15/11/13

Le Interviste Bacate #11: Cyberluke

Cervello:
Pronto allora? Iniziam!

Cyberluke:
Devo solo rispondere alle tue domande? Tutto qui? Sembra facile.

Cervello:
Solo rispondere! E' facile, sì sì Un grosso benvenuto a Cyberluke allora, che inizia la seconda stagione delle Interviste Bacate! Vedrai, non c'è nulla di cui aver paura!

Cyberluke:
 Uhmmmm se lo dici tu….


Cervello:
Iniziamo dalla presentazione! Il tuo blog: perché si chiama così, quando è nato, e come mai dovremmo venire a leggerlo?

Cyberluke:
Il blog non ha chissà questo nome originale. Per un po', sono stato a pensare a un nome figo e facile da memorizzare, ma poi mi sono detto: masticazzi. Lo chiamo come me, che già sono egocentrico per natura. Più tardi ho aggiunto il suffisso "human blog", per sottolineare che, nonostante il fascino che esercita su di me l'artificiiale, la matrice è indiscutibilmente umana.
Umana, con tutti i difetti associati a questa definizione.
Il blog nasce nel 2008, in una sera di fine estate. Una di quelle sere dove pensi di avere qualcosa di interessante da dire agli altri, in un momento in cui Facebook non era ancora esploso, e i blog erano ancora lo strumento "social" più diffuso. Certo, oggi non li vedo bene. Temo si estingueranno anche loro, fagocitati da FB.
Perché dovreste venirci? Perché scrivo, teorizzo, disegno, rifletto, cazzeggio, propongo. È un frullatore, è un buco nella serratura nella mia testa, è una vetrina, è un divano a casa di un amico.
Nonostante io sia un designer, fin dall'inizio non ho voluto fare l'ennesimo blog tematico, che parla sempre e solo di una cosa. Anche perché dopo qualche setiimana avrei finito gli argomenti. La formula del "scrivo quello che mi passa per la testa, se non altro, mi lascia più libertà, e annoia meno. Spero.

Cervello:
Ci puoi scommettere. I blog monotematici dopo un po' stancano, e attirano solo ristrette tipologie di pubblico, con tutte le difficoltà e gli accidenti che questo comporta…
Pensa, io ho conosciuto il mondo dei blog (e noto una loro enorme proliferazione) proprio grazie all'uso di facebook e altri social. Praticamente ho una visione opposta alla tua, non credo faccialibro se li magnerà! Ma steremo a vedere!
Questa passione per l'artificiale, che penso si rifletta molto nei tuoi lavori, negli articoli che scrivi e compagnia bella, da dove nasce?

Bacato:
E chi t'ha imparato a fare quei numeri grafici che fai? Autodidatta o studio scolastico?

Cyberluke:
L'artificiale è qualsiasi cosa produce l'uomo. Anche una sedia è artificiale, mica solo i computer. L'artificiale è l'espressione dell'ingegno dell'uomo. E l'ingegno dell'uomo è la parte "buona" dell'uomo. Quella "cattiva" è la sua tendenza a fare un uso deleterio delle cose che crea. Spero di vivere abbastanza a lungo per vedere l'intelligenza artificiale. Quel giorno, io credo, l'umanità raggiungerà la cosideetta "singolarità". E cambierà tutto. Tutto quanto.
Per quanto riguarda le cose che faccio, ho una formazione artistica. Disegnare a mano libera è una cosa che mi è sempre venuta naturale. Come per qualcuno suonare, o cantare, o ballare (tre cose che io non so fare). Poi è arrivato il Macintosh. E di nuovo, è cambiato tutto nella mia vita. Il Macintosh è la mia scatola di colori 2.0. È una bacchetta magica che rende possibile quello che fino a ieri stava solo nella mia testa.

Cervello:
Oh, spunto interessante questo... Intanto, cosa intendi per ''singolarità''? Penso sia la prima volta la sento nominare in quest'ambito. Seconda cosa... Vabè, quella te la chiedo dopo, e parliamo di te da pischello ;)

Cyberluke:
Per usare le parole di Wikipedia, la singolarità è un punto nello sviluppo di una civiltà in cui il progresso tecnologico accelera oltre le capacità di comprendere e prevedere di coloro che vivono in un epoca precedente. L'intelligenza artificiale causerà esattamente questo... sempre se ci arriveremo mai.

Cervello:
Uno scenario affascinante, nulla da dire, ma ricordo una cosa per quel poco che ho studiato di informatica: creare un'intelligenza artificiale ''senziente'' o ''che impara da sola'' o ancora ''che abbia coscienza di se'' è qualcosa di impossibile... oppure no? Arrivare ad un punto in cui non sappiamo prevedere e comprendere il comportamento di un A.I è... utopia, diceva il prof, o distopia.

Cyberluke:
È più o meno quello che penso anch'io. Qualcuno direbbe che creare una forma di intelligenza è un privilegio concesso solo a Dio. Pur possedendo delle credenze religiose, è una spiegazione che mi convince solo in parte. È praticamente impossibile stabilire come si comporterebbe un'intelligenza artificiale. Semplicemente, non abbiamo nessun precedente. Sarebbe come osservare una forma di vita completamente nuova, e non necessariamente malevola o benevola. Potrebbe elaborare un suo senso morale completamente autonomo ed inedito. Fa venire i brividi, vero? ;)
Ad ogni modo, è un po' come discutere del sesso degli angeli: cinquant’anni di ricerche in questo campo hanno permesso di sviluppare teorie e programmi in grado di emulare rozzamente le capacità cognitive di un essere umano, ma siamo ancora cmq lontanissimi.
Non mi sento troppo ottimista. HAL 9000 è, in definitiva, l’oggetto più fantascientifico mai visto al cinema fino ad oggi.
Da pischello? :) che vuoi sapere?


Cervello:
Lo ammetto, brividi sì, ed è terribilmente affascinante!
Bacato:
ora arriviamo a te pischello! come le passavi le tue giornate di tempo libero? E come lo vedevi, magari influenzato dalle opere di quegli anni, il futuro? Per futuro intendo oggi: i mitici anni 2000! Uau!!! In definitiva, la mia cazzo di macchina volante quando la vedrò?!

Cyberluke:
La verità è che le cose sì cambiano, ma molto più lentamente di quanto non credevi da piccolo. Le auto volanti, il videotelefono, l'uomo nello spazio: di questi tre miti abbiamo avuto solo la videochiamata, che interessava a dieci persone in tutto il mondo.
E le missioni spaziali, beh, hanno dovuto lasciare il posto alle spese per gli armamenti e le trivellazioni di profondità per succhiare fino all'ultima goccia di petrolio. Per quelli come me, la base lunare è rimasta solo un sogno da "Spazio 1999".
In compenso, abbiamo avuto i telefoni cellulari (il male assoluto) e Internet (una gran figata, se usata bene. Cosa dicevo all'inizio? Dipende dall'uso che l'uomo fa delle sue creazioni).
Il mio tempo libero lo passavo a disegnare. Mi veniva facile, la tv iniziava a non interessarmi già più e non era una distrazione vera. Disegnavo, e scrivevo. Inventavo, immaginavo. Costruivo mondi interi con i Lego. Questo, diciamo, fino a quattordici anni. Poi, nell'ordine, sono iniziati a interessarmi: l'Uomo Ragno, la Formula 1, i film di James Bond, le ragazze. Arrivato a "le ragazze" anche la mia vita raggiunse la "singolarità" ahahahahah

Bacato:
Oh, perdio, come ti capisco ahahah! Quelle si che sono qualcosa di incomprensibile! E dato che m'hai dato questo appiglio parliamo della tua, di donzella. E' una cosplayer!!! Come diavolo l'hai trovata?!
Cervello:
Passo indietro... Tu sei un cosplayer, lei pure, ma forse non tutti sanno cosa significhi questa parola. Vuoi spiegarcelo tu, caro Magneto?
Bacato:
Che poi lasciatelo dì, c'hai na faccia da cattivo cattivo cattivo eh!  ;)

Cyberluke:
Cosplayer, in due parole, è chi veste i panni di un personaggio dei fumetti, dei cartoni animati, del cinema o dei videogiochi, con risultati che vanno dal pietoso alla caduta di mascella, a seconda della somiglianza ottenuta. Il cosplay è uno dei fenomeni di costume più interessanti dell'ultimo decennio. Ormai, in qualsiasi fiera del fumetto, trovate più cosplayer che fumettari.
I primi ignorano i secondi, e i secondi sono vagamente infastiditi dai primi, pur avendo più di un punto di contatto. Apparentemente, io dovrei essere fuori già da tempo dal giro, essendo l'età media di un cosplayer intorno i 25/30 anni... in realtà, la cosa mi diverte come e più che un diciottenne.
È una finzione dichiarata, un'espressione pacifica dei propri gusti, una valvola di sfogo da una realtà fin troppo ordinaria e regolamentata... vedila come vuoi. C'è chi va ogni domenica allo stadio bardato in modi più ridicoli di un cosplayer a urlare insulti ai tifosi avversari, e paga salato per farlo, e a nessuno sembra strano.
La mia donzella all'inizio mi guardava con un misto di tenerezza e compatimento. Poi ha iniziato a seguirmi, con tutta la timidezza di questo mondo. Ho capito che era diventata una vera cosplayer quando l'ho sentita parlare male di una che aveva il suo stesso costume. La metamorfosi era compiuta. :D
Due parole sui miei cosplay. Devo molto a Batman, che è stato il mio primo costume. Era una tuta che mi rendeva una specie di pantera di gomma nera. E Batman è un personaggio che ha una riconoscibilità altissima. È estremamente popolare, e tutti vogliono farsi fotografare con lui. Però Batman è fin troppo integro. Forse pure un pelo noioso. E, chiunque ve lo confermerà, da sempre i cattivi sono più interessanti. Ed ecco che ho scelto uno dei più cattivi di tutti: Magneto, che pure ha le sue ragioni per volere la scomparsa dell'Homo Sapiens. ;D

Cervello:
Hai creato un ‘’mostro’’! :)
Bacato:
Che poi, se si può, ma si che si può che tanto mica se na femmina, quanti anni hai? E che ti dicono quelli che ti pigliano in giro? Perché ce ne sono sicuro, no? E per ripicca? Che gli hai fatto? Smagnetizzato il bancomat?

Cyberluke:
Io sono nato nel 1964. E, se c'è qualcuno che mi prende in giro, mi sa che lo fa alle mie spalle, ma, se si diverte, che continui pure. ;D
Io mi accontento dei riscontri positivi. All'ultima Lucca Comics & Games, ad esempio, il mio gruppo ha vinto un premio come migliori costumi cinematografici, e qualcuna, dalle prime file, mi ha gridato: "Magneto, sei bellissimooooo!!!". Potrei usarlo come suoneria del cellulare.

Bacato:
hai la mia più totale ammirazione. E poi saresti ganzissimo con una suoneria del genere! xD
Cervello:
mezzo secolo l'anno prossimo!
Bacato:
Minchia Cervè, che tatto oh! Giacché io non ne ho di tatto continuo senza problemi alla facciaccia dell'intervistato con una domandaaaa... scomoda? Il tempo scorre, e non è di certo infinito. Cosa c'è di buono in questo, e cosa di male? Come vivi, in sostanza, lo scorrere del tempo? E' vero che più si va avanti più quello pare sfuggire via? E sei più curioso o spaventato di fronte al traguardo che pure un cervello coglione come me, prima o poi, raggiungerà?
Cervello:
Io me caco sotto…
Bacato:
Io pure…

Cyberluke:
Sentivo più a venticinque anni il tempo che sfuggiva via, ma probabilmente perché non mi piaceva quello che stavo facendo. Adesso ho capito che è inutile tirare troppo il freno a mano o spingere sull'acceleratore. Le cose succedono, e ci cambiano.
Il controllo che abbiamo sulle cose è quasi zero. Ne consegue che anche il controllo su ciò che diventiamo è scarso. Dicono che le persone, invecchiando, migliorano. Io non ne sono troppo sicuro. Vedo persone diventare con l'età più aride, più diffidenti, meno propense a divertirsi o a rischiare. Non mi piace, ma posso capirle. Quanto ai traguardi, sarebbe triste se non ne conseguissimo almeno qualcuno, personale, di quelli che solo noi capiamo di aver raggiunto. Io, un paio di importanti credo di averli tagliati ;)

Cervello:
Beh, mi tenti troppo, devo chiedertelo: quali sono questi traguardi, se possiamo farci gli stracavoli tuoi?
Dopo aver subito una fila alla cassa...

Cyberluke:
Non significherebbero molto, per qualcun altro. Ma posso enunciarti almeno Cinque grandi Verità alle quali sono arrivato e che, invece, valgono per tutti:
1) Non importa quanti calcoli farai e strategie adotterai: al supermercato, prenderai sempre la fila più lenta.
2) Se ti neghi sessualmente a una donna, quella se la legherà al dito. Per Tutti I Secoli Dei Secoli.
3) A Mirabilandia, se non acquisti un pass prioritario sei un idiota.
4) Pianificare a lungo termine è inutile.
5) Sottoscrivere una polizza sanitaria è sempre una buona idea.

Cervello:
Beh, direi che sono ottime tracce che tutti noi possiamo seguire per vivere più serenamente... più o meno!... A Mirabilandia sono stato idiota ma ho avuto il culo di beccare una giornata con pochissima gente :)
Ora parliamo un po' di film, magari a stampo fantascientifico (?). Negli ultimi 10 anni, se dovessi spararmi tre nomi, quali pensi siano davvero degni di nota, quali ti hanno colpito?

Cyberluke:
La fantascienza è, a mio avviso, uno dei generi che permette agli autori di spaziare di più. Voglio dire, se non devi attenerti al reale ma all'immaginario, hai "enne" volte le possibilità di un regista che si cimenta su un altro genere. E, se hai immaginazione e mezzi a sufficienza, non hai più limiti. Puoi mostrare tutto. Tutto. Detto questo, fare solo tre nomi è difficile.
In qualsiasi Top Three non può mancare 2001: Odissea nello Spazio: il cinema nella sua accezione più estrema e visionaria. Un capolavoro imprenscindibile, che non è invecchiato di un solo giorno dal 1968. Un sogno ad occhi aperti. Irripetibile.
Poi, ci sarebbe Metropolis. 1926. Bianco e nero. Muto. Eppure, è un film di fantascienza con una modernità inattaccabile dagli anni. Che ha ispirato generazioni intere di registi, artisti, designer. Visto che mi è rimasto un solo altro titolo, tanto per citare un film più recente ora mi viene in mente il primo The Matrix (1999). Nessuna idea veramente nuova (il sospetto che la realtà non è quella che percepiamo ce l'aveva già installato il sommo Philp Dick cinquanta anni fa), ma la messa in scena è semplicemente strepitosa. Ricordo che uscii dal cinema soddisfatto come non mi accadeva da anni.

Bacato:
Ehehe, ma i tuoi sono imbrogli! Proprio perché non era semplice t'ho chiesto tre titoli degli ultimi dieci anni (o dal 2000 in poi, và).

Cyberluke:
Ah, scusa... non avevo capito. Rimodulo la risposta.
Negli ultimi dieci anni c'è poco da scialare. Forse perché gli anni duemila sono arrivati e passati, e tutte le aspettative della fantascienza sono state disilluse: non siamo andati su Marte, i Robot non ci puliscono la casa (no, il Roomba non vale), e gli unici computer che parlano sono i navigatori satellitari (e lo fanno pure con una voce da badante rumena).
Cervello:
Eddai, eddai fallo quel nome, parlaci di quanto t'è piaciuto Battleship xD
Oh, noi abbiamo corretto questo difettuccio mettendo yoda che ci fornisce indicazioni e non ci porta verso il lato oscuro... ;)

Cyberluke:
Visto che mi spingi in un angolo, ti cito tre film da salvare:
1) Equilibrium, di Kurt Wimmer, 2003: una sottovalutata produzione a basso costo con Christian Bale. Una società dispotica dove sono state bandite le emozioni in quanto responsabili della rovina dell'umanità. Echi di Metropolis, Fahrehneit 451, il Nuovo Mondo. Da recuperare.
2) Skyline. So che non è piaciuto a nessuno, ma mi piace essere anche provocatorio. Eppure Skyline è come un film di fantascienza degli anni 50, quelli dove gli alieni arrivavano, non patteggiavano, erano brutti, cattivi e si mangiavano la gente. In Skyline tutti i protagonisti sono antipatici. Non c'è l'eroe, non c'è il bambino problematico figlio di divorziati, non c'è la strafiga, non c'è lo scienziato bislacco o il militare tosto. Non c'è morale, non c'è patriottismo made in usa, non c'è nulla... c'è un'invasione e basta. E degli alieni terrificanti.
3) Cloverfield. Uno dei migliori e più intelligenti prodotti della neo-ondata di mockumentary dogma.

Cervello:
Skyline mi manca, ma visto il modo in cui la metti giù magari non è da buttare... Cloverfield m'è piaciuto subito, poi l'ho schifato, poi mi ha riconquistato. Che sia intelligente è fuori questione.
Dopo questa carrellata fantascienzia terminiamo facendoti vomitare il fastidio che provi... Tu blogghi dal 2008, ne avrai viste di tutti i colori. Cosa detesti di questo mondo, chi detesti, e cosa invece si salva? Infine: resterai ancora a lungo a bloggare, o pensi perderai il piacere di farlo?

Cyberluke:
Della blogosfera detesto che ogni cinque blog tre sono foodblog. Voglio dire, c'è davvero bisogno di un nuovo blog che insegna a cucinare?
Detesto che è pieno di gente che si lamenta ed è incazzata col mondo. Se sei incazzato col mondo, non aprire un blog. Chiuditi in casa. Non disturbare. Vedrai che il tuo umore migliora e ti verrà voglia di aprire un foodblog.
Si salvano (e non sono pochi) i blog di persone che hanno ancora cose da dire non banali. La banalità è il Peccato Mortale del blogger. Nessuno vuole leggere banalità. Non essere banali non è sempre facile, ma c'è varia gente che ci riesce.
Quanto al perdere la voglia di farlo, in realtà la cosa è nell'aria da un po'. Ho la sensazione di aver detto quasi tutto quanto avevo di non banale da dire, o di star maturando la convinzione che Facebook, come ti dicevo prima, si stia mangiando pian piano anche questo spazio. Lo penso quando posto la stessa immagine sul blog e Facebook, e sul primo ricevo due commenti e su FB una ventina. Devo pensarci un po'.

Cervello:
Oh, male che vada, resterai con faccialibro che ti velocizza il tutto e più tempo per cucinare cose buone :)
Scherzi a parte, essere banali è un rischio che spesso si corre, non sempre si trovano buone idee da mettere giù, e troppo spesso invece ci si sente in obbligo di scrivere, anche quando non si sa bene cosa dire. Per quanto riguarda facebook non saprei bene cosa dire, non ho di questi problemi, ma ho notato che molti blog più ''grossi'' di me si trovano in situazioni simili: molti commenti sul social, molti pochi sul blog. Il tempo mi dirà cosa sceglierai di fare. Detto questo però, mi auguro tu continui per la tua strada bloggheresca :) Un Magneto che s’arrende non è cosa buona!
Bacato:
Caro Cyberluke, io direi che qui abbiamo finito! Ti ringrazio per la disponibilità e per la chiacchierata, e ti auguro il meglio sia qui dentro che fuori dal webbbb! Vedi che dopo st'intervista le visite al tuo blog aumenteranno vertiginosamente! Ci devi proprio crederci! xD

Cyberluke:
;D Sei stato fin troppo buono, m'aspettavo di peggio.