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02/03/17

La via di casa

scattata il 26 febbraio, Altavilla

Ricordati il sole
riporta a casa

nell'ora dell'ombra
mangiato dal cielo
il buio strisciava
ingoiandoti gli occhi

Ricordati il sole
che se ne va a casa

moriva in silenzio
lasciandoti solo
meandri di dubbi
abitati dai mostri

Ma ricordati il sole
che senza una casa

cammina deciso
asciuga le ombre 
albeggia il mattino 
ed ecco, la vedi...


Davide Storti

30/07/15

Diamanti

Potremmo morderci il sangue di bocca,
graffiare profumi succhiando
sorrisi, riflessi negli
occhi capricci e curiosi.

Potremmo dormire soli per
niente, fuggire la schiena oppure
assaggiare, ballare bramare magari
bruciare, lingue lenzuola e ardere ancora.

Potremmo sbagliare tempo e momento,
sporcare pensieri scoprendoci
i nervi, squarciare
la pancia all'amaro là in testa.

Potremmo per caso spingere
il caso, o scrivere vecchie
solite strade, cadere in
cazzate un po' per ciascuno.

Potremmo tremare, prendere... fiato,
poco e affogare come
una volta, e
ricominciare tutto daccapo.

Davide Storti

22/12/14

Il contrario

Nevica in su e tutta la gente cammina.
Scarponi nel cielo piovono lacrime luride
andandosene veloci nelle loro case, nelle chiese,
nei negozi con le luci che ballano le canzoni.

Grandina una moneta e centra
la tazza col resto del ghiaccio.
Stasera il compare è fortunato. Io non ne ho voglia
di stare in ginocchio, ore di mani sporche
di freddo a pregare verso il freddo.

Meglio il mio cartone sotto al culo,
la lana sopra e il vino nella pancia,
e me ne sto steso a guardare il mondo al contrario,
che lo so che è tutto il contrario di me.
Scarponcini e tacchi che corrono nel Natale, sotto la neve che sale.


di Davide Storti

11/09/13

Muori di abitudine

Non c'è cosa più brutta, credo,
dell'abitudine. Letale e spietata,
perfetta sposa delle menti umane nel tempo,
nella natura, nelle situazioni; non c'è uomo che ne sopravviva.

Muori perché Senti il ticchettio sotto ai polpastrelli
delle lettere che si consumano, assieme
al tempo, rintocchi d'orologio
che ti separano dalla vita.
Lavori, il dovere: la meta.

Muori perché Assapori la pelle liscia delle sue cosce,
brividi umidi fino alla sua intimità...
E ancora, e ancora, ancora vedi quelle non tue,
giovani bramate da lontano,
pulsioni che un giorno paghi, stufo di lei.

Muori perché Vedi il lago piatto del futile, superficie
di superficialità che si spande a colpi di
mode vintage-retrò a vite alte di
vite mai all'altezza, basse come la tua. Scatti
di reflex che racchiudono felicità, finta.

Muori perché Tocchi il tuo amico morto, con
le sue idee morte. Gli occhi spenti suoi
e i tuoi che bruciano salati, mentre uomini
macchine sparano i colpi di quegli
altri uomini che sparano ordini. A che pensano?

Muori perché Odori il tanfo della stanzina stretta,
decine e decine di stracci e ossa sudate imbacuccate
da pelli ustionate e cadenti.
Strisciano tutti, uccisi dalla fame e dai gas delle docce,
aperte con la stessa innocenza di quelle che piangono acqua, non sangue.

Di abitudine, è certo, l'uomo si uccide sempre.

di C.B



07/06/13

Tu ricordi, tutto.

Ci sono alcune promesse
fatte appena di sguardi.
Occhi neri che si perdono
in due smeraldi, belli da morire...

Futuri stretti in sussurri,
da bocche che si bramano,
due vite che s'incontrano,
due corpi che sono uno.

E un giorno il suo profumo,
che era soltanto tuo,
la pelle chiara, i sorrisi
gli abbracci... se ne vanno tutti.

Altri sguardi e altri occhi,
altre labbra e altre vite.
Tramontano i cammini sperati, si
perdono le promesse, volutamente, dimenticate.

di C.B.



30/11/12

Fuoco di notte

E' di notte,
quando sei solo tu e
il buio, che tutto quel fuoco
che brucia dentro esce.

Scende lento, bollente,
scavando la faccia che
ne era piena, prima, di tutti quei
baci che non sai più per chi sono...

di C.B.

21/09/12

28/08/12

La sagra di fine estate

Prima le giostre, piccole luci,
poi la mezza notte di fuochi,
sul tetto di casa con mamma e papà,
era tutto il palazzo e gli amici di giochi.

Liberi e grandi ma ancora non troppo
uscivamo fuori nel centro del gioco,
la musica a fuoco lì negl'autoscontri
e i primi fra sguardi di sognati incontri.

D'un tratto le estati correvano folli
gli amori e le notti passate anche insonni,
bevute e fumate nascosti ma insieme
i grandi siam noi e non lo sapevi.

La sagra finiva l'estate col botto e
in fretta volavano gli anni e le storie,
da bimbo colori di gioia e di festa
da grande i ricordi fan male là in testa.

Ancora la senti, di nuovo è arrivata,
ricorda quei sogni e ti mostra com'eri,
siam pieni e lontani di quei desideri
perduti e cresciuti voltiamo lo ieri.

di C.B.

11/07/12

Fa paura, succede oggi!

Ti rappresentano
esprimendo la tua Volontà

Ti rubano la vita
dopo averti condotto alla Cecità

Ti sparano a vista
se cerchi di riprenderti la Libertà

Ti guardano arrancare
mentre applicano la loro Austerità




11/7/12, Madrid.
di C.B.

07/06/12

D'estate

C'era il cemento
fin dove vedevi,
di nubi arrabbiate
di onde irrequiete,

e il vento più fresco
sui visi e la pelle
lasciava ben pochi
coi piedi lì in spiaggia.

Sentivi sussulti nel
buio del cielo e l'aria
spaccata, rotta crepata,
la luce nel mare,

poi  gocce
dall'alto, rubavano
il dolce
tepore alla sabbia.

Nei passi era dura,
fredda sorpresa, dal
giorno rapito che non
si aspettava,

e ancora una bomba, di
luce, e rabbia, che unisce
due mondi distanti
uno sguardo...

sentivi la pioggia
copiosa sul chiosco

portava alla quiete
dall'urlo dell'alto.
di C.B.




15/05/12

Strada di maggio

Quando l'ho visto gli ho fatto una foto e poi... E' seguita questa
Si snoda sinuoso serpente d'asfalto
con squame lucenti di timidi raggi ,
brilla del cielo che è un blu già rinato
e vivo e fresco, sfavilla sull'auto

S'insinua tra i campi frizzanti cicale
e fiori e smeraldo di nuovo in vigore,
la senti ti accoglie il profumo e la brezza,
freschezza di maggio e di prima di sera.

Lussuria selvaggia le chiome pesanti,
c'è ancora chi piega, nei calli e la schiena
è un vecchio barbuto, un po' affaticato
riposa le membra, mestiere di vita

Lo vedi di corsa, lo ignori, sei un'altro,
ma senti del nuovo di nuovo nel petto,
ricordi e sorridi di tante e passate
serate d'estate d'un uomo e di tutti.

di C.B.                                                                                                                           

21/04/12

Inno a Nostro Signore Iddio


Inchinati, prostrati di fronte al tuo Dio
stupra la terra e intossica il cielo,
mostragli fiero tutto il tuo amore
uccidi il tuo prossimo, strappagli il cuore,

massacra le bestie e scuoiale vive
vantate il suo vanto o splendide dive,
ingozzati e ingurgita lurido umano
evita gl'occhi a chi tende una mano.

Bramalo, amalo il tuo Signore e Dio
e stupra le infanzie perverso d'un boia,
incornicia l'amata di Amanti e gioielli
ammalati sperpera e strappa i capelli,

vomita fiero parole nel giusto
volta la faccia se poi siedi in alto,
sei un verme ignorante, orgolioso ignavo
ma mai tradirai dolce Dio il Denaro.


di C.B.