13/07/12

Ho visto, e ho provato vergogna...

Entrai, e fu come varcare un tortuoso vortice di luci, un tunnel fluorescente e sgargiante di mille scintille. Ora ero lì, stavolta era voluto. 

Nemmeno nei più sfrenati sogni avevo immaginato simili macchine, credetemi. E quello che vidi poi, nelle menti di questi depravati, andava ben oltre le storie di cronaca nera sentite alla tv. C'era chi possedeva schiere di bambini, costretti alle violenze carnali per soddisfare i capricci di perversi aguzzini. Chi amava uccidere, scuoiare neri, impalare omosessuali, squartare gente indifesa. C'erano i feticisti dell'autolesionismo, i torturatori d'animali, gli amanti della masturbazione mediante uso di reliquie sacre. Era il tripudio della violenza, dell'egoismo, della falsità, della più spinta blasfemia. E io ero impotente di fronte a tanta vergogna.

Ricchi sfondati, che dalla vita avevano ottenuto tutto, ma che ancora bramavano avidamente quei piaceri rimasti loro preclusi. Persone malate... Si, erano malate. Malate nella testa. Fingevano la loro morte, sfuggivano alla società. Chiedevano aiuto a Loro, finanziandone i progetti in cambio di nuove e perfette esistenze. Di nuovi mondi. Il tutto standosene stesi in comode capsule di plasma bianco, adattabili alle forme umane dei loro grossi culoni mollicci.
Tutti li credevano morti, nessuno più faceva domande. Dopo finti e sontuosi funerali, godevano il resto dei loro giorni in queste realtà immaginarie, costruite su misura e sparategli nei bulbi oculari e fin dentro al midollo. E lo potevano fare per molto, molto tempo. Sapete, la mente funziona più in fretta, i pensieri viaggiano, corrono. Perversi miliardari, anziani e soli, magari con settant'anni d'esistenza alle spalle. Dal mondo reale venivano qui, intubati e sedati, pronti a vivere ogni nuovo giorno col quadruplo del tempo rispetto a quello usuale. Protetti perché nella loro testa, perché nei loro cervelli. 

Chi mai potrebbe fermarti, in piena notte durante un sogno, se lasci andare i freni e obbedisci alle tue pulsioni?! Eri Dio, ecco cosa! Compravi in comode rate pezzi di divinità. E chi mai potrebbe contrariarlo Dio, senza briglie alla sua onnipotenza?!

Rimasi schifato. Campi sterminati di criminalità e semi-immortalità. Però lo vidi, quel Loro nascosto e sottile filo di indicibile genialità: studiare il pensiero facendo un mucchio di grana, e capire, comprendere il tutto, fino a che forse un giorno... trovare la risposta alla regina delle domande: Il Non Morto, chi era?