12/09/13

Per sconfiggere il male, serviti del male stesso! La filosofia di vita di un 7/8enne.

Tra gli innumerevoli sport praticati in gioventù dal vostro caro Cervello, ovvero pattinaggio (si si, lo so), calcio, ginnastica, karate, basket, salto sul divano, zapping, climbing e infine tennis, non posso non ricordare con un moto di terrore il periodo in cui era il nuoto ad occupare il mio momento sport della giornata.

Immagini di repertorio: Cerv a 8 anni che nuota.
Io non è che disprezzo l'acqua, anzi. Starei sempre in acqua, che sia piscina, che sia mare, che siano terme, che sia la vasca da bagno con una bella donzella ignuda e tutta la schiuma che ci circonda. Il punto è che data la giovane età e la poca esperienza non ero a quel tempo ancora pratico del galleggiamento. Anzi, non è proprio così la storia. Io sapevo pure galleggiare, anche immergermi. Il punto è che la mia psiche si sentiva solida e indistruttibile fintantoché si restava nella piscina con l'acqua bassa. E giustamente insomma, era il corso per i pischelli principiantissimi, si DOVEVA stare in quelle piscine basse. Ma quindi, ove stava il problema?
Pare una fatalità a dirvelo così, lo so, soprattutto per voi lettori che ormai mi conoscete, ma che ci posso fare? Il problema era lì: nella merda! Si, avete capito bene. E' la cacca ad entrare in scena, ancora e ancora. Pare quasi che il piccolo dirigibile marrone senza pilota né timone sia sempre stato (ed è tuttora) protagonista dei momenti chiave della mia esistenza. 

L'aneddoto:
Facevamo ciacchete ciacchete nell'acqua, con la maestra e gli altri bambini, tutti felici e contenti. A me piaceva nuotare, piaceva l'ambiente là dentro. Già allora ricordo questo piccolo e insano sentore che mi portava a provare attrazione per le donzelle in costume, e io ci provavo eh, ci provavo spudoratamente conquistando morosette alla modica cifra etarile di anni otto, pure meno. Ma si parlava della merda, giusto. Non tergiversiamo...
Avevo imparato, all'inizio dell'ora e mezza di nuoto, che dovevo stare davanti alla fila mentre si andava in vasca, così da poter capire se quel giorno potevo vivere o se dovevo morire. Quando appariva una merda marroncina sul fondo della piscina ad acqua bassa, la mia fottutissima piscina!!!, ecco che la risposta arrivava tragica: dovevo morire!

''Dai ragazzi, oggi si sta nell'acqua alta perché qualcuno prima di voi ha lasciato un regalino nell'acqua bassa!'' diceva la maestra.
Avessi avuto la conoscenza delle bestemmie giuro che le avrei usate, lo giuro!
Io, dell'acqua alta, avevo paura!!!

Quindi decisi, in una delle ultime lezioni di nuoto della mia vita, con uno slancio Zen che mai ci si potrebbe aspettare da un bimbino di 7/8 anni, di attuare una filosofia di vita che potrebbe salvarvi il culo nelle situazioni più disparate:
Per sconfiggere il male, serviti del male stesso!!!... Ovvero, tradotto in parole più semplici: Per sconfiggere la merda, serviti della merda stessa, quindi, ancora più semplicemente, defeca pure tu!

Mi sono avvicnato al bordo della piscina acqua alta, mi sono voltato fissando maestra e compagni, ho abbassato il costumino e... Ho cagato! Blof! 
''Ecco maestra, ora pure in questa piscina c'è la sorpresina, non possiamo nuotare da nessuna parte oggi!''
Dopo l'esultanza decisi di dedicarmi forevah al tennis <3

Nooo ok ok, stoppate le vostre grida scandalizzate e abbassate i vostri indici accusatori. Non è andata davveramente così, posso spiegare. La filosofia base era sempre quella che v'ho detto poc'anzi, davvero, ma l'ho utilizzata in modo molto meno volgare.
''Maestra, posso andare un attimo in bagno? Mi scappa...''
''Certo Cervello.'' rispose lei, ''Ma fai in fretta!''.


Rimasi al cesso per un'ora e mezza, finché il padre del mio amico non venne a cercarmi alla toilette perché si doveva andare a casa. 
Cervello ce l'aveva fatta, aveva sconfitto una giornata terribile, una giornata di merda, usando la sua stessa merda! Vai così Cerv!