19/11/13

Ender's Game: lammerda!

Da dove posso cominciare? Fa brutto se inizio dalla fine? Ma no dai, partiamo dalla fine, dal giudizio riassuntivo: Ender's Game fa schifo.
Ecco, l'ho detto, e non sapete quanto ciò mi renda triste. Ora, io non lo so se le recensioni positive comparse sul web siano scaturite dalla semplice visione del film e non anche da una precedente lettura del romanzo, ma comunque sia, pure così fosse, la domanda mi sorge spontanea: come diavolo avete fatto a farvi piacere quella... cosa?!?!

Parliamone. Vi prometto zero spoiler, promesso. Visto?
In soldoni, siamo in un futuro in cui l'umanità s'è pigliata una bella mazza nel culo da parte degli alieni, i Formic, perché chiamarli Scorpioni, come doveva essere, faceva cagare. Con un trucco di magica maggìa che neanche mio cuggino poteva fare però, il geniale Mazer Rackham è riuscito per il rotto della cuffia a evitare una bella disfatta, scacciando i Formic col Raid, salvando momentaneamente l'umanità e diventando così un eroe.
Tutto, dannatamente, finto, sbagliato, stonato...
Che fare perciò per prevenire una nuova situazione del cesso? Ci si addestra, ci si prepara, ci si dice alla Flotta Internazionale di mettere su una scuola di magia e stregoneria in cui i giovinotti più fottutamente intelligenti del globo si addestreranno per diventare dei comandanti in grado di sconfiggere in guerra i potentissimi Formic. Ender, piccolo stronzo che è stronzo in quanto piccolo e pure in quanto terzogenito (spiegazione nel film non pervenuta), sarà il predestinato a guidare la flotta più cazzuta mai vista, e quindi sotto con l'addestramento nello spazio, lurido pezzo di marrone!
Riuscirà il caro Ender, scelto a discapito del fratello Peter ( era troppo violento) e Valentine (era troppo non violenta), a completare l'addestramento e a divenire il genio tattico militare spacca cooli di formiche di cui il mondo a bisogno? Tra l'altro, tutta questa merda m'ha fatto venire il dubbio di aver usato la parola ''discapito'' nel modo sbagliato, ma tant'è, sarà la puzza che mi confonde le idee.

Il romanzo, cazzo, è uno di quelli che quando finisci sei triste perché è finito, e sei triste perché è bello. I sentimenti di Ender, le relazioni che si crea attorno, la fatica e le difficoltà che prova nel conquistare la fiducia e il rispetto dai compagni, e il tragico rapporto con fratelli, autorità e regole, sono tutti elementi molto ben sviluppati nel libro. Anzi, sono il cuore del libro. Nel film, ma pensate un po', non ce n'è traccia.
Mi piace definire film come questo, da critico distocazzo quale sono, ''film sbrodolati'', nel senso che non solo durante l'adattamento tagliano tutto il tagliabile possibile e immaginabile, ma riescono pure a collegare quei restanti pezzetti di cose interessanti con interminabili sequenze di nulla.

La prima parte del film infatti, scorre via abbastanza veloce per chi ha letto il romanzo, ma proprio perché non c'è dentro nulla. Per chi invece si guarda il film da verginello (ahaha) il tutto è inaspettatamente noioso e lento. Ender non fatica, Ender prova i sentimenti forti e sconvolgenti che pure il libro propone senza mostrare credibilità, perché immersi appunto in un contesto pieno di nulla. Ender, infine, pare il Padre Eterno che impara tutto senza fare un cazzo. Sul serio, quanto può essere ridicolo il suo addestramento sul grande schermo? Quanto invece appaiono esagerati i suoi progressi, che sembrano sbucati dal nulla cosmico?!
La seconda parte del film è un po' meglio. Certo, Locke e Demostene neanche a cagarli, cazzo li mettiamo a fare, mica vogliamo appesantire il film con qualcosa di interessante, vi pare? Però dai, le simulazioni di guerra sono molto più belle di quanto avessi immaginato leggendo. E meno male, aggiungo, data la mmerda delle battaglie in sala delle battaglie! Fortunatamente il colpo di scena finale, che ormai m'ero rassegnato a vedere, è invece mantenuto. Fffiuuu...
Questa si salva, me l'ero immaginata in un modo e mi ha sorpreso!

Certo è che quel che si vede non è sufficiente. Delusione, delusione grossa. E sì che di buonissime idee da cui attingere ce n'erano a bizzeffe. Le poche usate invece sono mal sfruttate. Il fine giustifica i mezzi ad esempio, è tutto ciò che di ''serio'' viene trasportato in pellicola. E basta.
Ah, giusto, ho sentito una vocina provenire da là dietro. Come prego? Qualcuno ha per caso detto ''Mind fantasy game''? No beh, stendiamo una trapunta pietosa, come ama dire il Buta. Due partite, dico due di numero, e poi niente più... Ma che cazz...!?!?! Che poi nel crearle o avevano esaurito il budget o hanno stupidamente scelto lo stile Storielle dei doni della morte di Harry Potter ma scopiazzate a culo.

Chiudiamo la ''recensione'' con un invito che mai avevo fatto prima: non andate al cinema, vi prego. Prendete piuttosto i danari del biglietto e compratevi il libro, scaricatevi l'ebukko, fate quel che vi pare, ma leggetelo ora finché siete in tempo, perché a guardarlo al cinema poi vi passa tutta la voglia.