27/05/13

Le Interviste Bacate #2: Paolo Ungheri Narratore

Buongiorno spettatori fichissimi di questo blog. Oggi qui con noi è ospite il blogger Paolo Ungheri detto Narratore, che ha anch'egli deciso (era sotto effetto di droghe? Chi può dirlo!...) di farsi intervistare dal sottoscritto. Or'dunque senza ulteriori indugi ecco a voi la seconda Intervista Bacata! Alè!

Cervello:
Buondì e innanzitutto benvenuto! Da qui in poi, ma forse anche prima, tutto ciò che verrà scritto sarà pubblicato sul blog. Se ti scappano errori grammaticali li correggerò (forse), se ti sfuggono parolacce e bestemmie le manterrò. Tutte! Pronto? Via!
Cervello: E' lui o non è lui?
Bacato: Boh, a me sembra tanto Nadal!...
Intanto prestinamoci! Piacere, Cervello, tu sei?... Nome, cognome, nome da blogger, se c'è! Seconda cosa... Come ti senti? Più emozionato o più irritato?

Narratore:
Mmmh... ok... quindi tutto quello che dirò verrò utilizzato contro di me... Bene bene, mi piace! Allora, all'anagrafe esisto come Paolo Ungheri, ma sul blog (e non solo) sono Narratore.
Riguardo alla tua seconda domanda, nessuna delle due. Anzi, mi sento abbastanza tranquillo... Per ora!

Cervello:
Narratore? Ma che bel nome! E' molto, come dire... Poetico? No, no... Non poetico... Direi... Ok, lo vedremo a fine intervista altrimenti vado avanti mezz'ora tentando di definire quel che vorrei dire circa il tuo nome.
Non sei né emozionato né irritato quindi, per ora. Facciamo una domanda scomoda allora, che ne dici? Ma ci arriviamo tra poco, non voglio metterti subito alle strette. Iniziamo col blogging! Da quanto blogghi? Come si chiama il tuo blog e, come ho costretto a fare nell'intervista precedente, autoelogia la tua creatura senza alcun ritegno. Vai!

Narratore:
Dai, credevo ci saresti andato più pesante... va bè, stiamo al gioco.
Bloggo da quasi tre anni, prima con Vite di Carta ora con il nuovo Midnight Corner.
Autoelogiarmi non farebbe proprio per me, ma vediamo quel che ne esce fuori.
Allora... il mio blog è diviso, parla di un sacco di roba interessante e, fra le altre cose, segnalo cortometraggi molto interessanti, cosa che in giro non si vede spesso. Almeno in Italia. Oltre a questo... bè, c'è il jazz, le divas (quelle ancora mancano ma arriveranno presto). Insomma, il migliore!!! ;)

Cervello:
Che ddire!? Non vedo l'ora arrivino le divas allora ;) Tette grosse, mi raccomando! Ehmmm... Non scadiamo nella volgarità però. Arriviamo alla domanda cattiva. E sei costretto a rispondere.
Dato che bazzichi nella blogosfera da un po' ti sarai fatto un'idea dei tuoi vicini di casa. Ora, a parte me, che sono fuori nomination, cosa apprezzi maggiormente in un blogger e nominami uno di questi blogger che tanto apprezzi. Di contro, cosa ti fa irritare il c... della blogosfera, e nominami (qui la bastardata) un blogger che non sopporti! Se non lo nomini, oltre a dieci anni di sfiga (gnègnè), puoi certamente evitarne il nome, in qualche modo, ma... Fai tu insomma! Mostrami la tua arte di schivamento di patate bollenti! ;)

Narratore:
Eh, le tette... Tutti a pensare a quelle...
Va bè, andiamo avanti.
In un blogger apprezzo la sincerità, la capacità di non svendersi e rimanere se stessi. Merce rara di questi tempi...
Dover sceglierne uno è difficile, visto che sono tanti quelli che stimo, ma se proprio va fatto, allora non può essere altro che Hell Greco, di Book & Negative. Di lui apprezzo la capacità di dire sempre quello che pensa, senza paure o timori, anche se quella verità arriva dritta nei denti.
Sul lato opposto, visto che di fare nomi non se ne parla, non posso che lanciare il sasso verso alcuni blogger che dovrebbero imparare a guardare al loro giardino prima che quello degli altri. Le maestrine non piacciono a nessuno...
Cervello:
Non lo stalkero ossessivamente, ma apprezzo anch'io il suo non aver peli sulla lingua, concordo! E le maestrine sono un nemico comune a quanto pare.
Parliamo un po' di te ora, che dietro al blogger c'è una persona in carne e ossa. Intanto l'età, l'impiego, e la tua situazione familiare. Dopodiché i dati della tua carta di credito, grazie!

Narratore:
Quante cose vuoi sapere...
Ok, ho 38 anni, quasi 39, sono della vergine, vivo a Forlì e faccio il cuoco da che ho memoria.
Non sono sposato ma è come se lo fossi dato che ho uno stupendo rapporto con Margherita da quasi vent'anni.
E per la carta di credito... bè, mi sa che ci rimetti tu!
La uso talmente tanto che non ci ricaveresti che pochi spiccioli!

Cervello:
38 anni signor Ungheri? Le devo dare del lei? No vabè, troppa fatica mettere tutto alla terza persona. Sicché niente matrimonio. Come mai? Non credi in Dio? Semplicemente non credi nell'ammore eterno? Se non l'hai capito qui ci si fa gli affaracci degli intervistati senza alcuna delicatezza di sorta!

Narratore:
Dammi un'altra volta del ''signor'' e anche se non so chi sei o dove stai, prometto che vengo a prenderti!
Scherzi a parte, mi chiedi del matrimonio... discorso lungo e complesso, sappilo, ma qualche risposta te la posso dare.
No, non sono credente, non nel senso stretto del termine. Difficilmente una religione mi si può appiccicare addosso, anche se molti miei amici mi hanno confessato che per come sono, dovrei praticare il buddismo.
Margherita, invece, è cattolica, ma non è questa nostra differenza ad averci fatto evitare il matrimonio. Diciamo che è stata la vita, con i suoi imprevisti e le sue magagne...
L'amore eterno non esiste. Esiste l'amore, quello coltivato giorno dopo giorno, ma ci vuole fatica, impegno e tanto sudore, altrimenti non si arriva da nessuna parte.
Le cose facili sono solo specchietti per le allodole...
E continua a farti i fatti miei, mi sto divertendo!

Cervello:
Assolutamente, per quel che so d'amore, perché infondo c'ho soltanto ventiehmehm anni, capisco quando dici che non è facile e ci vuol fatica. Però le soddisfazioni che da, le sensazioni che ti fa provare... Ahhh...
''Ehm, diamoci un contegno Cervello!''
Dato che sei cuoco, cucini tu o Margherita? La fate la lotta in cucina? Pacchi di farina che volano e occhi neri perché i pacchi di farina,  in fondo, c'hanno un certo peso?! :)
E del tuo lavoro che mi dici? Ti soddisfa o qualche volta vorresti avvelenare capo/clienti che rompono le scatole?

Narratore:
Guarda, in cucina siamo molto diretti: o io o lei. Assieme non è fattibile, si rischierebbero danni irreparabili ad arti e organi vitali.
Quindi si fa quel che si può e ci si organizza su queste basi.
Lavorativamente, invece, il discorso cambia...
Quando lavoravo nei ristoranti ti posso garantire che certi istinti erano l'ordine del giorno, soprattutto verso alcuni clienti, diciamo, "poco simpatici". Adesso che invece lavoro in una struttura psichiatrica (dillo dai, questo è un assist di quelli da paura, eh?) le cose si sono fatte molto differenti.
Stare a stretto contatto con certe patologie, spesso viste da lontano e con sospetto, ti fa rivedere molti dei tuoi principi. E cucinare per loro è una soddisfazione che non puoi capire. 
Sul capo... qual'era la domanda?

Cervello:
Un accordo indispensabile insomma! Se vi mantiene vivi e vegeti è ottimo così :)
Ahh che soddisfazione sentire queste cose, caro cuoco. Il problema è che quando i clienti poco simpatici decidono di impuntarsi i primi a rimetterci i nervi sono i camerieri, e indovina un po' chi ha fatto il cameriere per un po' di tempo?! Tadàààà... Diciamo che voi cuochi siete abbastanza protetti laggiù in cucina, sù!
Lavori quindi in una struttura psichiatrica? Ho avuto poche occasioni in vita mia di stare a contatto con persone con problemi e/o malattie di questo genere, ma so per certo che non è facile, per nulla. Un gesto in particolare che ti ha riempito d'orgoglio, sempre parlando di quest'ultimo ambito? E un episodio che magari t'ha fatto venire voglia di mollare tutto?

Narratore:
Ahhhh, le guerre fra cuochi e camerieri... quelle mi mancano sai?
Padelle che volavano, ordini fatti uscire stravolti solo per far diventare scemi i camerieri... sì sì, proprio un bel periodo!
Non esiste un unico gesto quando si parla di psichiatrici. é la routine giornaliera che da i frutti migliori, accorgersi che ogni giorno, appena ti vedono, ti sorridono e ti vengono incontro, magari per sapere se quel giorno gli hai preparato il loro piatto preferito, be' sono queste le cose che fanno bene al cuore.
Così come sono diretti e se qualcosa gli ha fatto schifo non si preoccupano minimamente di sbattertelo in faccia. Ma ci sta, fa parte del gioco.
Mentre accade il contrario con chi gestisce certi posti...
Parlavi di mollare tutto, vero? In questi giorni ti posso garantire che l'idea mi è balzata in mente svariate volte. 
Ma si tiene botta e si va avanti...

Cervello:
Se le soddisfazioni superano i dissapori creati da gestori un po' ... irritanti, tieni duro, tieni duro!
Cambiamo ora discorso, via che si va! Tu scrivi, tu scrivi caro il mio Narratore. Altrimenti mica ti chiameresti Narratore, no? Cosa scrivi? Con quale genere senti più feeling, e quale delle tue creazioni consiglieresti di leggere a chi volesse ''iniziarti''?

Narratore:
Scrivo... sì, diciamo così.
La verità è che da tempo soffro il fantomatico blocco dello scrittore. Non so da cosa dipenda ma spero passi presto. Mi manca buttare giù qualche riga di tanto in tanto.
Su quello che consiglio non posso fare altro che indirizzare i tuoi lettori sul mio blog, nella pagina ebook. Ce ne sono tre, ma forse il migliore è "Un viaggiatore solitario", spin off di quel progetto chiamato Survival Blog, a cui sto tentando da mesi di dare anche una controparte blogghista...
Ma, caro il mio cervellino, il mio nick non proviene dalla scrittura....

Cervello:
Capito lettori del blog? Andateci, che altrimenti vi meno tutti!
Se non proviene dalla scrittura allora, devi dirmi da dove nasce! :)

Narratore:
Nasce da un tempo lontano, da eoni nascosti negli anfratti oscuri di un passato fatto di orrende creature e di menti sconvolte dalla sola visione di un barlume di ombre...
Ok, la smetto!
In realtà nasce dalla passione per i giochi di ruolo, malattia che mi affligge da quando ero piccolo. E così, di seduta in seduta, sono capitato nel porto di quel gioco chiamato Call of Cthulhu, ispirato dagli scritti di H.P.Lovecraft, in cui il master è nominato Narratore.
Be', ho giocato talmente tanto che ormai me lo sento cucito addosso.

Cervello:
Ahah potevi continuare tranquillamente, magari ti si sbloccava il blocco dello scrittore!
Devo ahimè ammettere che non ho mai mai mai giocato ad un gioco di ruolo. Ne ho sentito parlare molto, specie da quando ho iniziato a bloggare dato che ho trovato molti appassionati come te. Non è che famo una partitina?
Comunque ecco, svelato il mistero del Narratore! 
Ora due domande mmooolto inerenti l'una con l'altra: la lunghezza dei tuoi capelli e la quantità smodata o meno di ragazze che attirano, e il libro che porti nel cuore!

Narratore:
Per la partitina non c'è problema, però non si può fare a distanza. Non la prima volta, almeno...
I capelli... certo che le cerchi col lanternino le domande, eh?
In questo periodo, cioè da almeno quattro anni, li porto lunghi, parecchio lunghi. Margherita vorrebbe che li tagliassi, ma io non cedo anche se prima o poi dovrò per forza farlo...
Sull'attirare ragazze... che fai, piazzi trappole?
No, in verità sono molto timido, fin da piccolo, e come ti ho detto sono impegnato... da tanti anni... passiamo oltre, che ne dici?
Di libri che porto con me ce ne sono tanti. Il primo che mi viene in mente è Shining, letto a nove anni, ma quello che ancora oggi ricordo con tanta malinconia e piacere è IT (guardacaso sempre di King).
Lo lessi a quindici anni, in soli quattro giorni, Da quella volta penso di averlo riletto almeno altre cinque volte, l'ultima pochi mesi fa.
E' un libro perfetto, a mio parere, che tratta temi come i ragazzi, le estati passate in compagnia e l'intimità che ne scaturisce in maniera egregia, mescolando tutto ad una guerra atavica fra il Bene e il Male.
Indimenticabile!

Cervello:
Un fan di King quindi, un po' timido e che lotta con la propria donzella per mantenere lunga e folta la propria chioma! 
Giacché me l'hai fatto venire in mente, e non preoccuparti, tra poco la finiamo con l'interrogatorio, andiamo un po' indietro nel tempo, più o meno durante l'adolescenza. Credo sia qui che si formino le prime convinzioni e idee proprie, quelle che ti porti dietro un po' tutta la vita. E quindi sì, apriamo la rubrica politica/costume/societàtrallallà! Destra, centro, sinistra, come classificheresti in linea di massima il tuo pensiero?

Narratore:
Sai che da come mi hai descritto mi sembrava di leggere di un personaggio fantasy?
Comunque, non credo che il mio cervello abbia un orientamento di questo genere. Da un lato sento di avere pensieri molto mancini, dall'altro li stravolgo e passo al nemico. Insomma, la politica non fa per me, nemmeno quando è ipotetica.
Sai, credo molto nel rispetto, nell'uguaglianza e non sopporto i prepotenti e i despoti. Qualsiasi persona segua queste linee di pensiero otterrà il mio appoggio. In caso contrario...
Se però dovessi dare una risposta ancora più precisa, penso che ti direi di avere il cervello sintonizzato con la natura, e questa non ha orientamenti politici.

Cervello:
Ottima risposta. In effetti certi principi dovrebbero essere universali, dovrebbbbero eh! Perché in realtà ... Comunque sia sei un tipo molto green quindi? Stai attento a non inquinare? Non sprechi ettolitri d'acqua sotto la doccia, vero?!?!
Greenman, quanto dureresti in un isola deserta e quali (tre) oggetti ti mancherebbero da morire?!

Narratore:
Hai detto bene, dovrebbero...
Ma non facciamoci il sangue cattivo proprio adesso, va.
Sono talmente green da preferire una passeggiata in un bosco piuttosto che andare a farmi un aperitivo!
Su un'isola deserta credo avrei parecchie possibilità di sopravvivenza, tutto dipende dal tipo di isola e da quello che sono riuscito a salvare da un ipotetico naufragio. Senza attrezzatura la vedrei molto difficile, ma non impossibile.
Quindi, tolto il minimo indispensabile per sopravvivere, questi sono gli oggetti "inutili" che probabilmente mi mancherebbero di più.
Il pc, visto che grazie ad esso sono riuscito a entrare in contatto con molte persone sintonizzate sulle mie stesse armoniche. E non potrei aggiornare il blog... orrore!
Poi, seguito a ruota, piangerei la perdita del Kindle... come si può vivere senza leggere? Sarebbe una perdita gravissima.
Il terzo... fammi pensare... ok, trovato: la macchina fotografica.
Che gusto c'è a rimanere su un'isola deserta e non poter fare nemmeno una fotografia?
Comunque Greenman fa molto supereroe, mi piace!

Cervello:
No beh in effetti, senza macchina fotografica e pc in cui postare le foto a noi che vogliamo sapere se vivi o sei morente, non c'è nemmeno gusto!
Greenman, direi che siamo giunti alla conclusione di questa intervista, quindi...
Intanto l'aggettivo al soprannome ''Narratore'', quello che volevo dare all'inizio ma non mi veniva, era suggestivo ed evocativo, ecco, due aggettivi toh!
Dopodiché, non dimentichiamoci la domanda che l'intervistata prima di te, Nella Crosiglia, t'ha riservato: accetti questo invito (riferito all'intervista) nell'attesa di un incontro al buio o in piena luce?

Narratore:
Ti ringrazio per la disponibilità (anche se saresti dovuto essere più cattivo, eh...).
Mi sono divertito e spero di ripetere la cosa... fra parecchio tempo!
No, dai, scherzo. ;)
In risposta alla domanda di Nella, be', non sono tipo da incontri al buio, quindi vado verso la luce, che poi fa tanto mistico!

Cervello:
A quanto pare vogliono tutti più cattiveria. Vedrò di applicare meglio la mia malvagità col prossimo. Intanto perché non inizi tu, dato che l'ultima domanda, riferita al prossimo intervistato, spetta proprio a te?
Concludo comunque dicendo che è stato un piacere, e ti auguro gloria e danari come fossero antani con scappellamento a destra... (?).
Detto ciò, a te la conclusione!

Narratore:
Una domanda per il prossimo malcapitato, eh... vediamo...
Se tu fossi il personaggio di un libro, in quale ti vedresti meglio?
Grazie Cervello, fai il bravo con i prossimi intervistati!