25/04/14

L'ultima (scarna) settimana al contrario.

Torni su e scrivi il post. Scrivi che loro due, gli amici, se ne stanno tornando a casa dopo averti portato una gallina di cioccolata perché erano andati a fare colazione senza di te perché te dormivi. E allora racconti, scrivi (terza ripetizione) degli ultimi giorni, ma facendolo al contrario.
La mattina ti sei svegliato appunto col messaggio dei due che ti fanno ''Siamo sotto casa tua apri merda o non sei più nostro amico'', il buongiorno proprio... la sera prima ti sei spento nel letto dopo aver fatto un giretto per una delle tre cittadine del Pisciatoio di Dio, notando con gioia che la primavera contrasta abbastanza bene l'impellenza urinaria di Colui che in questo pisciatoio è solito farla (tradotto per chi non capisce: sta piovendo meno del solito). Nel giretto per la città sei stato in questo posto che è tipo un chiosco in cima a una collinetta, uno di quei posti che appena due anni fa non se lo cagava quasi nessuno e che ieri sera, colpo di sceMa, era più pieno della mia panza a Pasquetta dopo che ho fatto la maialata che non dovevo fare (che poi vi racconterò).
''Ahhh i bei tempi in cui non c'era questa calca...'' sospira sconsolato l'amico aspettando la spinatura di una delle peggiori birre mai bevute nei secoli dei secoli amen.
''Ma vaaa chette frega, guarda quante femmine che ci sono!'' gli risponde un altro.
''Sì vabbè ma...'' 
e nulla, parte il classico discorso sulle bionde, sia birre sia donne.

Il tempo non era il massimo, ma la vista...
Quel giorno, prima di salire in questo postino, postino nel senso di posto, non di uomo che consegna la posta (battuta triste n.1), ero lì lì che giravo per un altro dei tre paesini del Pisciatoio a consegnar pizze, come la sera prima, e come la sera precedente ancora. La sera del lunedì invece, quella di Pasquetta per intenderci (che non so se necessiti della maiuscola ma famo finta di nulla) eravamo un attimo perduti in macchina cercando di orientarci per le stradine attorno al lago di GardaLand. 
Avevamo infatti deciso di passare il dì a casa di amici di amici, che non possedevano una casetta qualunque con vista sul lago, ma una vera e propria villetta cazzuta con tanto di giardino comprendente di uliveto e altre creature vegetali di varia sorte. Dato che ho nominato i vegetali dunque, è l'ora di fare la nostra piccola digressione sul racconto...

Piccola digressione sul racconto:
Praticamente ho deciso di mangiare molta ma molta meno carne. No, non lo faccio per uno strano spirito animalista o simili, quanto piuttosto per una motivazione salutare. Mi sono abbastanza convinto sul fatto che troppa carne non faccia poi sto gran bene. Partendo da questo, mi son detto ''Proviamo per un po' a toglierla completamente questa carne, e vediamo se davvero si vedono i grandiosi risultati che i vegetariani/vegani vanno tanto blaterando!''.

Tornando alla mia super interessante storia (battuta triste n.2), eravamo rimasti a me a Pasquetta (che ancora non so se vada con la maiuscola o meno, e potrei pure guardarlo su internet, lo so, che di certo ci metterei di meno che a scrivere sta parentesi lunga un chilometro, solo non ho voglia). Dicevo dunque, che eravamo in questa villettina, e noi... s'è fatta la carne ai ferri, e io... l'ho magnata in culo all'astinenza, ingurgitando tutto come un porco, sentendomi poi un po' come Joffrey Lannister/Baratheon al suo banchetto di nozze (occhiolino). Dopo più di una settimana di zero carne e dopo aver resistito a una precedente grigliata che vedeva un me tristissimo nutrirsi di insalata di riso alle verdurine, mentre gli amici si sbafano quelle costine belle come il sole e la padrona di casa bionda (sapete quanto adori le bionde) mi tentava coi piaceri della suddetta carne (battuta triste n.3), ho ceduto.
Ok, sono inciampato l'ho ammesso, ma ci riproviamo, giuri.
Belli come il sole!

Concludo con un ultimo salto temporale però di nuovo in avanti, mandando all'aria l'idea di fare sta cosa carina del racconto di peni miei all'inverso. Si torna perciò a... giovedì, al giorno in cui s'era nel posto pieno di gente, di birra e di donne. 
Agganciandomi alla parola ''donne'' citiamo allora la donna blogger, o meglio ''Fashion Blogger'', la carissima bellissima simpaticissima Giusy, che in vacanza in quel di Vicenza ha colto l'occasione per venir importunata da me medesimo e fare una colazione vicentina con spritz e kebab al gatto. Tra chiacchiere, risate e foto sfocate, è stato davvero un piacevolissimo incontro. Che belli che siete voi bloggersss... mi piacerebbe vedervi presto tutti, e vi parlerò presto della cosa che s'ha da fare a Roma, vedrete, ma per ora ve la butto lì così!

Ecco, ho finito col frullato di cazzi miei al (quasi) contrario di cui assolutamente non sentivate il bisogno. Buon fine settimana ;)