimitabile, di me ce n'è solo uno! (''e per fortuna!'' urla in coro tutta la piazza).


Sorridenti e felici poi, nella nostra mente rimbomba solo una simpatica parola, che tra l'altro ci diverte (inspiegabilmente) parecchio: scale.

E quindi iniziamo le scale per la Cupola di San Pietro, col sorriso che ben presto abbandona la bocca degli stolti e degli Storti e degli amici di Storti (apprezzate il gioco di parole).

Sudati come le merde arriviamo in cima e la vista e la brezza ci rinfrescano.

Visita spirituale e spiritosa alla basilica e poi tutti fuori, che magari visitiamo pure i Musei Vaticani e sì, ecco, magari, troppo tardi stronzetti. Erano le 16 e qualcosina e non si poteva più entrare. E quindi? Niente, giro verso Castel Sant'Angelo e una serie di fotoniche ispirate alle mitiche pose di Le bizzarre avventure di Jojo. Sono bizzarre in effetti, vero?



Dopo aver deficientato assieme è il momento dei saluti, che le nostre strade devono dividersi. Addio bionda, ci rivedremo, questa è una minaccia promessa!
Soli e abbandonati e io e F ci merendiamo con una bottiglia di succo d'uva.

Poi si fa una passeggiata, lunga, improvvisata, in cerca di un posto in cui cibarci prima dell'ultimo incontro della serata, quello coi blogger de Roma!
Mangiamo una pizza senza infamia e senza lode, prendiamo la metro e infine arriviamo in questo locale medievale situato comodamente a seimilamiliardi di chilometri da dove ci troviamo noi. Almeno credo, perché non abbiamo ancora ben capito dove diamine è situata la nostra dimora. Comunque, locale medievale, chiacchiere, bloggers e torre di Merlino...

Ammirate dunque il caro Lorenzo Ladogana intento a possedere tale torre, lasciatevi poi ammaliare da me medesimo, F, e l'incantevole Miss Hyde e il suo barbutello Dottor Jekyll in questa amabile selfie feudale.

Siamo o non siamo stupendi?
Si passa una serata in chiacchiere, risate, confronti e tipiche sparlate bloggeresche e cinematografésche, dopodiché io e F veniamo a conoscenza del fatto che le metro a mezzanotte chiudono...
Corriamo, merda se corriamo, per le stradine de Roma in cerca della fermata da cui siamo usciti. La vediamo in lontananza, abbiamo percorso tanto asfalto in davvero poco tempo, e alle 23.55 ci avvinghiamo ai cancelli delle Tube piangendo lacrime di sangue, birra e vino consci del fatto che ora che è troppo tardi sarà un casino capire come giungere a casetta nostra.
La soluzione è: Bus notturni. Ahahahahahaha... Due ore e mezza dopo ce la facciamo... DUE ORE E MEZZA DOPO! Nell'ultimo tratto di strada comunque, con le vesciche che ballavano la Lambada nelle scarpe, abbiamo incontrato dei tedeschi che facevano longboard per le stradine del Gianicolo. Boh!

Giorno 4: peripezie al cacao meravigliao
Sveglia in tutta calma e dopo una colazione bella potente coi nostri amici ospitanti dedichiamo la prima parte della mattinata a un giretto per il Gianicolo, la zona collinare dove la notte riposiamo le nostre chiappone stanche.



Dopo esserci beati di tal (un pochino uggioso) panorama tentiamo di andare a Trastevere, zona che dopo 3 giorni di giri ancora non abbiamo ben inquadrato pur avendo avuto tutte le indicazioni possibili e immaginabili. Ci arriviamo verso l'ora di pranzo...


Segue attacco di spiritualità da parte di F e fotonica alle stradine trasteverine.

Uno sguardo all'internet poi, e si trova un posto dove si mangia mica male, e di cui vi porto solo la foto dell'antipasto, perché io seguendo il galateo mi sono ricordato di ''Fotografa il tuo cibo prima di mangiarlo'' ma al primo scatto F m'ha guardato male (ma la finisci di far foto?) mettendomi al quanto in soggezione e quindi tutto il resto non ce l'ho da mostrare.

Dopo aver magnato come belve, stanchi, guardiamo alla tv del bar un pezzettino di tennis, e poi di nuovo in piedi, a camminare, a cercare un dono d'addio per quegli amici di famiglia che sono stati così gentili da lasciarci con un sentimento debitore piuttostamente prepotente.
La parola magica è: cioccolata! E gli smartphone ci dicono che c'è un'antica cioccolateria un po' in periferia di Roma in cui vendono roba fantastica. Ci proviamo. In metro becchiamo un artista di strada padovano, un nostro vicino, che nostalgico del suo accento si ferma a far due chiacchiere. Un'ora dopo troviamo la cioccolateria... chiusa. Internet. Un'altra ora dopo, forse di più, forse di meno, ormai il tempo è un concetto tutto per conto suo, troviamo la famigerata cioccolateria.

Stanchi come pochi usiamo il potere cioccolatoso del cacao meravigliao per riprenderci. Nel mentre che mangiamo emettendo molto spesso ''Mmmmmhhh'' di godimento e apprezzamento per quelle leccornie esagerate, altri personaggi ai tavolini ci guardano di nascosto. Noi non lo sappiamo, ma quella è la giornata mondiale (mi pare) contro l'omofobia, e sembriamo davvero tanto tanto ghei. Il giorno giusto per fare ''mmmmh'' insomma.
E' comunque ormai abbastanza tardi e una volta preso il pensiero che andavamo cercando ci avviamo verso casa per la cena finale.
Ci presentano le figlie, si mangia, si beve, si scherza, ci si fanno le fotine ricordo e ci congediamo per l'ultima volta, che io e F si torna in Vicenza.

Andiamo verso Termini e giriamo nei dintorni. E' l'ultima occasione per fare un paio di foto megaggiganti come Dio comanda, anche se vengono sfuocate abbastanza.


In questi scatti comunque tento di insegnarvi come guardare a destra e a sinistra non prima di attraversare la strada, che quello san farlo tutti, ma proprio mentre ci siete in mezzo. Utile!
Terminiamo il nostro viaggio alle 23, prendendo il treno del ritorno, salutando Roma con la manina, e provando a dormire durante la notte... provando... che col culo nostro finiamo in una cabina con gente che urla pure alle 2 di notte, ma tant'è.. 

Ultime parole?
E' stato bello Roma. Grazie. Anche a te Roger... pure se hai perso. Quindi grazie al cazzo.