22/04/14

Le potenzialità nascoste dell'insulto.

La prima cosa che mi viene in mente sentendola sono io che guido di sera. Siamo a marzo 2010 e lo speaker alla radio dice che questa canzone è stata creata per raccogliere fondi per aiutare le vittime del terremoto ad Haiti, scatenatosi a gennaio sempre dello stesso anno. Cantano Jay-Z, Bono, The Edge, Rihanna... la trovo meravigliosa, forse anche aiutato dalle immagini orrende di quel disastro naturale che mi passano per la testa, rimbalzate da tutti i tg in tv. La aggiungo al lettore mp3, la riascolterò nei mesi successivi per diverso tempo.
Dato che siamo ad aprile coomunque, e questo è il MusicalMente di aprile appunto, torna utile questa stessa canzone, Standed (Haiti mon amour) perché mi ricorda anche dell'altro...

Scendo dal bus affollato, siamo in gita, è primavera. Io sono in quarta superiore (la mia seconda quarta, che ho voluto approfondirla bene) e siamo in visita al Mart di Rovereto. Sto proprio bene, vado d'accordo coi compagni, è un gran bel periodo per me, sono tutti abbastanza simpatici, si scherza, io ho la strana abitudine di insultarli scherzosamente. Non sono il solo, spesso ci prendiamo tutti a parole, così per ridere, tanto che un giorno c'è scappata pure la giornata ufficiale dell'insulto. Una cosa tipo ''Buongiorno pezzo di merda! Come stai oggi?'', e l'altro rispondeva ''Proprio da Dio, schifosa faccia di culo!''.
Divertente eh? 
Ma proprio una cosa guarda...
Riprendendo il discorso, sto scendendo dal bus per prendere lo zaino nel bagagliaio. Davanti a me la mia amica E. intenta a cercare la sua borsa.
''Oh, dai muovi quel culone lardoso e prendimi lo zaino, dai dai dai forza!!!'' la incito io.
E. si gira verso di me e... realizzo di essermi sbagliato, quella che ho insultato è un'altra persona, una ragazza, dell'altra classe, e mi sta guardando malissimo.
''Oddio scusa ti ho scambiato per un'altra, scusa scusa scusa.'' le faccio io imbarazzatissimo, la vera E. alla mia sinistra che si sta già allontanando con la sua cazzo di borsa già presa.
La ragazza a cui ho ingiustamente dato della culona lardosa si allontana (forse) sorridendo, io prendo il mio zaino. Una volta raggiunta l'amica E., dopo un preambolo d'insulti, le racconto della figura di merda che m'ha fatto fare mentre ci avviamo verso il museo. Se la ridono tutti, dicono che sono un idiota, e in effetti lo sono abbastanza. Pure la tizia che ho insultato se la ride con le amiche e mi piglia in giro, o almeno è quel che penso vedendola confabulare con le sue compagne indicandomi.

La colpevole siede con nonchalance sulle mie spalle...
La giornata poi trascorre che è una pacchia, mi impressiono perfino guardando i dipinti di Monet l'impressionista, cosa che mai mi sarei aspettato dato che l'unico effetto accertato fino a quel momento nei musei era una sottospecie di sonnolenza molesta. Vedi mai che studiare da qualche vantaggio?
Dopo il museo si va in un parco lì vicino a magnà, si passa il pomeriggio nel verde, ci si fa due chiacchiere, si fanno quattro foto sceme, un po' di musica, e sul tardi si torna verso la fermata dopo una visitina a Rovereto. Di nuovo in bus e via verso casa, cuffie nelle orecchie (Haiti mon amoouuur...) e qualche sbirciata alla tipa della figura di merda, che noti è pure carina forte, e che poi conoscerai meglio e... beh, niente, questa sarebbe un'altra storia, piuttosto lunga, bella e inaspettata. L'insulto, comunque sia, è un bel modo per approcciare, garantito!