13/05/12

Piccolo spin-off per ''2 minuti a mezzanotte''- Un gioco di specchi


Importante! Cos'è 2 Minuti a Mezzanotte!? Qui potete trovare il progetto di Alessandro Girola, una Round Robin a cui partecipano svariati blogger (tra cui io fra un po' di tempo) che continuano una storia, iniziata da lui appunto, creando un capitolo a testa! Ovviamente lì è spiegato tutto molto meglio! Qui invece trovate la sezione coi vari spin-off , a cui tutti voi siete liberi di partecipare!
Caro Alex, grazie per aver accettato il mio testo ;)



Un gioco di specchi


James se ne stava lì, immobile dentro la sua stanza ad aspettare con impazienza. Non c'erano finestre, non c'erano specchi, mobili, lampadine, non c'era nulla se non il suo letto, quelle quattro pareti bianche ed alcune candele per fare un po' di luce. Osservò con ansia l'orologio. Erano passate sei ore, teoricamente ne sarebbero dovute bastare cinque e mezzo ma non voleva rischiare di ritrovarsi ancora a mani vuote. Era pur sempre considerato uno dei più grandi ladri del ventunesimo secolo, col cazzo che avrebbe fallito nuovamente quella sfida.
<<Vabè sono passate sei ore... Speriamo bene...>>.
Si alzò dal materasso ad acqua e terminò il suo auto isolamento. Percorse un corridoio del tutto bianco e spoglio ad eccezion fatta di qualche altra candela, fino a raggiungerne la fine, verso un nuovo locale abbastanza striminzito e dal medesimo colore ma stavolta con un'enorme specchio situato nel centro.
Incrociò le dita, non era scaramantico ma ne aveva le palle piene del fallimento. La prima volta era accaduto nel '94, quando si ritrovò con la refurtiva in mano di fronte ad un poliziotto che lo fissava più sbigottito di lui, mentre la seconda nel 2004, dove con una perquisizione inaspettata gli beccarono il nascondiglio in cui era solito lasciare il bottino. Si avvicinò alla superficie riflettente a passo lento, fino a scorgere il suo intero riflesso che se ne stava lì, impalato e immobile proprio come lui: non molto alto, capelli rossi, corporatura grassoccia ed uno smoking nero firmato Armani.
<<Allora?! Pensi di fissarmi ancora per molto prima parlare?! Forza dimmi, dimmi l'hai preso?!>>.
Si intravvide un piccolo sorriso sulle labbra del suo alter ego al di là dello specchio.
<<Che impazienza! Lo sai che so far bene il mio lavoro! Perchè non guardi tu stesso qui alla mia sinistra?>> lo invitò sorridendo il suo riflesso.
L'uomo si scorse appena un po' più a destra ed osservò attentamente dove gli aveva indicato l'altro se stesso.
<<Si, si, si! Cazzo si! Sei stato grande, sei stato grande!!!>>
<<Già ma non sai quante ne ho prese! Alla fine quello che si prende le manganellate sono sempre io! Mi hanno pure sparato sai!? Se non fossi arrivato in tempo avrei perso la presa e tanti saluti...>>.
<<Si, si va bene ma ora passamelo! >>.
Il James dentro allo specchio prese a fatica la tela posata sul pavimento al suo fianco e l'avvicinò al punto d'incontro con l'altro mondo, quello reale. Lo spigolo dell'opera sfiorò appena la lastra riflettente che cominciò ad incresparsi come fosse l'acqua di uno stagno, soltanto molto più limpida. Il ragazzo aveva scoperto quel suo particolare potere negli anni Settanta, dopo essere stato contaminato assieme a un'altra quarantina di persone dalla Teleforce, una vera e propria manna dal cielo per lui che in quelle centrali non ci lavorava nemmeno. Era sempre stato un ladro provetto. Le bande criminali di ogni parte del mondo se lo contendevano offrendogli somme di denaro spropositate ancor prima che emergesse questa sua straordinaria capacità. Quel giorno dopo mesi e mesi di raccolta d'informazioni e di pedinamenti ad uno degli ingegneri che lavoravano al reattore di Oslo, era finalmente riuscito ad infiltrarsi all'interno della centrale. Dio volle che si beccò in pieno l'ondata di Teleforce che gli cambiò per sempre la vita. Subito non si accorse di nulla, anche se fuggendo notò che gli altri addetti ai lavori erano cambiati, diventando poi alcuni di quelli che oggi sono volgarmente definiti Super. ''Superidioti'' amava invece chiamarli lui, gente così presa dal finto buonismo che finiva col non capire le vere potenzialità di quei doni piombati dal cielo ovvero ricchezza, controllo e potere. Vide qualcosa di strano soltanto due giorni dopo l'incidente, appena uscito dalla doccia nella sua camera d'albergo ad Akershus. Era tutto preso a radersi la sua folta barba color rame quando il James nello specchio lasciò cadere il rasoio e lo fissò sconcertato, incredulo nel constatare che non solo aveva una personalità propria, ma che riusciva finalmente ad interagire con quella realtà tutta al contrario che aveva avuto sotto il naso per una vita intera.

I due erano identici, sia d'aspetto che di personalità. D'altronde avevano sempre vissuto insieme fino a quel giorno. Da ladri com'erano impararono ben presto a cogliere il meglio da quell'occasione. Impararono che James-specchio poteva liberamente gironzolare per la sua realtà ribaltata, poteva farsi male, poteva uccidersi, poteva fare tutto quel che voleva, ma che non appena il vero James passava anche per caso davanti ad una qualsiasi superficie riflettente, lui si ritrovava sempre e comunque catapultato li, di fronte a lui. C'era un eccezione però, e fu questa che i due applicarono alla loro fiorente attività. Quando James-specchio afferrava un qualsiasi oggetto che fosse abbastanza leggero da poter essere sollevato, pure questo veniva trasportato davanti al vero James che si stava specchiando e poteva inoltre passare da un mondo all'altro. Il bello era che tale oggetto una volta passato non solo spariva dalla realtà invertita, ma pure dal luogo in cui era situato in quella vera. Fu così che senza nemmeno spostarsi da casa e facendo fare tutto al suo alter ego, questo personaggio riuscì a rubare una fortuna senza nemmeno alzare il culo dal suo lussuoso divano.
<<Bene bene mio bel quadretto! La terza sarà quella buona!>>.
<<Ehi, vedi di non farti beccare di nuovo sai! Il lavoro sporco lo faccio sempre io... Tornerò lindo e fresco come una rosa ogni volta, ma il dolore lo sento quando mi prendono! E ti assicuro che questo cazzo di Urlo di Munch non lo rubo più siamo intesi?!>>.