03/07/13

La nobile arte del portapizze: ecco i ferri del mestiere, mò vai, stronzo!

Premessa doverosa: i fatti raccontati, gli elementi citati e nominati, le assurdità e i paradossi che incontrerete da qui in avanti, sono tutti realmente esistenti e accaduti. Esticazzi!
Avendo io lavorato in più di tre differenti pizzerie quel che dirò sarà una somma delle molteplici esperienze. Così insomma tiro merda atutti ma anche a nessuno. Comodo vero? :)

Me lo spieghi, caro amico, cosa cazzo ti ridi a fare?!
Stai guidando, media di 70km/h costante in viuzze di paesini del cazzo, sui 90 qkm/h nelle strade statali, non di più, perché di più figurati se ci va quella carriola motorizzata che ti ritrovi sotto il culo. Di fianco una pila fumante bollente profumosa di pizze, in bocca bava che cola, urla potenti di fame del tuo stomaco, nervi a fior di pelle e vene pulsanti grosse come i vermoni che Timon e Pumba si ciucciavano nel Re Leone in sovrimpressione sulle tue tempie, schifosissima musica pop degli anni 80/90 alternata ad Ave Marie di Radio Maria: così, inizia il nobile mestiere del porta pizze.
Che per carità, potrei pure dire che è un bel lavoro, perché infine dai, non è poi tanto male come lavoro, ma come ti fanno elicotterare i coglioni quando sei un porta pizze, in nessun altro mestiere mai!
(non prendetevela per il linguaggio ''sciolto'')

Inizia tutto coi primi giorni, quelli in cui il tuo predecessore, che chiamerai sensei mentre lo guardi con occhi ammiranti, ti inizia a questa nobile arte del consegnatore di pizze a domicilio. Sensei, e lo dici sul serio con stima, perché questo guida con una mano mentre con l'altra tiene la sigaretta, con l'altra ancora cambia marcia, con un'altra tenta di trovare una stazione radio decente e con una risponde ai messaggi mentre con una cerca il bigliettino con sopra scritto l'indirizzo della consegna, il quale è volato via (ma pensa un po', non succede mai) mentre in tutto ciò t'accorgi che si, dovrebbe averci solo due mani questo povero Cristo d'uomo ma riesce a fare comunque tutto e nel frattempo suona pure il clacson schiantando il muso addosso al volante e grugnendo come un canguro idrofobo al novantenne ancora patente munito che blocca il traffico davanti a lui.

Due giorni di training, e poi sei solo. Le strade non le sai, figurati, ma le pizzerie ti fanno dono di questa splendida mappatura della cittadina in cui si trova l'attività, mappa in scala 1 a 4, che non tiene un cazzo di vie, di punti di riferimento, di segnalazioni, e che se devi portare qualcosa ad un cliente in un altro paesino ti dicono ''Ma che cazzo non hai ancora imparato le vie?!'' e tu vorresti rispondere ''Ma che cazzo, le vie di sto posto manco sono segnate, e che c'ho gugolmaps incorporato in testa?!'' ma opti per un più cortese ''Eh no, ho la memoria un po' corta ma quasi quasi uso il navigatore dai...''. Il mio, navigatore, chiaramente, che fa pure un po' schifo. Ah, la mappa mica te la puoi portare dietro eh, resta incollata alle pareti dentro al locale. Ma è chiaro il senso... o no?

E insomma tu parti e ti ci fai il callo, prima o poi le vie le impari, così come le scorciatoie, quelle sono le parti più facili. Impari un sacco di altre utilissime cose, che a chiamarle ''cose'' è riduttivo, perché le si potrebbero chiamare ''modi di vivere'', o ''modi di essere'', anzi facciamo ''way to be'', che in inglese suona tutto molto più cul! E tali way to be sono tipo come ad esempio:
Un uso della lingua italiana più che corretto, fare tratti di strada contromano in sensi unici se sei in ritardo (lo sei sempre), o chiedere ai passanti il nome della via in cui sei in quel determinato momento mentre stai procedendo comunque alla velocità di circa 20km/h (ho già detto che sei sempre e comunque in ritardo?) e hai il cartello della via giusto di fianco a te ma non lo vedi perché c'è quel cazzo di camion parcheggiato giusto davanti (vedi te, i casi della vita). Oppure ancora, e non di meno conto, comprendi come driftare perché c'è l'asfalto bagnato o anche solo perché c'è l'asfalto che è asfalto, normalissimo asciuttissimo granuloso asfalto, e tu hai una macchina di merda che è ottima (ossimoro), davvero, ma non puoi fare le curve, perché non curva. Nel senso che sterzi e lei va dritta per i cavoli suoi, tiè!
Ma, sei proprio tu?!
Ecco, parliamo della macchina, anzi della ''macchina tipo'', che poi è  bene o male sempre la stessa per ogni pizzeria d'asporto che si rispetti. Le sue caratteristiche sono: puzza, età ragguardevole, pioggia che cala dal tettuccio quando piove, che non è poi male perché se ti ci metti una tazza vicino al freno a mano, quella poi si riempie e a fine serata ti puoi scolare un bel bicchierone d'acqua piovana filtrata dalla tua autovettura con tanto ammore. E chissenefrega se poi ti becchi il tetano, la rabbia, il colera!
C'è dell'altro ancora, tipo (no, non ho finito): gomme delle ruote letteralmente finite (ecco perché girare il volante risulta insensato), aria condizionata assente, aria calda assente, cambio senza pomello, o con pomello che ti resta in mano se sei fortunato altrimenti rotola sotto ai sedili, e poi si nasconde in mezzo alla spazzatura presente in auto perché sì, sennò che gusto c'è?!
Altri punti salienti e caratteristiche di dotazione di suddetti bolidi possono infine essere: una radio senza lettore cd ma forse con quello per le cassette, e soprattutto (e questa era la più epica scassatura di fava che io abbia mai incontrato) una radio che non si spegne mai. MAI! MAAAAIIII!!! E quindi, ti dicevi, ''abbasso il volume!'', ma non potevi perché la rotella era rotta, e allora non restava che cercare una stazione decente, ma prendeva bene solo Radio Maria perché quella c'ha il Signore Iddio e la Madonna che gli tifano a favore, e questo si sa, provoca non poche bestemmie.

E quindi mentre un Ave Maria o un Cesare Cremonini (se ti va di culo) allietano il tuo apparato uditivo, trovi sollievo solo quando sei dentro la pizzeria, alla tua base, al caldo (d'inverno si sta bene), al troppo caldo (d'estate venderesti il pene al mercato nero in cambio di un condizionatore), e aspetti la prossima fuoriuscita di pizze dal forno per ripartire, via verso nuovi orizzonti e avventure.
Eccole che arrivano, le insacchi, leggi la tua prossima destinazione, occhiata veloce alla mappa (il navigatore serviva ai tuoi e ti sei pure un po' rotto le palle di portartelo dietro e perdere tempo a digitare), e frase furiosa/premurosa del pizzaiolo che ti fa:
''Siamo in ritardo tremendo, quindi fai in fretta!... Ma guida piano!''

''Eccerto guarda, come no!'' E mentre esci bestemmiando come un Germano Mosconi infuriato col ''mona che sbate la porta!!!'' perché c'è il classico nebbione della val Padana di stocazzo che sta scendendo, inizi una nuova serata piena d'avventure e misteri... Che vi racconterò nel prossimo (o prossimi) episodio. Questo, è solamente l'inizio... E a me già roteano i testicoli abbestia a ricordare certe cose... Del bene!