27/01/14

Pain & Gain: chi crede nel fitness e nel trash anni '90.

Anni 90, colori sgargiantissimi, muscoli pompatissimi e cervelli pieni di cazzate e motivazioni assurde: mi chiamo Daniel Lugo e credo nel fitness. Benvenuti alla sagra della superficialità!
Pain &Gain, 2013, diretto da quel botti e botte di Michael Bay, è sorprendente, perché frizzante e ironico come mai ti aspetteresti. Praticamente il film è la parodia di se stesso, e sapere che la storia presentata viene da fatti realmente accaduti rende questo delirio di cagate assolutamente godibile. 
Siamo vincenti!

Abbiamo un protagonista ambizioso, il sopracitato Daniel Lugo, che è stufo di essere un uomo mediocre, stufo di vivere una vita che non è come quella dei film. Lui vuole essere un vincente, vuole arrivarci là in cima, e quindi, dopo un corso di auto motivazione tenuto da un cacasoldi che gli sventola in faccia la vera bellavita, Lugo si convince e parte a seguire il suo obiettivo, costi quel che costi. Assieme ai suoi due compagni, un The Rock più grosso che mai, ex cocainomane salvato da Cristo, e ad Adrian, tipetto dalla personalità più schiva ma determinato a prendersi un pezzo di torta perché infondo se lo merita, il nostro beniamino inizierà a progettare un perfetto rapimento con estorsione degno dei più idioti film cinematografici. Esatto, loro si ispirano ai film, e armati di pesi, bibitoni energetici e trovate ignorantissime riusciranno a combinare un bel casino. Infondo, si dicono, sono bellissimi, pompatissimi, perfetti, perché non meritano quindi di vivere nell'olimpo della società? Perché non hanno il denaro, ecco cosa.

Il trailer, confesso, mi aveva fatto pensare "Ma che è stammerda?", assieme pure al regista, che insomma, è tutto esplosioni e Transformers. Mi aspettavo quindi un film di pura azione, scemo, perfetto per chi si diverte con quattro botti e scazzottate e parolacce. E invece no! Salta fuori una tragicommedia assurda, mai noiosa, impossibile da credere. È la festa dell'idiozia e del self made man-ismo spicciolo e improvvisato.
Tutto muscoli e gran poco cervello.
Roba pazzesca pensando che, come dicevo, sono fatti veri.
Gli anni '90 arrivano qui in tutto il loro splendore trash e ti portano a confrontarti con un gruppo di squilibrati che "crede nel fitness", che si veste di culo in perfetta coerenza col crollo del buon gusto di quel decennio buio, e che aspira a cogliere il meglio. Una vita impossibile, un piano altrettanto impossibile, ideato con una superficialità e un'incompetenza tali da risultare difficili da credere anche per chi inizia a indagare su quel che succede. E se tutto parte sì con convinzione ma con un certo distacco mentale da ciò che si ha intenzione di fare, poi travolge spettatore e attore con la brutalità delle azioni compiute. I nostri personaggi iniziano ad accorgersi della violenza che commettono e se ne stupiscono, ne hanno quasi paura, non sono in uno dei loro film. 

I tre protagonisti funzionano, sia Daniel Lugo, determinato e ottuso tanto da pianificare le peggio cose senza rendersi conto di quanto sia marcio dentro, sia il più mingherlino Adrian, incastrato da un abuso di steroidi che gli ha procurato un fisichetto niente male assieme a un impotenza niente male, quest'ultima da rimediare a tutti i costi (coi soldi, of cuorse).
Cito per ultimo Dwayne Johnson, ovvero The Rock, ovvero Paul, perché da un tipo del genere mai ti aspetteresti qualcosa di buono che non sia scazzottate e mitragliate. Probabilmente è un personaggio che calza a pennello con la sua fisicità, e che la cosa sia una botta di culo o sia stata studiata apposta resta il fatto che il cocainomane religiosissimo e sensibile, e pure un po' sfasato di mente, è divertentissimo. The Rock, cazzo... impossibile da credere. Però qui è il migliore.

Pain & Gain è insomma un film buono, divertente, che stupisce tanto più sono basse le tue aspettative. E le vostre, di aspettative, io lo so che stanno sotto lo zerbino davanti la porta di uscita del cinema. Dai, provateci ;)