29/04/13

Decibel over nine thousand: il nonno che se ne infischiava dell'inquinamento acustico!

Nadal, il lato oscuro della forz..
Ehmm, del tennis, del tennis!
Si era più giovini di adesso, facciamo una cosa come un certo numero di anni fa, e io per cui ne avevo quindici, grossomodo. A quei tempi il Cervello sognava una carriera da tennista, bramava con tutto il core che la sua massa muscolare si sviluppasse bella forte e armoniosa come quella dei veri tennisti: metà corpo muscoloso e l'altra metà degna d'un pensionato. Insomma io volevo fare il ballerina tennista, e in quella torrida primavera si stava facendo uno dei primi incontri a squadre contro un altro circolo tennistico vicino. Noi si era i padroni di casa, loro gli ospiti.

Dunque l'eccitazione e la felicità erano tante. Si era nel momento in cui il compagno di squadra tentava di tener testa al Nadal avversario, che chiamo Nadal 1) perché era fortino, e 2) perché tutti i cattivi (si, i miei avversari li chiamo sempre ''i cattivi'', mentre io ovviamente gioco per le forze del bene chiaramente) li identifico come Nadal, l'acerrimo nemico di Roger Federer, mio tennista preferito nonché difensore delle forze del bene. Fate conto che Federer per me è un po' come Goku, ecco.
Era caldo, la partita si svolgeva in un campo coperto, perché quegli ingestiti del mio circolo non avevano ancora deciso di toglierlo e sicché fuori all'aperto erano 25 gradi, dentro 35. Un forno. E io ero nel pubblico a vedere questi due tennisti intenti a farsi la sauna e ogni tanto a giocare al giuoco del tennis.

Il momento era ricco di hype e tensione, credetemi. C'era nervosismo nell'aere. I due tiravano sassate a destra e a manca, urlando ad ogni colpo come fossero dei guerrieri, e il pubblico li incitava, era con loro, sudato come loro, pieno di grinta proprio come loro. Uahh, uhaaa, ieeeh!!! urlavano i due giocatori.

Piccola parentesi prima di continuare: il tennis è uno sport in cui il pubblico deve far silenzio. Mentre c'è lo scambio non si deve sentir volare una mosca, chiaro? Quando poi finisce il punto possono starci gli applausi, le esultanze, le donne che sventolano tette al vento e compagnia bella, ma durante lo scambio MUTI!

E ora arriviamo al dunque. Momento di estremo silenzio, scambio furioso. Ed eccolo... 
TARARARARARARARNANANAN!!!! TARARARANANANNANN!!!!
Tutti si girano verso di me. Un telefono sta suonando con la suoneria più power che possiate immaginare.
TARARANANANAN!!! TARARANANNANANA!!!
... E' il telefono di mio nonno.
''Nonno dai dai rispondi cavolo, veloce veloce!!!''
TARARARARARANNAN!!! TARARARARANNANAN!!!
Il nonno in tutta risposta, circondato dagli sguardi assatanati del pubblico e pure dei giocatori che tentano di ricominciare la partita, estrae con estrema calma zen il telefono dalla tasca e...
TARARARANANAN!!! TARARARARANANANAN!!!
... guarda chi lo sta chiamando prima di rispondere. Uno, due, tre, quattro secondi. Non c'è fretta per lui. Lo fa lentamente, avvicinando lo sguardo e aggiustando meglio gli occhiali per leggere bene chi sarà il suo interlocutore.
''Nonno cavolo dai! Rispondi non metterti pure a guardare!'' gli urli/sussurri tu, rosso e sudato per l'epica scena di merda che stai vivendo e che lui non s'accorge affatto d'aver scatenato.
TARRARANANANA!!! TARARARANRARAA!!!
''Nonno, cazzo...!!!''
E finalmente clicca il tasto verde della cornetta e ci sono i due secondi di silenzio più silenziosi che la storia dell'umana umanità abbia mai potuto udire...
...
...
Tutti sono lì, con le orecchie tese, quasi pronti a sospirare e gioire mentalmente per quella pace finalmente arrivata. Ma non sanno cosa ha in serbo per loro il nonno...

Seconda piccola parentesi. Mio nonno è napoletano. Ora, non so se lo sapete, ma i napoletani hanno per natura una conformazione della gola e delle corde vocali che permette loro di parlare a toni e volumi almeno tre volte superiori a quelli di qualunque normale essere umano sulla faccia della Terra. Questa è la mia modestissima teoria al riguardo insomma. Ma lasciamo da parte le lezioni di antropologia e anatomia e torniamo a noi...
Anche Vegeta si stupisce del potente livello
di decibel scatenato dal nonno. Che aura potentissima!



Momento di silenzio. Due secondi che sembrano non finire mai...
Nonno:''.......... PRONTO!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!''
Esplodono timpani, fuoriescono occhi dalle orbite, tennista in procinto di servire la battuta manca la pallina e finisce il potente colpo tirandosi una racchettata sullo stinco... Sono momenti di ansia, di agitazione frenetica, di paura, stupore, incredulità e chiaramente di estremo nonchalance da parte del nonno. Io ovviamente, avvampo dall'imbarazzo.
''WE PINA, COME STAI!? TUTTO BBENE?!''
Mondo boia, tu non credi a ciò che sta accadendo! Si mette pure a rispondere?!?!
''Nonno, cazzo! Dai vieni fuori!'' gli dici facendoti pure scappare una parolaccia. Lo afferri per un braccio e gentilmente, scusandoti col pubblico e osservando lo sconcerto e le risate dei tuoi compagni di squadra lo accompagni fuori dal campo coperto.

Finalmente sei fuori, i dieci gradi in meno si fanno sentire tutti,  ti rilassano lo spirito, ti riportano ad uno stato di sanità mentale quasi vicina alla soglia socialmente accettata prima che possano rinchiuderti in manicomio. Tu, lì dentro a guardare la partita, e lo decidi con estrema convinzione, non ci tornerai più! Grazie nonno per il bel momento <3