20/12/13

Le tesi dei 3 minuti

18.10
Divano, tablet, silenzio in casa. Lucine di albero e presepe schiarano il buio a intermittenza.
Presto mi alzerò, andrò in bagno, farò della cacca. Mi laverò, mi vestirò e per le 18.30 sarò nella carriola, tentando di metterla in moto in meno di un minuto. 
Alle 18.31 starò presumibilmente guidando per andare a lavorare.

Sto pensando a me che porto le pizze. Prima pioveva, spero abbia smesso. 

Sono passati tre minuti da quando ho iniziato a scrivere. In tre minuti ho scritto solo questo, il che mi fa dire che scrivere col tablet richiede più tempo e toglie la voglia. 
Le cose che impiegano tempo, annoiano. Fare sesso, farlo a lungo, non annoia. La mia tesi, dunque, è crollata. Riformulo: le cose che impiegano tempo, a parte il sesso, annoiano.

Sono passati altri tre minuti, e nello stesso tempo ho scritto meno di prima. Il tempo, passando a fare la stessa cosa, fa perdere energie e porta a rallentare l'attività, di conseguenza i risultati finali saranno meno soddisfacenti dei precedenti.

Sono ancora sul divano. Penso a me che sto scrivendo e che non so come continuare questo post. Quel che è certo è che presto smetterò di scrivere, in quanto devo azionare quel meccanismo di cacatura-pulitura-vestitura di cui sopra.

Sono le 18.19, altri tre minuti sono passati, la mia tesi della riduzione di risultato mediante calo dell'efficacia dell'attività durante un prefissato periodo di tempo, è esatta. Penso ancora però alla tesi sbagliata sul sesso.
Ne formulo un'altra, agganciandomi a quest'ultima: il sesso duraturo piace, ma con lo scorrere del tempo, durante l'amplesso, l'efficacia (maschile) cala... forse ho detto un'altra cazzata.

Sono le 18.21, altri tre minuti sono passati ma ho prodotto qualcosa in più. Crolla pure la tesi di cui tanto andavo blaterando.
Ora cerco un'immagine scema, la metto nel post, lo pubblico, e vado a cagare. Ciao.