22/03/13

English style e abbuffate con sexy bionde fluo!

E insomma la mia vacanza in quell'isola del nord è giunta al termine. Segue un gran momento di tristezza per la presa di coscienza di ciò che mi attenderà in questi mesi, ovvero la solita routine ballosa, così come un piccolo moto di orgoglio e felicità, in quanto il ''vivere'' anche se per poco la magica L'Ondra credo mi abbia arricchito in un qualche strano e oscuro modo. Dicendola in poche parole: il viaggio è stato stupendo! Anche se io e l'aeroplano 'nsomma... Ma ne riparleremo!
Ora, non è che voglio tediarvi raccontandovi tutto per filo e per segno, che altrimenti mi ci sfrantumo le dita sulla tastiera io, e vi viene a noia tutto quanto a voi, ma cercherò piuttosto di darvi qualche sprazzo e barlume della mia gita assolutamente ''culturale'' in questo e nei prossimi post! Facciamo un po' per volta pian pianello.

Se dovessi dirvi cosa m'ha colpito di più di tutto ciò che ho visto, beh, non posso non dirvi Camden Town e gli inglesi con le loro bizzarre abitudini. 
Partendo dalla prima che dire? Si scende dalla metro proprio alla fermata ''Camden Town'' e si sbuca fuori in questo crocevia di negozi, locali, abitazioni e personaggi tutti uno più strambi dell'altro. Con un tizio che fa beatbox in mezzo la strada mentre un vecchiaccio gli urla ''Fuck off, man!!!'' e seimiliardi di ggenti tutte piercingate in faccia e con i chiodi bombardati di borchie che vi invitano a farvi un tatuaggio nei loro studi sotterranei. Fi ga ta! Che poi è pure bellina esteticamente eh, col suo fiume e le barchette e le... Cioè ma chissene del fiume e le barchette! Qui arrivi ad un certo punto sotto un ponte, probabilmente coi treni che ci passano sopra, giri la destra o la sinistra, e ti ritrovi in questo sistema intricato di grotte/cunicoli/baracchette tutti collegati tra loro e tutti con la loro roba da vendere, dal vestiario all'oggettistica, dagli accessori per regazze alle più astruse fatture in pelle. E in tutto ciò, come se non bastasse, t'arriva alle narici quell'ondata di profumi di cibarie delle più svariate nazionalità, che ti vengono offerte e sbattute sotto alle papille gustative sbavanti mentre passeggi indeciso e combattuto su quale delle suddette bontà azzannerai per primo. Avete presente ''La città incantata'' di Miyazaki? Nella scena in cui padre e madre si strafogano di cibo e si trasformano in porcelli?! Ecco, una cosa così! Ahhh...
E poi sì, ci sono pure i pubs, o meglio bar, perché quando parlavo di pub gli inglesi non mi capivano (o forse ero io che non mi facevo capire), e ci stanno quei localini con le donnine mezze ignude e i pali e le ballerine e le lucette fluo e le birre tante tante birre e bionde tante tante bionde ma non birre che io giuro mi sono innamorato più volte sta settimana che in tutta la mia vita. Il classico innamoramento alla 0.2 secondi, chiaro!
Gli ostellanti...
Infine merita una citazione Cyberdog, questo ''negozio'' discoteca coi colori luminescenti e scintillanti al buio, le cui commesse eccentriche e un po' zozzone (almeno nell'abbigliamento e nello spirito) ti fanno strabuzzare gli occhi di meraviglia mentre arrivi pian piano all'ultimo piano (che bel giuoco di parole, Re Kaioh ne andrebbe fiero) e te la ridi a vedere tutte quelle signore ''perbene'' che con estrema nonchalance si arraffano vibratori, frustini, tutine sadomaso, dildo megaggiganti e intimo commestibile gnamm! Ecco insomma...

Ma, continuando, e andando perciò a dire due parole sugli inglesi, o meglio sui londinesi, essi mi sono apparsi alquanto strani nei comportamenti sia sociali che alimentari. Intanto questi magnano a tutte le ore, mica si fa colazione, pranzo e cena eh! Te li ritrovavi ai fastfood a fare porcate alle quattro del pomeriggio, col paninazzo incastrato nella dentiera alle nove del mattino, con le birre a fiumi appena svegliati. Boh! Ho capito che non si beve più dopo le 23, però sti cazzi! E andando a parlare della parte sociale, o forse asociale, ma insomma, non mi sento ancora di giudicare perché ho visto troppo poco, la cosa che m'ha impressionato è il silenzio semi assoluto che si respira nei mezzi pubblici. Vi sono giovini, vecchi, metà e metà, donne e bambini, uomini e lupi, tutti che leggono (molti dagli eReader, che qui manco si sa cosa siano a momenti), che ascoltano musica e che smanettano coi loro cellulari rigorosamente iPhone o Samsung Galaxy S3, perché altrimenti se ce ne hai di diversi sei un barbone, credo. Si insomma, tutti a farsi i cavoli loro. Nessuno che te rompe le palle, nessuno che ti guarda storto, nessuno che ti fa un torto. E anzi, gli tiri tu una gomitata per sbaglio, perché sai, si è stretti e tutti appiccicati, questi ti chiedono pure scusa, e se ne tornano in silenzio.... :O
Il junk della buonanotte e poi si caga lava!
Ma ch'è?!... Cioè...?! Eh?!?!?!?!?!

Con queste poche e semplici (e forse pure un po' stereotipate) impressioni vi saluto, e vi rimando ai prossimi posts, un po' più precisi, divertenti, simpatici, zozzi, arroganti e cazzimieistory. E nulla, mi sono divertito, molto. E d'emozioni forti, di cui alcune un po' strane, ne ho vissute. Sono felice :) Un po' meno d'esser tornato qui, ma vabè! Mica si può aver tutto dalla vita, no? Magari con un po' più di danari...

Per quanto riguarda la lettura dei vostri blogs, che non ho seguito affatto in questi giorni, cercherò di rimediar' pian pianino. Ma proprio con la calma, eh! Alla prossima cervelli cari!