26/03/12

Un giorno mr. X mi ha creato

Questo è il mio breve racconto circa le straordinarie capacità ingannatrici di mr. X, Colui che mi ha fatto diventare ciò che sono.
Un giorno mr. X mi ha sistemato: mi ha aperto gli occhi, sturato le orecchie, ha tolto la sterpaglia che avevo nelle narici, grattato con uno strofinaccio la lingua e stimolato tutto il corpo con centinaia di piccole scosse elettriche. Finito il noioso lavoro, mi ha acceso e posato dentro la sua scatola magica.
Io non ero molto grande, avevo alcuni ricordi già impostati, soprattutto quelli su di me da ancor più piccolo, che  arricchivo con quelli nuovi provenienti da tutte le funzionalità che i meccanismi sopracitati mi fornivano.

Qualunque cosa avessi intenzione di fare potevo farla liberamente, poiché mano mano che vivevo, lui costruiva l'ambiente che avevo davanti arricchendolo di odori, fruscii, rumori e qualsiasi altra cosa i miei strumenti riuscissero a capire. Io in verità ero sempre dentro la scatola ma non potevo accorgermene. Quando ad esempio prendevo l'auto per andare da una città Z ad una città Y, le suddette città non esistevano affatto se non quando le avevo a portata di sensi, così come il percorso, così come tutto il resto che non era con me in quell'istante. Quando ero a letto con la luce spenta, esisteva soltanto il buio, il letto e i rumori fuori la mia casa, punto e basta. E non era soltanto questo: Lui si era ben curato di costruire non solo gli ambienti, ma anche le persone! Furono proprio queste a ingannarmi completamente, facendomi credere di essere una nullità dispersa nel più vasto dei mondi.
Le persone erano: stimoli visivi, tattili, olfattivi e gustativi altamente complessi, che producevano suoni coi quali riuscivano a interagire col sottoscritto nella maniera più esaustiva e diretta che si potesse concepire. Fu proprio il linguaggio la vera chicca che mr. X ebbe in serbo per me. Pensate, grazie ad esso le persone (e quindi mr.X) mi convinsero che: ero l'unione di uno ''stimolo complesso uomo'' ed uno ''stimolo complesso donna'', ero nato piccolissimo ed ero cresciuto pian piano, ero destinato a diventare vecchio e poi morire, esisteva Dio che ci aveva creato e ci amava, esisteva la scienza e le leggi fisiche con cui era governato il mondo, forse non esisteva Dio e se anche fosse così stato si esprimeva con le suddette leggi fisiche, mi trovavo in Italia che era in Europa che era nel pianeta Terra, il quale era immerso nell'universo che era così grande che nemmeno si sapeva dove finisse. Inoltre mi convinsero che: valeva la pena di vivere anche solo per Amore, la vita non aveva un senso, prima di me c'erano state miliardi di vite umane e secoli di storia, l'uomo era in grado di costruire tutto ciò che di artificiale potevo trovare ecc.

Le cose che le persone mi insegnarono non finivano mai, le potevo trovare ovunque, erano talmente tante che sarebbe stato impossibile averne una visione completa. Io, amante della scienza da sempre e in quanto professore di fisica per un vita intera, ero certo che il mondo avesse certe rigide regole innegabili, le quali mi parvero tremendamente evidenti e inconfutabili fino quando non arrivò il giorno della mia morte.
In quel momento conobbi mr. X. Era così felice di vedermi dopo tutti quegli anni passati in solitudine a costruire ''giochini'', che non riusciva a trattenere le lacrime. Mi rimase impresso come gliele vidi scorrere copiose dagli occhi non appena aprii i miei, di occhi. 
Mi sedetti con lui su una sedia attorno ad un piccolo tavolo di legno, immerso in una stanza buia di cui non si vedevano le pareti. Mi mostrò la scatola in cui avevo passato i miei 87 anni di vita. Prendemmo insieme da un baule sotto al tavolo un nuovo me, e lo mettemmo nella scatola.

Ridendo mi disse che sarebbe stato calato nelle mie stesse identiche illusioni. Chissà se sarebbe diventato tale e quale al sottoscritto. Chissà quanto mi sarei divertito a ripercorrere la mia intera esistenza.