22/01/14

Le Interviste Bacate #12: Ale Tredici

Cervello:
Alessandro Tredici, benvenuto alla 12esima intervista bacata! Pensa se uscivi fuori alla successiva, sarebbe stato divertente, non credi?

Ale Tredici:
Oddio, che emozione! Ma è cominciata? Oddio! Non mi dai nemmeno un segnale, cavolo, Cervy... Comunque sì, visto che hai aspettato duemila anni - con mio estremo disappunto - per farmi questa intervista, potevi aspettare qualche secolo in più per farmi essere il tredicesimo! Ma finalmente è arrivato il mio momento:) Si possono mettere le faccine nell'intervista? Se faccio errori poi posso correggermi? Oddio che ansia.

Cervello:
Gli errori non puoi assolutamente farli, perchè io non li correggerò! Quindi regolati, potresti uscirne male e chi poi ti legge potrebbe pensare cose brutte, molto brutte sulla tua ortografia.
Bacato:
Perché poi ''orto''? Disegno dell'... orto, boh ok, andiamo avanti. E' la sorte a decidere i turni, io nulla posso, caro Tredici. E quindi via, parlaci del tuo blog, lo zuccheroso Zucchero Sintattico, che poi non è chissà che dolce e pure lo zucchero non mi pare c'incastri molto... Perché sto nome insomma? Dio, mi manda in paranoia... Che poi, "para", noia, chissà che vuol dire....

Ale Tredici:
Uaz uaz uaz, ho sempre desiderato avere a che fare con Bacato, ero un sacco geloso di tutti gli intervistati quando leggevo questi scambi. Dunque, cercherò di rispondere cercando di non commettere errori, perché ho un sacco paura di quello che pensa la gente sulla mia ortografia..
Zucchero Sintattico è una terminologia informatica. Sai che io ho studiato Informatica per diversi anni, giusto? Ecco, il nome viene da lì: in un linguaggio di programmazione, lo zucchero sintattico è ciò che rende più "dolce" la scrittura e la lettura del codice, e cioè parentesi, freccine, cazzi e mazzi vari. Dio, mi sento Wikipedia. L'ho scelto come titolo perché quando scrivo ho un po' l'ossessione per la punteggiatura, le parentesi, la struttura delle frasi, 'ste cazzatine qua, e poi perché rimanda all'informatica, che è ciò che studiavo quando ho creato il mio blog. Se sono troppo palloso dimmelo eh.

Cervello:
Geniale! Hai avuto una gran bella idea, e non sapevo in realtà di sto zucchero sintattico, cioè, non prima di beccarlo per caso sul web.
Bacato: ohh questo ce l'ha con me insomma :) Ma dimmi un po', tu che sembri tanto fantasioso e chiecchierone, che cazz ci trovi di appassionante nell'informatica?! E mi sistemerai gratis il pc dato che ne ho bisogno?

Ale Tredici:
Risposta all'ultima domanda: NO, NON TE LO SISTEMO GRATIS IL PC. (risata fintissima e molto cattiva)
Risposta all'altra domanda: be', intanto posso dirti che basta essere un po' curiosi e si riesce a trovare qualcosa di appassionante in tutto. Ma adesso sembro il Dalai Lama, per cui ti trovo un'altra risposta meno barbosa: l'informatica mi piace fino a un certo punto, in realtà. Il bello è che programmi delle... macchine a svolgere le funzioni che tu decidi. Sa un po' di magico (e di malato di potere, in effetti).

Bacato:
Potereeee.... mi piace, quasi quasi mi metto pure io a studiare no scherzo. Che faticaccia dev'essere... io comunque il pc te lo porto u.u
Cervello:
Disturbatore delle quiete pubblica... Comunque sia, Tredici. Voglio dire, non è il tuo cognome giusto? No, quello è Bianchi, originale quasi quanto il mio Rossi, di Mario Rossi, perché così mi chiamo, sapetelo! Ma insomma da dove salta fuori questo numerico attributo?
Bacato:
Io opto proprio per qualcosa che centri con l'attributo, gneheh  ;)


Ale Tredici:
Grazie, Bacato, perché mi offri l'occasione per dire che tredici non sono i centimetri del mio, ehm, insomma, ma poi saranno affari miei! Comunque no.
"Tredici" per varie ragioni, non me le ricordo nemmeno tutte. Intanto perché all'epoca seguivo Dottor House, in cui c'era un personaggio che si chiamava, appunto, Tredici. E poi perché Tredici è il numero che porta sfiga (insieme al 17, okay), e io mi diverto a essere il paladino degli sfigati.
Cervy, ma le domande te le prepari o le fai a caso?

Bacato:
Chiaramente le fa a caso!
Cervello:
Chiaramente le preparo! Tsk! E ora difatti andiamo su qualcosa che mi incuriosisce parecchio. Tu sei un blogger che parla parecchio di se, e non sei anonimo, a differenza mia. È cambiato qualcosa nella tua vita, parlando di relazioni con amici, parenti e compagniabella, da quando hai mostrato a tutti questa tua parte... interiore, diciamo? Hai un equilibrio, hai mai combinato casini, ti sei mai sentito... troppo esposto?
Bacato:
Se fanno tutti i cazzi tua Tredici!

Ale Tredici:
Eheheh Bacato, mi fai mori' (anche Cervello eh).
Questa domanda mi mette un po' in difficoltà. Non perché non sappia rispondere, ma perché la stessa risposta è in corso: tuttora io mi pongo spesso il problema di cosa e quanto scrivere di me. Come linea generale, ho optato il metodo di non scrivere niente che non voglio che si sappia. Cioè: non scrivo niente che un conoscente remoto non potrebbe comunque venire a sapere. È chiaro che qualcosa è cambiato nella mia vita, soprattutto da quando la gente mi legge. Ma le persone che mi sono davvero vicine sanno che io non sono solo quello che scrivo su un blog, conoscono i miei pregi e difetti e li conoscono soprattutto dal vivo, non filtrati da uno schermo. Per cui sì, a volte mi sono sentito troppo esposto, ma è un continuo lavorare affinché non mi ci senta più. Internet è spesso pericoloso, e devo avere bene sotto controllo tutto ciò che è sensibile. D'altra parte, voglio metterci la faccia. Se esprimo un pensiero, anche negativo, voglio che si sappia che l'ho detto io. Non ho niente contro i blogger anonimi - ognuno ha le sue ragioni - ma nascondersi nell'anonimato per dire stronzate, falsità o cattiverie mi irrita.

Bacato:
Quindi ti irrito? Ok fine dell'intervista, l'uscita è da quella NO anzi te la cerchi da solo!!!
Cervello:
Ommamma...
Bacato:
Suvvia scherzavo!

Ale Tredici:
Tu mica dici cattiverie o falsità... Solo cazzate, ma quelle sono sempre ben accette!

Bacato:
Ti sei salvato per un pelo…
Cervello:
Ora giusto per esser corretti coi lettori vorrei precisare che tra queste mie parole e la mia ultima domanda è passato più di un mese. Pensate, abbiamo litigato seriamente. Vero? Vero! Ma torniamo a noi... è successo che ci siam beccati a Torino e ti sono saltato addosso. La domanda è: quanta voglia avevi di dartela a gambe?

Ale Tredici:
Incommensurabile, ti giuro. Dopo il vin brulé però ero già più ben disposto! Ma non è vero che abbiamo litigato! Diciamolo, ché sennò poi i tuoi lettori ci credono...

Cervello:
Okok, lettori, eran tutte balle, state calmi. Quindi Tredici tu dici che l'alcool può essere, nel caso qualcuno fosse intenzionato, un buon catalizzatore sociale nei tuoi confronti? Un po' come "hai da accendere" o "wow la tua maglietta è uguale alla mia"?
Bacato:
Le domande contorte le facevo io poi...

Ale Tredici:
A parte che stavo scherzando, prima: sono stato contento che tu mi abbia accolto in quel modo così simpatico! Comunque, diciamo che quando i miei livelli di fantomatica sociopatia si alzano, uno o due o quindici bicchieri di qualcosa possono aiutare...

Bacato:
Lei è un burlone signor Tredici, quasi ci cascavo! Eppure da come pareva davi l'impressione di una persona molto solare, e con solo un bichierino. Ora, o tu sei meno sociopatico di quanto ritieni oppure quel brulé la sapeva lunga! Ecco, bevitene uno, che devo farti la domanda che Cervello non vuol fare.

Ale Tredici:
Ne ragionavo giusto l'altro giorno: questa storia della sociopatia ormai è diventata di moda. È più una battuta che una situazione reale: dai, non prendermi troppo sul serio!
Sono pronto per la domanda. Per prepararmi mi sono mangiato un ovetto di cioccolata (è la verità)
(solo che non mi riesce montare la sorpresina, uffa)
(ce l'ho fatta! Era 'na cazzata)

Cervello:
A volte anch'io non riesco, e in quei casi fingo disinteresse e la butto via senza montarla, che tanto son grande per le sorprese. Poi mi scende la gocciolina di sudore per la scampata figura di merda.
Bacato:
Sì sì tutto molto interessante ma... tu, ho scoperto per caso leggendoti, sei un maschio a cui non piacciono le femmine. Ora io ti chiedo: perché i maschi a cui non piacciono le femmine sono spesso, secondo te, odiati dagli altri maschi a cui invece le femmine piacciono? Non dovrebbero esser loro invece grati? Più femmine per tutti insomma! Giusto?

Ale Tredici:
Secondo me dipende dal maschio in questione, che gradisca o meno la patata. Se devo essere sincero, io ho un sacco di amici maschi eterosessuali che amo e che mi amano, quindi mi è un po' difficile rispondere a questa domanda senza fare generalizzazioni. Forse si tratta solo di sintonia: magari qualcuno trova più cose in comune in un amico del suo stesso orientamento, e in quel caso non c'è niente di male se non ha amici con preferenze diverse. È chiaro che se si arriva all'odio... allora c'è un problema. Ma credo che questo sia più legato alla stupidità e alla chiusura mentale, che alla sintonia. In linea di massima sì: dovreste ringraziarci, la presenza dei gay per voi è solo concorrenza in meno!

Cervello:
Chiusura mentale e ignoranza su tutto, sono d'accordo. E invece invece, quando è stato il momento del coming out, se così si chiama, ma credo di sì perché l'ho imparato da verissimo e studio aperto, come ti sei sentito e come è andata?

Ale Tredici:
Si chiama coming out quando è l'interessato a rivelarsi agli altri; in televisione si usa erroneamente un altro termine, outing, che però indica quando è un terzo a spifferarlo in giro anche se tu non vorresti. I miei coming out sono stati momenti meravigliosi che non dimenticherò mai: chi mi ha abbracciato, chi mi ha detto "Lo sapevo", chi è rimasto pietrificato dalla sorpresa, chi si è messo a piangere di gioia... Le persone a cui l'ho detto hanno continuato a volermi bene. È una bella liberazione, dopo. A questo proposito, consiglio un libro, Le cose cambiano, edito da ISBN, che raccoglie i racconti di vari coming out, americani e italiani.

Cervello:
Ecco la differenza non la sapevo. Che stronzeggio l'outing allora!
Bacato:
Sti fiodena…
Cervello:
Ora la mia teoria. L'uomo, che è costantemente morto di figa, quando è invece attratto da altri uomini mantiene questa sua "fame"? Che qua se te lo stai chiedendo siamo nel porno, spero tu non sia in imbarazzo. La domanda vera però è: si cucca più facile? E come fate però a trovare un altro omosessuale? C'avete il radar incorporato? Io casco dai peri quando scopro che uno non è etero, non vedo segnali Cristosanto!!! Non li vedo!!!

Ale Tredici:
Per quanto mi riguarda, il rimorchio facile è tutto un complotto - il che spiega anche come mai sia single, cioè, c'è una congiura contro di me! A parte gli scherzi, è vero che per i gay è più difficile "trovare l'amore al supermercato", per quanto io inizi a vedere tutto rosa ogni volta che entro nel reparto dei biscotti; in realtà, ci sono (purtroppo o per fortuna) dei locali e dei siti dove ci si può incontrare. Da una parte questo è bello, perché aiuta a trovare persone da conoscere e con le quali confrontarsi; dall'altra, avere luoghi dedicati solo agli omosessuali porta a una specie di autoghettizzazione che forse dovremmo un po' evitare. Ma non ci sono grandi alternative, se non appunto le chat su internet, con tutti i pregi e i difetti che comportano.

Cervello:
Foste in un paese meno bigotto non avreste di questi problemi però. Mai pensato di volar via da qui? Magari in futuro, lavorando da informatico, perché tu ora stai continuando quel tipo di studi, vvvvveroo?

Ale Tredici:
Ci ho pensato, sì, però "l'Italia è il Paese che amo" (cit.) e se fosse possibile vorrei rimanere qua. Anche perché, in effetti, non sto lavorando da informatico, ma sto provando a destreggiarmi tra i mestieri della narrazione. Vedremo come andrà!

Cervello:
Davvero? Colpo di scena, questa non me l'aspettavo proprio, davvero! (bugia lo sapevo da Torino). Suppongo tu stia già scrivendo qualcosina allora? A questo punto qual è il tuo obiettivo, e come mai questo cambio di rotta?

Ale Tredici:
Allora, innanzitutto avviso tutti i tuoi lettori di non fidarsi mai di te, perché ogni cosa che direte potrà essere utilizzata nelle tue interviste. Scherzo, eh! Comunque, be', non c'è molto da dire: ho studiato informatica, ho completato gli studi ma adesso voglio provare a inseguire la mia passione per la scrittura. Tenete le dita incrociate per me (io non posso farlo, devo usarle per battere sulla tastiera!)

Cervello:
E allora incrociamo tutti le dita caro Ale! E che la realtà si dimostri all'altezza dei tuoi sogni (frase fatta ma fa la sua porca figura).
Bacato:
2 titoli di film brutti, 2 che adori, e 2 che vorresti aver scritto tu!
Non preoccuparti se i discorsi cambiano repentinamente, è la legge della Nonpreparazionedelleinterviste, tutti l'han provata.

Ale Tredici:
Film che non mi sono piaciuti: - Biancaneve e il cacciatore - Alice in Wonderland. Film che adoro: - Rumori fuori scena (che in realtà nasce come testo teatrale) - Eternal sunshine of the spotless mind. Film che vorrei aver scritto io: - Il diavolo veste Prada - Little miss sunshine. Lo so, ho gusti discutibili.

Cervello:
Mi sa che quel diavolo ha una forte presa su gay e donne. Non capirò mai!
Bacato:
Te lo sei visto tutto, sta zitto!
Cervello:
I gusti son gusti ... eee Ale, andiamo verso la fine con calma. I gay è vero che hanno una percentuale di snobbismo superiore alla media? Siete voi composti per il 97% di snobbume?
Bacato:
... molti sembrano con la puzza sotto il naso, do ragione al compare mio.

Ale Tredici:
Mi ricordo che scrissi qualcosa a proposito anche sul mio blog. Purtroppo, se di una categoria esistono centinaia di sfumature, siamo portati a vedere solo quelle più evidenti. Per cui ci rimane più in testa l'omosessuale snob, o quello visibilmente effeminato, o la macchietta, o quello idiota, o quello che se la tira, che sì, sono tutte sfumature che esistono nel mondo gay (a volte penso quasi che vada di moda... bah!), ma ne esistono anche moltissime altre! Sarebbe un discorso veramente lungo da fare. Anch'io a volte ho questa impressione, comunque, poi mi ricordo che generalizzare non ha senso.

Bacato:
Generalizzando come ti vedi? Sii preciso, ghettizzati, categorizzati!
Cervello:
Ma genralizzando eh... –.-"

Ale Tredici:
Mi vedo alto, biondo, bellissimo, molto intelligente e perspicace, un ragazzo sveglio, che tutti vorrebbero avere come amico, fratello, fidanzato, marito, cognato, zio, nipote, nonno, e il mio numero è 347...

Mi chiamo Tredici e il mio numero è 347...
Bacato:
In realtà è 340... ma sorvoliamo la svista!
Cervello:
Ultima domanda, poi la conclusione che però farò fare a te in maniera particolare (nulla di cui aver paura, credo): qual è la tua più grande paura? Di quelle serie però, citare i ragni o i serpenti non sarà ritenuto valido.

Ale Tredici:
Oltre ai ragni e ai serpenti, che insomma non sono proprio noccioline, sai che ci sono ragni e serpenti velenosissimi che potrebbero ucciderti in un secondo, specialmente se fai loro domande scomode durante le interviste (AHAHAH), comunque, dicevo, oltre a questo, probabilmente è la paura di rimanere senza amici.

Cervello:
Cioè tu mi fai tutta una frase simpatica che mi fa sorridere e poi mi rispondi alla fine tirandomi una legnata sui denti. Legnata perché insomma, è una paura forte, brutta, e tu ce l'hai ficcata in una frase di ridere così. Mi piace il tuo modo di fare.
Bacato:
Comunque non preoccuparti, che in caso un deficiente che ti offre il brulè lo trovi sempre, che lui non scappa e non dimentica.
Cervello:
Gran finale ora. Tu nei tuoi post spesso e volentieri concludi ricavando una morale dalle situazioni in cui ti imbatti. Saluta il nostro pubblico di oggi quindi ricavando una morale (spero non un pipone barboso) da questa intervista o da...
Bacato:
... da non lo so bene cosa ma insomma, sei tu l'esperto e quindi a te le ultime parole! (ffiuuu l'ho scampata).

Ale Tredici:
Questa non è una domanda, questo è un esercizio di scrittura creativa! Diciamo che solitamente mi baso su fatti concreti, è molto più difficile inventarsi una morale partendo da un'intervista virtuale. Comunque, quello che ho scoperto da questa intervista, e dall'incontro che è avvenuto più o meno a metà dell'intervista, è che non è vero che i blogger sono diversi su internet da come sono nella vita. Ce ne sono alcuni che sono tanto pazzi e tenerosi e simpatici nella loro versione in ciccia e ossa quanto lo sono in pixel, e alcuni ti offrono pure il vin brulé!

Bacato:
Quanto è tenerello, se l'è cavata bene!
Cervello:
Bacato è partito, evvabbè! Caro Tredici, grazie per le chiacchiere e spero vivamente ti sia divertito a fare questa intervista per niente proprio diluita nel tempo  ;)
Bacato:
Tanti saluti cari, da me e dall'altro gnegné!

Ale Tredici:
Siete stati davvero gentilissimi, ringrazio io voi e vi auguro tante cose belle e soprattutto panini al prosciutto crudo in quantità!

Bacato:
Si ma aggiungici un po' di mascarpone, fidati!