23/05/14

Romanzaa... (giorno 1 e 2)

Calda, piovosa, splendida, tennistica, confusionaria e dispensatrice di vesciche ai piedi. Che altro potrei dirvi di Roma? Lo so che magari non vi frega niente della mia mini vacanza ma io ve la racconto lo stesso (veloce, rapida e indolore) così, per sport! Dato che non sono più anonimo però vi beccate un bottanaio di foto, almeno vi passa in fretta e dovete leggere meno.

Giorno 1: turisti della democrazia
Toglietegli tutto ma non il fazzoletto.
Sveglia alle 4, si arriva in stazione a Vicenza con F, si piglia il treno per Padova e da lì si arriva nella capitale alle 9: ad accoglierci un cielo grigio piombo... evvai! La missione numero 1 è fare colazione e tentare di arrivare al Foro Italico e prendere i bliglietti per vedere Federer il giorno successivo, vero (e quasi unico) motivo per cui sono qui in Roma. Segue quindi colazione potente e si arriva, non senza qualche difficoltà, al Foro. Incrocio le dita, sento il tizio davanti a me che chiede se ci sono posti per il campo centrale, e l'altro gli dice che no. Inizio a piangere, mi strappo i capelli, arrivo semi calvo dall'omina dei biglietti e invece sì, c'è ancora posto, che culo, domani vedo Federer, lo vedo, lo ggiuro, oddio domani muoro.
Felice come una Pasqua mi incammino con F verso una metro per iniziare il nostro tour della città. Lui ha il raffreddore, forse è allergico alla calca esagerata che abbiamo notato esserci su qualsiasi mezzo pubblico.

Ci facciamo un po' di piazze, da quella del Popolo a quella di Spagna (con la fontana in ristrutturazione, mai una gioia), passando per Quirinale, Montecitorio e palazzo Chigi. Oh, n'avessimo beccato uno di politico? Ch'è lavoravano tutti forse? Mah! In compenso c'erano dei ragazzetti giacca e cravatta, forse pure più giovani di noi, che si facevano i selfie tutti tirati bene. 
''Non ti senti un po' un pezzente te?'' ci dico a F, guardando la mia maglia di City Hunter molto elegante e il suo naso colante.
''Eh...'' sospira lui, soffiandosi via il muco.

Giriamo per le stradine della città, smette di piovere, spunta il sole, incrociamo i sosia di Grillo e Casaleggio. Un tizio vestito da morte mi indica, io rido, mi faccio la foto con lui (ingenuo sempliciotto) e poi quello giustamente mi chiede n'euro. Non glielo do.
''Mai prendere in giro la morte'' dice F.

Dopo due passi siamo alla Fontana di Trevi... ci cascano le mascelle. Dire bellissima è poco. Gettiamo le monetine, esprimo un desiderio che è da tenere a mente: fammi incontrare una bella bionda qui a Roma, ti prego Fontana maggica!

Vaghiamo in cerca di cibo già un po' stanchini, gli stomaci urlano. Io mando in culo la mia dieta senza carne ingozzandomi da Subway (che si faceva gli schizzinosi coi prezzi e siam capitati per forza di cose lì). Usciamo seguendo i culetti di alcune tipe (ok, io li seguo, lui segue me, che c'ha la morosa e certe cose un le po' vedè) e giungiamo all'immenso, assurdamente figo, mastodontico Vittoriano... Porca Miseria! Decido di onorarlo facendo la cacca nei suoi bagni, piuttosto puliti invero.

Usciamo da piazza Venezia e passiamo verso il teatro di Marcello, camminiamo, camminiamo e camminiamo, giungendo poi in piazza Navona...

... fermandoci poi a fare merenda con una caraffa di birra gigante perché in realtà c'è necessità d'energia sia per noi sia per i nostri cellulari, che senza di quelli ci saremmo persi settecentordici volte in più, privi di mappe com'eravamo. Ah, nel mezzo si è finiti in una manifestazione piena di manifestanti (ma dai?) e celerini. Vabè, F condivide con voi un cincin assieme a presidenti ammeregani e Papi vari in questo bar gestito da serbi. Boh!

Essendo ospiti da amici di famiglia, che c'hanno cordialmente invitato a cenare con loro per le sette e mezza di sera (e noi li a chiederci chi siano mai sti romani che cenano a orari quasi nemmeno veneti) decidiamo furbamente che c'è ancora tempo per il Pantheon prima di cercare il modo di avvicinarci al Gianicolo, dove soggiorneremo. 

Che sia io troppo impedito o lui affetto da gigantismo come tutti i suoi parenti monumenti non c'è dato saperlo: la foto viene nammerda.
Ci incamminiamo verso boh, per cercare di prendere l'introvabile bus 75, e finiamo per girare come trottole nelle vicinanze di Trastevere, o almeno credo. Non si capisce na mazza. L'ospitante mi chiama per sincerarsi della nostro stato psico geo fisico, e non so bene cosa risponderle. Infine ci troverà lei verso le sette e mezza, nelle vicinanze di Piazza San Pietro, apparentemente vivi.
Direttori di un college in cui regazzi e regazze stranieri in erasmus vengono in Roma a studià, i due amici di famiglia ci sorprendono dandoci una delle stanze, coccolandoci col cibo dei cuochi veramente ottimo, e accogliendoci come fossimo in un hotel con numero davveramente considerevole di stelline. Stupiti, esausti e felici, ci addormentiamo dopo aver mangiato come porci.

Giorno 2: vedi Federer e poi muore.
Ci si sveglia alle 8, si fa una colazione mostruosa sempre offerta dai nostri gentilissimi amici che ci chiedono quando mangeremo ancora con loro, che ci presentano le figlie. Ci si prepara pure dei panini proprio leggeri leggeri, e poi via, che s'ha da vedere il nobile giuoco del tennis!
Muniti di cartine e mappe usciamo dal college e prendiamo la via verso destra. Potevamo chiedere, giusto per sicurezza, da che parte andare per andare dove avevamo bisogno d'andare, e loro c'avrebbero risposto ''A sinistra dovete andare, cari ragazzuoli.'', ma noi niente, ci siamo dimenticati del dettaglio e siamo andati intuitivamente a destra, mettendoci diversi minuti preziosi prima di capire dove diavolo fossimo. F molto tranquillo, io molto l'opposto, che dovevo vedere Federer cazzo Federer!!!
Giungiamo al Foro Italico verso le 10. Hype a mille!

Il master 1000 di Roma si tiene in un posto molto verde, pieno di campi, e con tre stadi cazzuti. Entriamo nel Pietrangeli e ci guardiamo la prima partita. Camila Giorgi, l'italianissima biondissima gnocchissima, ci fa impazzire. Ve la mostro? No, voi vi beccate le nostre brutte facce in primo piano ;)

Finito con la Giorgi andiamo al Centrale a vedere Murray giocare contro il suo avversario e contro trombe d'aria improvvise. Stessa sorte capiterà a Federer, il mio Federer, il solo e unico Rogeeeer Federerrrr, che pure lui quindi se la vedrà con Chardy e col vento. Questo comunque sono io che urlo come una regazzina in calore nel momento in cui lo presentano.
video

C'è un entusiasmo incredibile, tutto lo stadio è per Ruggero, l'eccitazione è a mille. Il sole splende nel cielo, noi ci ustioniamo sprovvisti di crema solare, confidando nella protezione del nostro sangue al 50% terronico, che sfortunatamente non basta, costringendoci a mettere la giacchetta per non cuocere nonostante i settantordici gradi. Sudiamo come kebabbari a ferragosto.
Goccioliamo, soffriamo, io incoraggio Roger ''Vai Roger!!!'', ''Dai Roger!'', Rooogeeeer!'' a più riprese... lui perde. Si, avete capito bene... lui perde... muore contro un mr. Nessuno. Io vengo a vederlo, io che sono il suo fan numero 1, e lui si permette di perdere. Vabé lo perdono lo stesso, l'amore vince tutto.
Vago comunque per i campi inconsolabile. Non mi sono nemmeno fatto un selfie col Re del tennis. Avevo detto mi sarei pure buttato dalle tribune per compiere l'impresa, ma non avevo calcolato il mio posto fosse a sedicimila metri d'altezza rispetto a lui. Ci stava pure farsi pestare dai bodyguard, ma la gravità in questo caso la vinceva subito. Nonostante tutto guardo Stephanek allenarsi così come Simon, guardo Gulbis stendere Robin, guardo Nadal (che armadio è!?) allenarsi con zio Toni, e poi trovo lei... La stellina Ana Ivanovic, che io ce l'avevo come sfondo del pc, e che ora è lì a urlare a un metro da me combattendo contro Alizè Cornet. Mi innamoro, sono cotto, mioddio!!! Di fianco si gioca il doppio Fognini- Bolelli contro ma chissenefrega, Ana Ivanovic si prende tutta la mia attenzione.

Finisce la giornata tennistica e noi si torna verso il centro. Do l'ennesimo colpo di grazia alla dieta anti carne con un panino porchetta melanzane fatto da un vero romano de Roma. Pure io con la ''grazia'' non c'ho molto a che fare.

Per restare in tema romano de Roma arriviamo al più classico dei monumenti in questione, il Colosseo, pure questo molto più grande di quanto pensassi. Lo vediamo solo da fuori per il momento, illuminato nella notte. Gironzoliamo stanchi ma felici, giungiamo a Termini e riusciamo a capire, non senza parecchie difficoltà, come tornare a casa. Ci arriviamo, doccia, e per questi due giorni, bonanotte.

Nel prossimo episodio...
Cugine, acquedotti, Cervello conquistatore di bionde, veneti in Lazio, scalini, blogger de Roma, longboard alle 2 di notte, Trastevere, artisti di strada, cioccolata e ghei ingenui. State tonnati!