12/04/13

I mostri sotto al letto non se ne vanno mai.

Da piccolo, te lo ricordi bene, quando andavi a letto chiedevi sempre a mamma o a papà di chiudere (o socchiudere) quella maledetta porta di camera tua. Questo perché altrimenti mentre eri steso, guardando fuori la stanza, avevi il corridoio e proprio lì, sulla sua destra, c'era la porta che conduceva al bagno...
Eri piccolo, molto, e come tutti i cuccioli d'uomo d'una certa età avevi paura dei mostri. I tuoi, di mostri, uscivano proprio dalla porta del bagno con un ringhio basso e minaccioso, lentamente, e ti guardavano immersi nel buio.
C'è chi questi mostri, sempre quand'era un cucciolo d'uomo, li cercava invece sotto al letto.
E allora via, ci si deve riparare!!! Sotto le lenzuola anche con la testa, che se non li guardi e fai finta di nulla quelli magari non arrivano nemmeno.
E infatti non arrivavano, non arrivavano mai... e un bel giorno, senza quasi farci caso, ecco che quelle creature orrende che ti attendevano aspettando l'oscurità e la solitudine se ne andavano. Così, senza fare troppe storie, quatte quatte in punta di piedi, sparivano.
A una certa età quegli esseri del buio si sentivano vecchi e stanchi, inadeguati e senza un perché.

''Che stupido'' ti dicevi da grandicello. ''Che stupido ero a credere a quelle cose. Un mostro spaventoso venuto a uccidermi e uscito direttamente dal cesso di casa mia. Come no!''.
Capivi finalmente che i mostri erano qualcosa di inesistente, di infantile, capivi che eri tu a crearli e ad averli uccisi semplicemente andando oltre, crescendo. Ora vedevi chiaramente che quel che c'era al buio era lo stesso che con la luce.

Ma senza accorgerti poi, non ricordando nemmeno quando, eccoli tornare quei maledetti. Stavolta diversi, non più con una faccia e un aspetto orrorifico, con sembianze disgustose.
Tornano e sono invisibili, intangibili. Sembrano tutto ma di certo non mostri, e non li riconosci. E sono l'esame impossibile, la partita troppo difficile, la distanza da casa. L'idea mancante, il coraggio di restare o lasciare il tuo paese, una storia da ricominciare o un'altra da finire. I mostri sono gli affetti che se ne vanno, i tradimenti degli amici, la riconoscenza che non arriva, l'inadeguatezza di fronte agli altri, la fiducia mal riposta, il sentirsi piccoli e impotenti mentre dentro si esplode forte, il non sentirsi abbastanza...
Mostri terribili, ma che non riconosci. E che ti logorano, ti fanno tremare pian piano come quando eri tutto solo al buio, e chiedevi a mamma e papà di chiudere quella porta perché altrimenti arrivavano a prenderti.

Mostri che ogni giorno ognuno di noi sa di avere, ma senza accorgersene realmente, non ricordandosi della semplicità con cui quelli vecchi se n'erano andati. 
Perché loro non stavano sotto al letto o dietro la porta. Rimanevano semplicemente lì, dentro il tuo cuore e la tua testa, e non avevi ancora avuto il coraggio di scacciarli e di prenderne le distanze, di farti forza. Il tutto finché non sei cambiato, non hai mutato il tuo punto di vista, e ti sei accorto che in fondo, erano solo un mucchio di sciocchezze, di stupidaggini. Senza capire che ti rovinavano la vita perché te la rovinavi tu, restando fermo e paralizzato. Scordandoti che bastava guardare tutto in modo diverso, con occhi più grandi e aperti, con più luce.