07/06/12

D'estate

C'era il cemento
fin dove vedevi,
di nubi arrabbiate
di onde irrequiete,

e il vento più fresco
sui visi e la pelle
lasciava ben pochi
coi piedi lì in spiaggia.

Sentivi sussulti nel
buio del cielo e l'aria
spaccata, rotta crepata,
la luce nel mare,

poi  gocce
dall'alto, rubavano
il dolce
tepore alla sabbia.

Nei passi era dura,
fredda sorpresa, dal
giorno rapito che non
si aspettava,

e ancora una bomba, di
luce, e rabbia, che unisce
due mondi distanti
uno sguardo...

sentivi la pioggia
copiosa sul chiosco

portava alla quiete
dall'urlo dell'alto.
di C.B.